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Pignoramento presso terzi, come funziona

Pignoramento presso terzi, vediamo in questo posto come funziona, quali sono le leggi che regolano la procedura. Quali sono i limiti, gli obblighi e i costi previsti dalla legge. E quando il pignoramento presso terzi non è possibile.

di The Wam

Aprile 2024

Pignoramento presso terzi, vediamo come funziona la procedura, quali sono le leggi, i limiti, gli obblighi e i costi previsti dalla legge. E quando il pignoramento presso terzi non è possibile. Una piccola guida semplice. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è il pignoramento presso terzi

Il pignoramento presso terzi è un’azione di espropriazione mirata a beni mobili o crediti del debitore, che si trovano sotto la custodia di altre persone o entità (datori di lavoro, INPS, banche e così via). Questo processo ha due scenari distinti: la confisca dei crediti detenuti dal debitore presso terzi e l’acquisizione di beni mobili del debitore che sono conservati da un terzo.

Per effettuare questa procedura, è fondamentale la partecipazione di tre parti: il creditore, che innesca il processo; il debitore, soggetto passivo della procedura; e il terzo, che possiede beni o crediti appartenenti al debitore.

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La normativa di riferimento

Il pignoramento presso terzi è regolamentato da norme contenute nel Libro III del codice di procedura civile, introdotto con il R.D. n. 1443 del 28 ottobre 1940. Questa sezione del codice, dedicata al processo di esecuzione, copre gli articoli da 474 a 512 c.p.c., che stabiliscono i principi generali relativi all’esecuzione forzata, e gli articoli da 543 a 554 c.p.c., che trattano nello specifico il pignoramento presso terzi.

Articoli rilevanti

Questi articoli forniscono una guida dettagliata sulle procedure da seguire, gli obblighi delle parti coinvolte e i diritti del debitore e del creditore.

Pignoramento presso terzi: come funziona

Il processo di pignoramento presso terzi inizia con la notifica al debitore del titolo esecutivo (una sentenza o un decreto ingiuntivo esecutivo) e dell’atto di precetto. Questi documenti sono fondamentali per avviare legalmente la procedura di espropriazione.

Gli adempimenti preliminari

Per procedere al pignoramento, è necessario attendere un periodo che va dai 10 ai 90 giorni dalla notifica dell’atto di precetto al debitore, escluso l’adempimento immediato previsto dall’art. 482 c.p.c. Questo tempo è stato stabilito per consentire al debitore di adempiere volontariamente al pagamento prima dell’avvio dell’espropriazione forzata.

Determinazione dell’ufficio giudiziario competente

L’avvocato del creditore ha il compito di redigere l’atto di pignoramento, specificando il tribunale competente. La scelta dipende dalla natura del bene oggetto di pignoramento:

Esistono eccezioni, come nel caso in cui il debitore sia una pubblica amministrazione o si tratti di pignoramento di crediti da enti previdenziali, che modificano la competenza in base a specifiche normative.

La notifica del pignoramento

Dopo aver redatto l’atto, l’avvocato consegna il documento all’Ufficiale Giudiziario per la notifica al debitore e al terzo pignorato. La notifica ha lo scopo di informare il terzo dell’avvenuta procedura, impedendogli di disporre dei beni o dei crediti in favore del debitore.

Il rispetto di queste fasi preliminari è fondamentale per la validità della procedura di pignoramento presso terzi, che richiede precisione e attenzione ai dettagli normativi per assicurare il rispetto dei diritti di tutte le parti coinvolte.

Quali sono gli obblighi del terzo

Una volta notificato l’atto di pignoramento presso terzi, il terzo si trova a dover rispettare specifici obblighi legali, dettati dalla legge per garantire l’efficacia della procedura.

Obblighi derivanti dalla notifica

Dal momento della ricezione della notifica, il terzo pignorato assume un ruolo simile a quello di un custode legale. Significa che deve:

Questi obblighi hanno lo scopo di prevenire che il terzo eluda il processo di esecuzione, garantendo che il creditore possa soddisfare il proprio credito con i beni o i crediti pignorati.

La responsabilità del terzo

Il terzo pignorato diventa direttamente responsabile nei confronti del creditore per il valore dei beni o delle somme fino all’importo del credito per cui si procede, aumentato di una quota che serve a coprire eventuali spese legali e interessi.

In caso di mancato rispetto degli obblighi imposti, il terzo può incorrere in sanzioni penali e civili, come la denuncia per appropriazione indebita o il risarcimento per danni ai creditori.

Le limitazioni al pignoramento

Non tutti i crediti o i beni detenuti dal terzo possono essere pignorati. Ci sono precise limitazioni, proteggono il debitore da una privazione totale dei mezzi di sostentamento o di somme indispensabili per la sua vita quotidiana.

Crediti e somme esclusi dal pignoramento

Le leggi prevedono che alcune tipologie di crediti, come le pensioni di invalidità o gli assegni di mantenimento, non possano essere interamente pignorati. Allo stesso modo, somme percepite come stipendio o pensione sono protette fino a un certo limite, garantendo al debitore un minimo vitale.

La procedura di pignoramento presso terzi è quindi regolata da norme che cercano di bilanciare gli interessi in gioco, imponendo obblighi ai terzi e limiti alla stessa azione esecutiva per tutelare la parte debitoria.

La dichiarazione del terzo

Dopo aver ricevuto la notifica del pignoramento presso terzi, il terzo pignorato è tenuto a compiere un ulteriore passo fondamentale: la dichiarazione sul proprio status nei confronti del debitore principale. Questa dichiarazione è un momento critico della procedura: fornisce al creditore informazioni preziose sulle possibilità di soddisfare il proprio credito.

Contenuto e forma della dichiarazione

La dichiarazione del terzo deve includere specifiche informazioni, come previsto dall’art. 547 c.p.c. Il terzo deve indicare:

La comunicazione deve essere inviata al creditore entro 10 giorni dalla notifica del pignoramento, con una raccomandata o per posta elettronica certificata. Nonostante il termine non sia perentorio, la tempestività e la completezza della dichiarazione sono importanti per il corretto svolgimento della procedura.

Impatto della dichiarazione

La dichiarazione del terzo influisce sull’andamento della procedura di pignoramento. Fornisce infatti al creditore la base per decidere se procedere con l’iscrizione a ruolo della causa. Un passaggio che cristallizza l’azione esecutiva e avvia la fase giudiziaria.

Iscrizione a ruolo del pignoramento

Una volta completata la fase di notifica e raccolta delle dichiarazioni, l’avvocato del creditore deve procedere con l’iscrizione a ruolo della procedura di pignoramento presso terzi.

Procedura e documenti necessari

Per l’iscrizione a ruolo, come stabilito dagli artt. 543 e seguenti c.p.c., l’avvocato deve depositare presso la cancelleria competente:

Il deposito deve avvenire entro 30 giorni dalla restituzione dell’atto di pignoramento da parte dell’Ufficiale Giudiziario. In caso contrario scatta la perdita di efficacia del pignoramento.

Importanza dell’avviso di iscrizione a ruolo

Dopo l’iscrizione a ruolo, il creditore deve notificare al debitore e al terzo pignorato un avviso di avvenuta iscrizione, specificando il numero di ruolo assegnato alla procedura. L’avviso è serve a garantire che tutte le parti siano informate dello stato della procedura e possano agire di conseguenza.

La mancata notifica dell’avviso di iscrizione a ruolo o il suo mancato deposito nel fascicolo dell’esecuzione può rendere inefficace il pignoramento, come evidenziato dall’art. 543 c.p.c. modificato dall’art. 1, comma 32, L. 26 novembre 2021, n. 206.

Come si svolge l’udienza per la dichiarazione del terzo

Dopo l’iscrizione a ruolo e la notifica dell’avviso di iscrizione, si tiene un’udienza fondamentale: quella destinata alla dichiarazione del terzo pignorato. In questa fase, il terzo ha l’opportunità di esporre formalmente la propria posizione di fronte al giudice, descrivendo eventuali beni o crediti del debitore di cui è in possesso.

Scenari possibili durante l’udienza

L’udienza può presentare diversi sviluppi a seconda delle azioni del terzo pignorato:

Decisioni del giudice

A seconda della situazione, il giudice può decidere di:

Questa fase del processo definisce la quantità di beni o crediti effettivamente disponibili per la soddisfazione del credito e per stabilire le azioni esecutive successive.

Vendita dei beni pignorati: l’assegnazione

Una volta chiarito l’ammontare dei beni o dei crediti pignorati presso il terzo, il giudice può procedere all’assegnazione o alla vendita di questi beni, seguendo le procedure stabilite per l’espropriazione mobiliare.

Modalità di assegnazione

L’assegnazione dei beni o dei crediti pignorati può avvenire in due modi, a seconda della loro natura:

Esecuzione dell’ordinanza di assegnazione

L’ordinanza di assegnazione del giudice diventa un nuovo titolo esecutivo che permette al creditore di agire direttamente contro il terzo per ottenere il pagamento. La trasparenza e l’efficacia di questa fase sono determinanti per garantire che il creditore possa effettivamente recuperare quanto gli è dovuto.

Come opporsi al pignoramento presso terzi

Il pignoramento presso terzi non è un processo incontestabile. Sia il debitore, sia il terzo pignorato hanno a disposizione strumenti legali per opporsi alla procedura, cercando di bloccarla o di modificarne l’esito. Queste azioni di opposizione proteggono i diritti delle parti coinvolte.

Tipologie di opposizione

Ci sono tre principali forme di opposizione al pignoramento presso terzi:

  1. Opposizione all’esecuzione: il debitore contesta la legittimità stessa del pignoramento, sostenendo l’assenza dei presupposti legali per la sua realizzazione.
  2. Opposizione agli atti esecutivi: mirata a contestare specifici aspetti procedurali o errori commessi durante la fase esecutiva.
  3. Opposizione di terzo: avanzata da soggetti che ritengono ingiustamente coinvolto nel pignoramento beni di loro proprietà.

Procedura di opposizione

Le modalità di opposizione variano a seconda del tipo:

Importanza della tempestività

È importante la tempestività nella presentazione dell’opposizione. I termini variano a seconda della tipologia di opposizione, ma generalmente è necessario agire entro poche settimane dalla conoscenza dell’atto contestato. Il mancato rispetto di questi termini può rendere molto più difficile, se non impossibile, la successiva contestazione della procedura.

Come si blocca un pignoramento presso terzi

Oltre all’opposizione formale, esistono strategie pratiche per cercare di bloccare o sospendere un pignoramento presso terzi.

Accordi con i creditori

Una soluzione efficace può essere quella di negoziare direttamente con il creditore, cercando di trovare un accordo amichevole che possa soddisfare le esigenze di entrambe le parti. Questo può includere il pagamento di una somma ridotta o la definizione di un piano di rientro rateale.

Adempimento nelle mani dell’ufficiale giudiziario

Il debitore ha la possibilità di evitare il pignoramento versando direttamente all’ufficiale giudiziario l’importo dovuto, comprensivo delle spese legali. L’opzione è prevista dall’art. 494 c.p.c., e consente di chiudere immediatamente la procedura esecutiva.

Conversione del pignoramento

Un’altra possibilità è rappresentata dalla richiesta di conversione del pignoramento, attraverso la quale il debitore propone di sostituire i beni pignorati con una somma di denaro equivalente. Questa procedura, disciplinata dall‘art. 495 c.p.c., ha bisogno dell’approvazione del giudice ed è soggetta a specifiche condizioni.

Pignoramento presso terzi, come funziona
Nell’immagine un uomo che ha appena ricevuto la notifica del pignoramento dello stipendio.

FAQ (domande e risposte)

Cos’è il pignoramento presso terzi?

Il pignoramento presso terzi è un tipo di espropriazione forzata che riguarda beni mobili del debitore detenuti da altri o crediti che il debitore ha verso terze parti. Questa procedura vede coinvolti tre soggetti principali: il creditore che avvia l’azione, il debitore che subisce l’espropriazione, e il terzo pignorato che detiene beni o crediti del debitore. Il suo scopo è permettere al creditore di soddisfare il proprio credito attraverso beni o crediti del debitore non direttamente accessibili.

Come si avvia una procedura di pignoramento presso terzi?

L’avvio del pignoramento presso terzi segue determinati passaggi preliminari: la notifica al debitore di un titolo esecutivo e di un atto di precetto. Dopo l’attesa di un periodo che varia da 10 a 90 giorni dalla notifica, l’avvocato del creditore redige l’atto di pignoramento, individuando l’ufficio giudiziario competente in base alla natura dei beni o dei crediti oggetto dell’esecuzione. Il documento viene quindi notificato dal creditore al debitore e al terzo pignorato tramite un ufficiale giudiziario.

Quali sono gli obblighi del terzo pignorato?

Il terzo pignorato, una volta ricevuta la notifica dell’atto di pignoramento, si trova ad avere specifici obblighi legali simili a quelli di un custode. Deve custodire i beni o i crediti pignorati e non può disporne liberamente. Inoltre, deve dichiarare se detiene beni o crediti del debitore e, in caso di mancato rispetto di questi obblighi, può incorrere in sanzioni legali e nella responsabilità di eventuali danni verso il creditore.

Quali crediti sono impignorabili nel pignoramento presso terzi?

Alcuni crediti sono protetti dalla legge contro il pignoramento, come quelli legati a sussidi di sostentamento, indennità di maternità, malattie, funerali, e pensioni di invalidità. Altri, come stipendi e salari, possono essere pignorati ma solo entro certi limiti stabiliti per proteggere la sussistenza del debitore.

Quanto costa una procedura di pignoramento presso terzi?

I costi di una procedura di pignoramento presso terzi variano a seconda di vari fattori, come il numero di notifiche da effettuare e il valore del debito. Include spese per le notifiche, l’iscrizione a ruolo, il contributo unificato, e il compenso per l’avvocato. Possono inoltre aggiungersi costi per l’imposta di registrazione dell’ordinanza di assegnazione.

Come si blocca un pignoramento presso terzi?

Per bloccare un pignoramento, il debitore può cercare di negoziare un accordo con il creditore, adempiere direttamente nelle mani dell’ufficiale giudiziario, o richiedere la conversione del pignoramento in un pagamento in denaro. Opporsi al pignoramento è possibile attraverso l’opposizione all’esecuzione, agli atti esecutivi, o di terzo, a seconda dei casi e delle specifiche situazioni legali.

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