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Pignoramento Naspi: quando è possibile e in che misura

Il pignoramento della Naspi è possibile? Ecco la guida dettagliata.

di Alda Moleti

Aprile 2023

Scopriamo quando e se può avvenire il pignoramento della Naspi (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

È possibile il pignoramento della Naspi?

La Naspi è l’indennità di disoccupazione che spetta ai lavoratori dipendenti rimasti senza lavoro. L’importo mensile assegnato varia in base ad una serie di fattori, come quanto tempo si è lavorato e quale stipendio si percepiva.

Nonostante la Naspi sia rivolta a quanti non hanno più un reddito, perché hanno perso il lavoro, questa può essere pignorabile.

In dettaglio, quando un debitore deve qualcosa ad un creditore, questo per recuperare la cifra può ricorrere al pignoramento presso terzi. In questo tipo di pignoramento vengono espropriate direttamente somme di denaro dal conto corrente, da stipendio o pensione e persino dalla Naspi.

Tuttavia, la Naspi può essere pignorata in parte e la somma pignorabile dipende dalle casistiche, perché la normativa italiana prevede comunque che vi sia un “minimo vitale”, cioè un importo minimo su Naspi, pensioni ecc. non pignorabile.

Andiamo perciò a vedere in dettaglio quanto, come e dove è possibile il pignoramento della Naspi.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=xJjLHcCHg8A&w=560&h=315]

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Pignoramento della Naspi se l’INPS ha già versato l’indennità su conto corrente

Assodato che la Naspi è pignorabile, all’interno di un procedimento di pignoramento presso terzi, per capire in che misura può essere pignorata dobbiamo fare una prima distinzione e cioè se l’importo mensile di indennità è stato già versato sul conto corrente o meno.

La Naspi infatti viene versata ogni mese sul conto corrente del beneficiario, nello specifico sull’IBAN fornito in fase di domanda di richiesta. Se l’importo della Naspi è stato già versato sul conto corrente allora è possibile pignorare solo la somma che supera di tre volte l’assegno sociale.

In parole povere, poiché l’Assegno sociale è pari nel 2023 a 503,27 euro, se l’Inps ha già versato la Naspi sul conto corrente del beneficiario, allora sarà pignorabile solo la parte di indennità che eccede tre volte questo importo.

Pignoramento della Naspi su conto corrente: esempio pratico

Facciamo un esempio pratico per capire meglio e immaginiamo un percettore di Naspi a cui vengano versati mensilmente 1.600 euro di indennità di disoccupazione.

Se viene avviato un pignoramento e l’importo si trova già su conto corrente, si può sottrarre dalla cifra solo la parte che eccede la somma pari a tre volte l’Assegno sociale. Poiché l’assegno sociale 2023 è di 503,27 euro la somma non pignorabile è di 1.509,81 euro.

Di conseguenza sui 1.600 euro che il nostro percettore di Naspi ha già ricevuto saranno pignorabili solo 90 euro circa (1.600 euro – 1.509,81euro = 90,19 euro), questo perché i primi 1.509 euro rappresentano il minimo vitale non pignorabile.

Pignoramento della Naspi se l’INPS non ha ancora versato l’indennità su conto corrente

Se la Naspi non è stata ancora versata su conto corrente le regole del pignoramento cambiano, poiché in questo caso la somma non pignorabile è pari solo a due volte l’Assegno sociale.

In questa casistica, il pignoramento avviene a monte e sarà l’INPS a versare sul conto corrente del beneficiario un importo ridotto.

Bisogna infatti specificare che la Naspi è un trattamento previdenziale e come tale nei procedimenti di pignoramento segue le stesse regole della pensione e non dello stipendio. Lo ha stabilito la sentenza 85/2015 della Corte costituzionale.

Pignoramento-della-Naspi-sentenza
Pignoramento della Naspi. In foto la sentenza 85/2015 della Corte costituzionale.

Fino all’anno scorso il limite vitale per le pensioni e quindi per la Naspi era pari ad una volta e mezzo l’Assegno sociale. Nel 2023 le cose sono cambiate e ora la parte di pensione (e Naspi) non pignorabile è pari a due volte l’Assegno sociale.

A disciplinare il pignoramento di pensioni e trattamenti previdenziali è l’articolo 545 del Codice di procedura civile, modificato dall’articolo 21 bis della Legge 142/2022, che ha appunto innalzato il minimo vitale a due volte l’Assegno sociale.

Quindi, in caso di pignoramento della Naspi, l’Istituto verserà al beneficiario solo il limite vitale, cioè una somma pari due volte l’Assegno sociale restituendo la parte pignorabile dell’indennità al creditore.

Scopri la pagina dedicata alla gestione dei debiti e a metodi per evitare il pignoramento.

Pignoramento della Naspi prima del versamento su conto corrente: esempio pratico

Anche in questo caso fare un esempio pratico ci aiuta a capire meglio la situazione. Immaginiamo sempre un percettore di Naspi a cui l’INPS dovrebbe versare ogni mese una cifra pari a 1.500 euro.

Se il pignoramento viene avviato prima che l’INPS versi l’importo, allora la somma non pignorabile è pari ad due volte l’Assegno sociale, cioè è uguale a 503,27 euro x 2, quindi circa 1.006 euro.

In questo caso l’INPS verserà al percettore solo 1.006 euro di Naspi, che è appunto il limite vitale, restituendo 494 euro (1.500 euro – 1006 euro) al creditore.

Quando non è possibile il pignoramento della Naspi?

Se l’importo mensile della Naspi è inferiore o uguale al limite vitale allora l’indennità di disoccupazione non è pignorabile.

Ovvero, sempre per procedere con esempi, nel caso in cui la Naspi sia già versata su conto corrente e l’importo mensile sia uguale o inferiore a 1.509 euro (tre volte l’Assegno sociale), questa non è pignorabile.

Nel caso invece in cui l’INPS non abbia provveduto al versamento e l’importo mensile della Naspi sia uguale o inferiore a 1.006 euro (due volte l’Assegno sociale), l’indennità di disoccupazione non è pignorabile.

Ricordiamo comunque che, al pari delle pensioni, ogni anno l’Assegno sociale viene ricalcolato e cambiano i suoi importi per via dell’adeguamento al tasso d’inflazione dell’anno precedente. Come abbiamo detto, l’Assegno sociale 2023 è pari a 503,27 euro, mentre nel 2022 questo era di 468 euro.

Inoltre, nel caso in cui un creditore non possa ricorrere al pignoramento presso terzi, cioè non possano essere espropriate somme di denaro, questo può avviare il pignoramento dei beni mobili e dei beni immobili.

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