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Home / Gestione del Debito » Servizi Finanziari / Pignoramento conto intestato al figlio

Pignoramento conto intestato al figlio

Come funziona il pignoramento del conto intestato al figlio? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Febbraio 2024

In questo articolo vedremo come funziona il pignoramento del conto intestato al figlio (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Che cos’è il pignoramento del conto corrente?

Il pignoramento del conto corrente è una misura legale che permette a un creditore, attraverso un’ordinanza giudiziaria, di congelare le somme depositate sul conto bancario del debitore. Lo scopo è recuperare fondi per estinguere un debito non saldato verso il creditore.

Questa azione legale è adottata dal creditore qualora il debitore non rispetti gli impegni di pagamento, nonostante le sollecitazioni e le richieste formali.

La procedura può essere applicata per vari tipi di obbligazioni, inclusi debiti verso banche, enti di credito, amministrazioni pubbliche o erogatori di servizi.

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Come funziona il pignoramento del conto intestato al figlio

Nel caso in cui sia avviato un procedimento di pignoramento del conto corrente questo non può mai riguardare i figli del debitore. In pratica, se un genitore ha dei debiti, ma il conto è intestato esclusivamente al figlio, i fondi non possono essere pignorati.

Anche nell’eventualità di un pignoramento di un conto cointestato con il figlio, il creditore ha il diritto di sequestrare esclusivamente la porzione del saldo appartenente al debitore. Le quote appartenenti agli altri titolari del conto sono salvaguardate e non soggette a sequestro, essendo di proprietà degli altri co-titolari.

Pertanto, se un conto è condiviso tra due persone, a prescindere se una di queste sia o meno il figlio, e solo una di esse è debitrice, il creditore è autorizzato a intraprendere una procedura di sequestro che coinvolga solo il 50% del denaro depositato.

Pignoramento di un conto corrente cointestato con il figlio

Il pignoramento di un conto cointestato con il figlio può presentare sfide e complessità diverse rispetto a un conto singolo.

Nel contesto di un conto cointestato, va prima di tutto stabilito quale quota appartiene a ciascun titolare prima di avviare il sequestro. Questo processo può implicare una analisi delle partecipazioni finanziarie o la necessità di fornire documentazione che attesti la percentuale di proprietà di ogni co-intestatario.

Oltretutto, il sequestro su un conto cointestato può portare a conseguenze legali e finanziarie per tutti i co-intestatari, indipendentemente dal fatto che soltanto uno di loro sia soggetto alla procedura di sequestro. Gli altri titolari possono, ad esempio, trovarsi di fronte a limitazioni sui prelievi o altre restrizioni bancarie dovute al congelamento dei fondi.

Pignoramento del conto corrente in caso di debiti tra privati

Nel contesto di un procedimento di pignoramento del conto corrente per un debito tra privati, al di fuori di cause che coinvolgano il Fisco, esistono normative stringenti in merito alla notifica. Per intraprendere l’azione di recupero credito attraverso il pignoramento di un conto bancario, i cittadini sono tenuti a seguire un iter ben definito che prevede l’obbligatorietà della notifica:

Pignoramento del conto corrente in caso di debiti con il Fisco

Nel contesto del recupero crediti tra soggetti privati attraverso il pignoramento del conto corrente, è obbligatoria la notifica dell’atto di precetto, cui deve seguire la notifica dell’atto di pignoramento. Questa procedura non trova invece applicazione nei casi di pignoramento da parte del Fisco, il quale è tenuto a notificare, ma la sua comunicazione è indirizzata direttamente all’istituto bancario o postale presso il quale il conto è attivo.

Per i debiti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, il processo di pignoramento del conto corrente si svolge infatti senza il bisogno di ottenere un’autorizzazione giudiziaria preliminare. Questo perché la cartella esattoriale rappresenta di per sé un atto esecutivo. Se il debito non viene estinto entro 60 giorni dalla sua notifica, è lecito procedere al pignoramento.

Una volta esaurito tale termine senza che il pagamento sia avvenuto, l’Agenzia delle Entrate inoltra l’atto di pignoramento direttamente all’ente presso cui il debitore detiene il conto, sia esso una banca o un ufficio postale. A questo punto, al debitore viene concessa un’ulteriore opportunità di saldare il proprio debito, disponendo di altri 60 giorni per il pagamento.

Qualora il debito persista oltre questi termini, l’Agenzia delle Entrate richiede all’istituto bancario di procedere materialmente al pignoramento.

Quali sono i limiti di pignoramento del conto corrente nel 2024?

Quando si tratta del pignoramento di conto corrente, esistono limitazioni precise sull’ammontare che può essere sequestrato, come indicato dall’articolo 545 del Codice di procedura civile.

Nello specifico, la normativa prevede che non possa essere pignorato dal saldo un ammontare equivalente a tre volte l’importo dell’assegno sociale.

Nel 2024 il valore dell’assegno sociale ammonta a 534,41 euro, pertanto il limite massimo non pignorabile su un conto corrente è fissato a 1603,23 euro. Importi oltre questa soglia possono essere soggetti a pignoramento come parte di un procedimento esecutivo.

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L’articolo 545 del Codice di procedura civile.

Esempio pratico di applicazione del limite di pignoramento

Se un individuo riceve un avviso di pignoramento, per un debito insoddisfatto nei confronti di un creditore, e il saldo del proprio conto corrente bancario ammonta a 2.000 euro al momento dell’avviso, una frazione di questa somma verrà trattenuta per saldare il debito.

Considerando il limite legale di 1603,23 euro che non può essere soggetto a pignoramento, dalla cifra totale di 2.000 euro presenti sul conto, soltanto 396,77 euro (= 2.000 euro – 1603,23 euro) saranno realmente sequestrati e trasferiti al creditore per il rimborso del debito.

FAQ: Domande frequenti sul pignoramento del conto corrente

Posso riattivare il pignoramento del conto corrente se successivamente deposito fondi sul conto?

Se il saldo del conto corrente è vuoto o in negativo, i fondi non vengono bloccati. Tuttavia, eventuali depositi successivi potrebbero essere soggetti a pignoramento, ciò dipende se si è chiuso o meno il procedimento di pignoramento avviato.

Quali sono le alternative al pignoramento del conto corrente vuoto?

Se il conto corrente è vuoto e ci sono in difficoltà finanziarie, è consigliabile cercare assistenza da parte di un consulente finanziario o di un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni. Possono esaminare le opzioni e consigliare sulle alternative al pignoramento, come la negoziazione del debito o l’elaborazione di un piano di rimborso.

Ci sono altre conseguenze se il mio conto corrente è vuoto durante una procedura di pignoramento?

Se il conto corrente è vuoto, non ci saranno conseguenze dirette legate al pignoramento. Tuttavia, è importante affrontare la situazione debitoria e cercare soluzioni per gestire il debito in modo adeguato.

Chi può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente?

Un creditore che ha un credito non soddisfatto nei confronti di un debitore può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente. Questo avviene generalmente attraverso un’azione legale o tramite un avvocato.

Posso impedire il pignoramento del mio conto corrente?

È possibile evitare il pignoramento del conto corrente attraverso diverse opzioni. Ad esempio, il pagamento del debito in modo tempestivo, la negoziazione con il creditore per un piano di pagamento rateale, la ricerca di assistenza da un consulente finanziario o un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni.

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