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Pignoramento del conto corrente, per quanto tempo?

Pignoramento del conto corrente: vediamo in questo post quanto tempo può durare, quali sono i limiti e cosa accade se non sono depositate somme sufficienti a coprire le esigenze del creditore. Come funziona per stipendi e pensioni accreditate sul conto.

di The Wam

Aprile 2024

Pignoramento del conto corrente, per quanto tempo dura e cosa accade se le somme depositate non sono sufficienti a coprire le richieste del creditore. Vediamo come funziona, quanto è importante la cifra iniziale che hai sul conto e cosa accade agli accrediti di stipendi e pensioni dopo che è stato effettuato il pignoramento. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quanto dura il pignoramento del conto corrente

Il tempo durante il quale un conto corrente resta sotto pignoramento non segue una regola unica, dipende, infatti, da una serie di variabili. In particolare l’importo del debito da coprire e le caratteristiche del conto stesso.

Come sapere se un conto corrente è pignorato?

Tipologie di conto e loro influenza

Un conto “fermo”, ossia non attivo o con un saldo molto basso e privo di movimenti, subirà un pignoramento di durata diversa rispetto a un conto regolarmente alimentato da entrate come stipendi, pensioni, o altri tipi di emolumenti.

Limiti rispettati dai creditori

Quando si procede al pignoramento, i creditori devono attenersi a limiti sia temporali che quantitativi. L’obiettivo è non compromettere le esigenze fondamentali del debitore. Di conseguenza, in genere non è possibile pignorare l’intero saldo disponibile sul conto, ma solo una parte. Questa limitazione allarga i tempi necessari per il creditore che deve soddisfare il proprio credito.

Come sbloccare un conto corrente pignorato

Differenze tra creditori privati e pubblici

C’è una distinzione importante tra i creditori privati, come banche e società, e quelli pubblici, come l’Agenzia delle Entrate e Riscossione. Questi ultimi hanno limiti aggiuntivi nella possibilità di pignoramento a tutela dei contribuenti per debiti che riguardano tasse, imposte, multe e sanzioni non saldate nei termini previsti.

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Quando e chi può pignorare il conto corrente

Il diritto al pignoramento del conto corrente è concesso a tutti i creditori in possesso di un titolo esecutivo valido. Sono compresi diversi soggetti, a seconda della natura del debito.

Titoli esecutivi e loro fonti

Il titolo esecutivo può originare da diverse situazioni. Per esempio, una banca o una società finanziaria può pignorare per recuperare crediti non saldati di mutui o prestiti. L’Agenzia Entrate Riscossione utilizza il pignoramento per incassare somme dovute su cartelle esattoriali. Hanno questo diritto anche privati, come lavoratori non pagati o proprietari senza i canoni di affitto.

Il processo verso il pignoramento

Il processo inizia con il decreto ingiuntivo, che, se non contestato o pagato, porta a un atto di precetto. L’atto di precetto è l’ultima chiamata per il debitore prima del pignoramento. Se il precetto non è seguito da pignoramento entro 90 giorni, perde efficacia e deve essere rinnovato.

Strumenti a disposizione dei creditori privati

I creditori privati hanno a disposizione strumenti tecnologici per individuare i conti correnti da pignorare. Grazie a una procedura di ricerca telematica, con l’autorizzazione del presidente del Tribunale, possono accedere all’anagrafe dei conti correnti presso l’Agenzia delle Entrate, dove sono registrati tutti i rapporti bancari e finanziari dei cittadini italiani.

Pignoramento del conto corrente: come funziona

Il processo di pignoramento del conto corrente si configura come un’azione presso terzi. Significa che viene eseguito nei confronti di chi detiene somme per il debitore, come la banca o il datore di lavoro nel caso di stipendi.

Notifica del pignoramento

La procedura inizia con la notifica del pignoramento alla banca dove il conto è aperto e, se applicabile, anche al datore di lavoro o all’ente pensionistico che effettua versamenti regolari sul conto. La notifica permette di bloccare le somme fino alla quota dovuta al creditore, spesso senza che il debitore ne sia immediatamente informato.

Finalità del procedimento

L’obiettivo principale di questa azione è prevenire che il debitore possa sottrarre fondi prima che il pignoramento sia effettuato. Se il debitore venisse a conoscenza del pignoramento prima della banca, potrebbe ritirare i fondi, eludendo così il blocco delle somme dovute al creditore.

Quale somma si può pignorare sul conto corrente

Il legislatore stabilisce che una parte dei fondi sul conto corrente del debitore debba non essere toccata dal pignoramento, garantendo così il minimo vitale necessario per le esigenze fondamentali.

Il minimo vitale

La quota di denaro che non può essere oggetto di pignoramento corrisponde al triplo dell’importo dell’assegno sociale, attualmente fissato a 1.509,81 euro. Questo significa che solo l’importo eccedente questa soglia può essere pignorato.

Casi di conti cointestati

Nel caso di conti correnti cointestati, il pignoramento riguarderà solamente la metà del saldo disponibile, a meno che non si dimostri diversamente la proporzione di proprietà dei fondi.

Estensione del pignoramento a future accrediti

Se le somme presenti sul conto al momento del pignoramento non sono sufficienti a coprire il debito, il pignoramento si estenderà automaticamente ai successivi accrediti sul conto, sino alla completa copertura del debito.

Pignoramento stipendi e pensioni: i limiti

Quando si tratta di pignorare stipendi e pensioni accreditati su un conto corrente, la legge impone, come accennato, dei limiti precisi per tutelare il sostentamento del debitore.

Pensioni

Per le pensioni, il pignoramento non può eccedere il 20% della quota che supera il doppio del minimo vitale, fissato a 1.006,54 euro. In pratica le pensioni inferiori a 1.000 euro non sono pignorabili.

Stipendi

Per gli stipendi, l’articolo 545 del Codice di procedura civile stabilisce che il pignoramento non può superare un quinto dell’importo netto. Nel caso in cui vi siano più creditori, la somma pignorabile non deve eccedere la metà della retribuzione netta.

Limiti per l’Agenzia Entrate Riscossione

L’Agenzia Entrate Riscossione può pignorare gli stipendi con limiti diversi, basati sull’ammontare dello stipendio: 1/10 se l’importo non supera i 2.500 euro, 1/7 tra 2.500 e 5.000 euro e 1/5 per importi superiori ai 5.000 euro.

Pignoramento del conto corrente: quando finisce

La conclusione del pignoramento del conto corrente avviene quando il debito che ha dato origine alla procedura viene interamente estinto. Ma la pratica mostra diversi scenari possibili a seconda delle circostanze.

Situazioni specifiche

Beni mobili e immobili

Un creditore non soddisfatto può perseguire ulteriori azioni di pignoramento contro il debitore, mirando a beni mobili o immobili, per recuperare la somma residua.

Pignoramento del conto corrente, per quanto tempo?
Nell’immagine una coppia ha appena saputo del pignoramento del conto corrente.

FAQ (domande e risposte)

Per quanto tempo può durare il pignoramento del conto corrente?

La durata del pignoramento del conto corrente non è predeterminata ma varia in base a diversi fattori, tra cui l’importo del debito e il tipo di conto interessato. Conti inattivi o con saldo minimo potrebbero essere soggetti a una procedura di pignoramento più breve rispetto a quelli con movimentazioni regolari, come accrediti di stipendi o pensioni. I limiti imposti per la tutela delle esigenze di base del debitore influenzano anche la durata del processo, poiché solo una parte del saldo e degli accrediti futuri può essere oggetto di pignoramento.

Cosa succede se il conto pignorato non copre il debito?

Se il saldo disponibile sul conto al momento del pignoramento non è sufficiente a coprire il debito, il pignoramento si estenderà automaticamente agli accrediti successivi fino al recupero completo del dovuto. Questo può includere future entrate come stipendi e pensioni, nel rispetto dei limiti legali stabiliti per la protezione del debitore.

Chi può effettuare il pignoramento del conto corrente?

Il diritto al pignoramento spetta a tutti i creditori forniti di un titolo esecutivo valido, che può provenire da varie fonti, come banche, Agenzia delle Entrate per debiti fiscali, o privati per crediti non saldati. Il processo inizia con l’emissione di un decreto ingiuntivo, seguito da un atto di precetto, che se non soddisfatto, porta al pignoramento.

Quanto della pensione o dello stipendio può essere pignorato?

Per le pensioni, il limite di pignorabilità è fissato al 20% dell’importo che supera il doppio del minimo vitale, con la condizione che pensioni inferiori a 1.000 euro non siano pignorabili. Per gli stipendi, il Codice di procedura civile stabilisce che non si può pignorare più di un quinto dell’importo netto, limite che può arrivare fino alla metà in presenza di più creditori. L’Agenzia Entrate Riscossione segue limiti specifici basati sull’ammontare dello stipendio.

Qual è la cifra non pignorabile sul conto corrente?

La legge stabilisce che una parte del saldo del conto corrente è insindacabile e deve essere lasciata a disposizione del correntista. Questa somma, definita “minimo vitale”, corrisponde al triplo dell’importo dell’assegno sociale, attualmente pari a 1.509,81 euro. Solo l’ammontare eccedente questa soglia può essere pignorato.

Quando si conclude il pignoramento del conto corrente?

Il pignoramento del conto corrente termina idealmente quando il debito che ha dato luogo alla procedura viene integralmente estinto. Tuttavia, la pratica può variare: il pignoramento può concludersi prima se il saldo non soddisfa il debito o se il conto non riceve accrediti periodici. Inoltre, se gli accrediti futuri come stipendi o pensioni vengono pignorati entro i limiti legali, il processo può prolungarsi fino al completo saldo del debito. In caso di insoddisfazione, il creditore può intraprendere ulteriori azioni di pignoramento.

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