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Home / Gestione del Debito » Pignoramento » Servizi Finanziari / Pignoramento conto corrente senza notifica

Pignoramento conto corrente senza notifica

Scopriamo se è possibile il pignoramento del conto corrente senza notifica e in quali circostanze.

di Alda Moleti

Agosto 2023

Oggi vedremo se è possibile il pignoramento del conto corrente senza notifica quali sono i limiti alla somma che si può espropriare (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

È possibile il pignoramento del conto corrente senza notifica?

Il pignoramento del conto corrente è un procedimento legale mediante il quale un creditore, che ha ottenuto un titolo esecutivo come un decreto ingiuntivo o una sentenza, può procedere al sequestro dei fondi presenti sul conto corrente bancario del debitore al fine di soddisfare il debito.

Questo strumento viene utilizzato quando il debitore non ha adempiuto agli obblighi contrattuali o ai pagamenti dovuti e il creditore ha ottenuto una decisione giudiziaria a proprio favore per il recupero del credito.

Per quanto riguarda l’obbligo di notifica e molti altri aspetti ci sono delle differenze se il pignoramento avviene in seguito ad un debito tra privati o con l’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima infatti, a seguito di una cartella non pagata, può avviare il pignoramento del conto anche senza aspettare l’autorizzazione del giudice.

Pignoramento del conto corrente in caso di debiti tra privati

Nel caso il procedimento di pignoramento del conto corrente sia avviato per un debito tra privati, che non coinvolge il Fisco, le regole che riguardano la notifica sono più ferree.

Per recuperare un credito tramite il pignoramento di un conto corrente, i cittadini devono seguire una procedura specifica che comprende l’obbligo di notifica:

Pignoramento del conto corrente in caso di debiti con il Fisco

Nella procedura di recupero crediti tra privati mediante il pignoramento del conto corrente, deve avvenire la notifica dell’atto di precetto, seguita dalla notifica dell’atto di pignoramento. Questa procedura non è prevista se è il Fisco ad avviare il pignoramento, che ha l’obbligo di notifica, ma nei confronti della banca su cui è aperto il conto.

Il pignoramento del conto corrente a seguito di debiti fiscali con l’Agenzia delle Entrate può avvenire senza richiedere l’autorizzazione del Giudice, poiché la cartella di pagamento costituisce già un atto esecutivo a tutti gli effetti. Nel caso in cui il pagamento non sia effettuato entro 60 giorni dalla notifica è possibile infatti procedere con il pignoramento.

Trascorso questo periodo, l’Agenzia delle Entrate procede inviando l’atto di pignoramento direttamente alla banca o alla posta interessata, cioè dove il debitore ha il conto aperto. Successivamente, l’interessato viene invitato a effettuare il pagamento dovuto entro ulteriori 60 giorni.

Nel caso in cui il debito non venga saldato entro i termini stabiliti, l’Agenzia chiede alla banca di sottrarre direttamente l’importo dovuto dal conto corrente del debitore.

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Quali sono i limiti di pignoramento del conto corrente?

Quando si avvia un procedimento di pignoramento del conto corrente, occorre tenere presente i limiti stabiliti dall’articolo 545 del Codice di procedura civile, che regolamenta l’espropriazione delle somme presenti sul conto.

Tra le restrizioni vi è una regola riguardante il pignoramento del saldo del conto, che impone un limite all’importo prelevabile da questo saldo. La legge stabilisce infatti che una cifra equivalente a tre volte l’assegno sociale non possa essere oggetto di pignoramento.

Per l’anno 2023, l’assegno sociale ammonta a 503,27 euro, dunque il limite massimo di pignoramento sarebbe pari a 1.509,81 euro. Qualsiasi importo superiore a questa cifra può essere soggetto a pignoramento nell’ambito di un’azione di esecuzione forzata.

Questi limiti sono stati introdotti per proteggere il debitore e garantire che quest’ultimo abbia accesso a una somma minima per le necessità di base.

Pignoramento-del-conto-corrente-senza-notifica-codice
L’articolo 545 del Codice di procedura civile.

Esempio di applicazione del limite di pignoramento

Ipotizziamo che una persona riceva una notifica di pignoramento del proprio conto corrente bancario a causa di un debito non saldato con un creditore. Il saldo del conto, al momento della notifica, è di 2.000 euro: parte di questa somma verrà assegnata al creditore per saldare il debito.

Conformemente alla legge, l’importo non pignorabile è pari a 1.509,81 euro. Di conseguenza, solo 490,19 euro (= 2.000 euro – 1.509,81 euro) saranno destinati al creditore, mentre il restante importo di 1.509,81 euro rimarrà protetto e non potrà essere oggetto di pignoramento.

Si può pignorare un conto corrente vuoto?

Il pignoramento di un conto corrente in rosso o vuoto non è mai possibile, poiché solo le somme di proprietà del debitore possono essere espropriate.

Neppure i conti correnti con fido possono essere pignorati se in rosso. Se un conto corrente ha un fido, solo l’importo effettivamente depositato sulla banca dal debitore può essere soggetto a pignoramento.

Ad esempio, se un conto corrente ha un fido di 10.000 euro, ma è in rosso di 1.000 euro il fido concesso dalla banca rimane protetto. Lo stesso vale se il conto ha un fido di 10.000 euro ma il saldo è zero, nessuna somma può essere pignorata poiché non c’è alcun denaro di proprietà del debitore sul conto.

Si può pignorare un conto corrente cointestato?

Il pignoramento del conto cointestato è una procedura legale che riguarda un conto corrente bancario intestato a più persone, ognuna delle quali possiede una parte dei fondi presenti.

Nel caso di pignoramento su un conto cointestato, il creditore ha il diritto di pignorare solo la parte del saldo del conto di proprietà del debitore. Le altre quote del saldo del conto rimangono protette e non possono essere oggetto di pignoramento.

Va sottolineato che il pignoramento del conto cointestato può comportare complicazioni e complessità aggiuntive rispetto al pignoramento di un conto corrente con un solo intestatario.

Quando il conto è cointestato, potrebbe essere necessario determinare la parte di ciascun intestatario prima di procedere con il pignoramento. Questa valutazione potrebbe richiedere una valutazione delle quote dei conti o la presentazione di documenti che dimostrino le quote di proprietà di ciascun intestatario.

FAQ: Domande frequenti sul pignoramento del conto corrente

Posso riattivare il pignoramento del conto corrente se successivamente deposito fondi sul conto?

Se il saldo del conto corrente è vuoto o in negativo, i fondi non vengono bloccati. Tuttavia, eventuali depositi successivi potrebbero essere soggetti a pignoramento, ciò dipende se si è chiuso o meno il procedimento di pignoramento avviato.

Quali sono le alternative al pignoramento del conto corrente vuoto?

Se il conto corrente è vuoto e ci sono in difficoltà finanziarie, è consigliabile cercare assistenza da parte di un consulente finanziario o di un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni. Possono esaminare le opzioni e consigliare sulle alternative al pignoramento, come la negoziazione del debito o l’elaborazione di un piano di rimborso.

Ci sono altre conseguenze se il mio conto corrente è vuoto durante una procedura di pignoramento?

Se il conto corrente è vuoto, non ci saranno conseguenze dirette legate al pignoramento. Tuttavia, è importante affrontare la situazione debitoria e cercare soluzioni per gestire il debito in modo adeguato.

Chi può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente?

Un creditore che ha un credito non soddisfatto nei confronti di un debitore può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente. Questo avviene generalmente attraverso un’azione legale o tramite un avvocato.

Posso impedire il pignoramento del mio conto corrente?

È possibile evitare il pignoramento del conto corrente attraverso diverse opzioni. Ad esempio, il pagamento del debito in modo tempestivo, la negoziazione con il creditore per un piano di pagamento rateale, la ricerca di assistenza da un consulente finanziario o un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni.

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