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Possono pignorarmi la prima casa se vale poco?

Quando è possibile il pignoramento della prima casa? Scopriamolo insieme.

In questo articolo vedremo come funziona il pignoramento della prima casa se questa ha un prezzo di listino basso (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come funziona il pignoramento della prima casa?

Il pignoramento immobiliare rappresenta un processo legale attraverso cui un creditore può mettere in vendita una proprietà immobiliare di un debitore per saldare un debito insoddisfatto.

Durante questa procedura, il creditore ottiene un decreto da parte del tribunale e successivamente organizza la vendita dell’immobile tramite un’asta pubblica.

I proventi ottenuti dalla vendita sono destinati a soddisfare il debito e le spese legali. Nel caso in cui tali proventi non bastino a coprire completamente il debito, il debitore rimane obbligato a pagare l’eventuale differenza.

Contrariamente a un’idea diffusa, la prima casa può essere soggetta a pignoramento, a prescindere dal suo valore sul mercato. Non ci sono divieti assoluti per il pignoramento immobiliare, incluso quello della prima casa.

Il pignoramento della prima casa può tuttavia avvenire solo in situazioni di dispute tra privati. Quando il creditore è l’Agenzia delle Entrate, esistono delle limitazioni: pur avendo la capacità di pignorare immobili, non le è permesso pignorare la prima casa.

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Quando è possibile il pignoramento della prima casa?

Pignoramento della prima casa se il creditore è un privato

In caso di un controversia tra privati la prima casa è sempre pignorabile senza alcuna restrizione, a prescindere dal suo valore.

In sostanza, se il creditore è un ente privato, come una banca, ha pieno diritto di pignorare la prima casa senza limitazioni relative all’importo del debito o al valore dell’immobile.

Anche la prima casa cointestata a due coniugi può essere oggetto di pignoramento. In questa situazione, il pignoramento riguarda l’intero immobile, tuttavia, al momento della distribuzione dei proventi della vendita, il 50% deve essere restituito al coniuge non debitore.

Prima di procedere con la vendita completa dell’immobile, il giudice considera anche la possibilità di suddividere l’immobile attraverso il frazionamento, vendendo una parte e assegnando l’altra al comproprietario.

Pignoramento della prima casa se il creditore è il Fisco

Il Decreto Legge 69/2013, poi convertito in legge con modifiche come la Legge 98/2013, ha apportato una modifica significativa all’articolo 76, comma 1 del Decreto del Presidente della Repubblica 602/1973, noto come “Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito“.

Questa modifica legislativa stabilisce che un immobile, se è l’unico posseduto dal debitore e corrisponde alla sua residenza abituale, non può essere pignorato dall’Agenzia delle Entrate.

Per essere considerato “prima casa“, l’immobile deve essere l’unico posseduto dal debitore. Inoltre, l’immunità dal pignoramento non si applica agli immobili di lusso o quelli inseriti nelle categorie catastali A/8 e A/9.

L’articolo 76 del D.P.R. n. 602/1973.

Quando è possibile il pignoramento della seconda casa?

Secondo la normativa vigente, l’Agenzia delle Entrate ha il potere di iscrivere un’ipoteca su un immobile, ma non sulla prima casa, solo se il debito supera i 20.000 euro. In aggiunta, può procedere al pignoramento dello stesso immobile solo se il debito totale raggiunge o eccede i 120.000 euro.

Tuttavia, lo ripetiamo, il Fisco non può pignorare la prima casa e, anche in presenza di più immobili di proprietà del debitore, vi sono specifiche restrizioni per il pignoramento immobiliare. Questo deve avvenire in conformità con le condizioni stabilite dagli articoli 76 e successivi del D.P.R. menzionato precedentemente.

In dettaglio, la legge prevede che l’Agenzia delle Entrate possa pignorare un immobile, che non sia una prima casa, solo se tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • il credito complessivo oggetto di procedura deve superare i 120.000 euro;
  • l’agente di riscossione deve aver registrato un’ipoteca sull’immobile;
  • 30 giorni prima dell’iscrizione dell’ipoteca, il debitore deve ricevere un preavviso di ipoteca, al quale può opporsi;
  • l’importo del debito, comprensivo di sanzioni e interessi, deve superare i 20.000 euro affinché possa essere registrata un’ipoteca;
  • devono essere trascorsi almeno 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca senza che il debito sia stato estinto;
  • la somma del valore di tutti gli immobili intestati al debitore deve superare i 120.000 euro.

Come avviene un pignoramento immobiliare?

La procedura di pignoramento immobiliare è un processo legale strutturato che si conclude con l’asta di vendita del bene confiscato. Ecco le fasi principali attraverso cui si articola il processo:

  • Notifica: Inizialmente, il creditore deve ottenere un titolo esecutivo, come una sentenza che conferma l’esistenza del debito. Successivamente, il debitore viene informato tramite una richiesta di pagamento e un avviso di pignoramento, che lo avvisa dell’avvio della procedura legale.
  • Asta pubblica: Dopo un periodo determinato dalla legge, il bene immobile oggetto del pignoramento viene messo all’asta. Durante l’asta, i potenziali acquirenti possono fare offerte per acquistare il bene.
  • Vendita: L’asta termina con la vendita dell’immobile all’offerente che ha presentato l’offerta più alta. Il ricavato viene utilizzato per soddisfare il debito e le spese legali. Se il ricavato è superiore al debito e alle spese, l’eccedenza viene restituita al debitore. Se, invece, il ricavato è insufficiente, il creditore può cercare di recuperare il saldo rimanente attraverso altri mezzi legali.
  • Trasferimento di proprietà: Con la conclusione dell’asta e la vendita, il diritto di proprietà del bene immobile passa al nuovo acquirente. Di conseguenza, il debitore originale perde ogni diritto sulla proprietà.

FAQ: Domande frequenti sul pignoramento immobiliare

Cosa succede al pignoramento immobiliare in caso di quota ereditaria?

Nel caso di quota ereditaria soggetta a pignoramento immobiliare, la procedura segue alcune peculiarità. La quota ereditaria pignorata può essere venduta all’asta e il ricavato viene utilizzato per soddisfare il credito del creditore. Tuttavia, è importante considerare che gli altri eredi potrebbero avere diritti sulla quota ereditaria e potrebbe essere necessario coinvolgerli nella procedura.

Quali sono le novità introdotte dalla riforma Cartabia sul pignoramento immobiliare?

La riforma Cartabia ha introdotto alcune novità riguardanti il pignoramento immobiliare. In particolare, sono stati previsti nuovi strumenti per semplificare e accelerare la procedura di pignoramento, al fine di rendere più efficace il recupero dei crediti. Queste modifiche hanno l’obiettivo di favorire una maggiore celerità e trasparenza nelle fasi di esecuzione forzata.

Cosa devo fare se mi trovo in una situazione di pignoramento immobiliare?

Se sei coinvolto in una procedura di pignoramento immobiliare, è fondamentale cercare assistenza legale da un avvocato esperto nella materia. Un professionista può guidarti attraverso le leggi e le opzioni disponibili per proteggere i tuoi interessi.

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