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Pignoramento stipendio anche con cessione e delega?

Pignoramento dello stipendio anche con cessione e delega? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Giugno 2024

In questo articolo vedremo se è possibile il pignoramento dello stipendio anche con cessione e delega (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Che cos’è il pignoramento dello stipendio?

Il pignoramento è un’azione legale utilizzata dai creditori per ottenere il pagamento dei debiti sequestrando e vendendo i beni del debitore. Tale procedura può essere attivata solamente dopo che il creditore ha ricevuto un titolo esecutivo rilasciato da un tribunale, il quale verifica e conferma il diritto di agire sul patrimonio del debitore.

In questo contesto, il pignoramento dello stipendio è una forma di pignoramento presso terzi, cioè un’esecuzione forzata diretta a soddisfare un credito attraverso l’intercettazione di somme dovute al debitore da un terzo. Il terzo in questo caso è il datore di lavoro del debitore.

Nel pignoramento dello stipendio, infatti, il creditore presenta un’istanza al tribunale, che, una volta verificata la validità della richiesta, emette un decreto di pignoramento da notificare al datore di lavoro del debitore. Il datore di lavoro, una volta ricevuta la notifica del decreto, agisce come “terzo pignorato” ed è obbligato per legge a trattenere dalla retribuzione del lavoratore la quota indicata dal tribunale.

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Che cos’è la cessione del quinto?

La cessione del quinto è una forma di prestito personale garantito che viene rimborsato tramite una detrazione diretta dallo stipendio o dalla pensione del debitore. Il nome deriva dal fatto che la rata mensile non può superare il quinto (20%) dello stipendio o della pensione netta del richiedente.

Nel contesto del pignoramento, la cessione del quinto rappresenta una forma di tutela sia per il creditore sia per il debitore. Per il creditore, la rata viene automaticamente trattenuta dal datore di lavoro o dall’ente che eroga la pensione, riducendo il rischio di mancati pagamenti.

Per il debitore, questa soluzione limita l’indebitamento ulteriore e assicura che una parte del reddito rimanga disponibile per le necessità vitali, proteggendo tale quota dal rischio di ulteriori pignoramenti.

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In foto, lo screen dell’articolo 545 del Codice di procedura civile.

Che cos’è la delega di pagamento?

La delega di pagamento, conosciuta anche come “doppio quinto“, è simile alla cessione del quinto, ma permette al debitore di impegnare una seconda quota del proprio stipendio, fino al 20% (per un totale del 40%), per il rimborso di un ulteriore prestito. Questo strumento è particolarmente utile per i dipendenti pubblici o privati che necessitano di liquidità aggiuntiva.

Nel caso di pignoramenti, la delega di pagamento offre un ulteriore mezzo attraverso il quale i creditori possono recuperare i crediti in modo sicuro e diretto, mentre il debitore può gestire il proprio debito in maniera strutturata, evitando accumuli di debiti non gestibili.

Pignoramento dello stipendio anche con cessione e delega?

Nel caso in cui un lavoratore abbia già in corso una cessione del quinto dello stipendio e una delega di pagamento, il suo stipendio può essere ulteriormente soggetto a pignoramento, ma con alcune limitazioni importanti da considerare.

Quando sono già in atto una cessione del quinto e una delega di pagamento, la somma delle trattenute mensili (comprensiva della cessione e della delega) non può comunque superare il 50% dello stipendio netto del lavoratore.

In pratica, la simultanea gestione di una cessione del quinto, un pignoramento e una delega di pagamento comporta che la somma totale delle trattenute sulla busta paga non ecceda la metà dello stipendio netto medio mensile.

Esempio di pignoramento dello stipendio anche con cessione e delega

Nel caso di uno stipendio netto di 1200 euro, dove già vi è una cessione del quinto di 240 euro (20% dello stipendio) e un pignoramento di 180 euro (15% dello stipendio), il totale delle trattenute ammonta a 35% dello stipendio.

Considerando che la legge prevede che la somma delle rate non superi il 50% dello stipendio, la rata massima applicabile per una delega in questa situazione sarebbe di 180 euro. Questo permette di rispettare il limite del 50%, equivalente a 600 euro.

FAQ: domande frequenti sul pignoramento

Quali beni possono essere pignorati?

Possono essere pignorati diversi tipi di beni: immobili, stipendi, conti bancari, veicoli, ecc. Tuttavia, la legge stabilisce alcuni beni “impignorabili”, come gli strumenti indispensabili per il lavoro del debitore.

Come si svolge il procedimento di pignoramento?

Il pignoramento inizia con un atto notificato dal creditore al debitore. Successivamente, un ufficiale giudiziario valuta e sequestra i beni da pignorare. In alcuni casi, può avvenire direttamente tramite gli enti finanziari o datori di lavoro.

Il debitore può opporsi al pignoramento?

Sì, il debitore ha il diritto di opporsi al pignoramento presentando un’opposizione all’esecuzione o all’espropriazione, a seconda del caso, davanti al giudice competente.

Qual è la differenza tra pignoramento e sequestro?

Il pignoramento è un atto esecutivo diretto a soddisfare un credito, mentre il sequestro è una misura cautelare che mira a conservare i beni in vista di un giudizio futuro.

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