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Pignoramento stipendio, sono salvo se mi licenzio?

Pignoramento dello stipendio in caso di licenziamento: scopri nell'approfondimento cosa dice la normativa in merito, cosa succede in questi casi e come difendersi.

di Imma Duni

Marzo 2023

Pignoramento dello stipendio in caso di licenziamento, cosa dice la normativa in merito? Oggi spiegheremo cosa succede in questi casi e come è possibile difendersi (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Pignoramento dello stipendio in caso di licenziamento: cosa accade in questi casi

Se c’è un pignoramento in corso sulla busta paga, ovvero sullo stipendio di un lavoratore dipendente, e quest’ultimo si fa licenziare, cosa accade? Il pignoramento si interrompe?

E se il lavoratore trova un nuovo lavoro? Il procedimento esecutivo riprende? Cerchiamo di comprendere come funziona.

In poche parole se un lavoratore ha subito un pignoramento dello stipendio per un debito insoluto e viene licenziato, il pignoramento sulla retribuzione decade, ma si trasferisce automaticamente sul TFR, sempre nella misura di 1/5, ovvero il 20%.

Se il debito si estingue grazie al pagamento del 20% del TFR, il debitore sarà completamente libero e il debito sarà estinto.

Nel caso in cui il debito sia superiore al 20% del TFR, il debito non si estingue, nel senso che il creditore potrà portare avanti nuove azioni esecutive; ma il pignoramento si interrompe.

Al creditore spetterebbe dunque avviare una nuova procedura, anche di pignoramento sullo stipendio di un nuovo lavoro.

Come fa il creditore a conoscere il nuovo posto di lavoro del debitore? La legge gli permette di consultare l’anagrafe tributaria, un registro dell’Agenzia delle Entrate dove sono indicati tutti i redditi dei contribuenti, ivi compresi quelli da lavoro dipendente.

Pignoramento dello stipendio in caso di licenziamento: cosa accade se il debitore viene assunto di nuovo dal vecchio datore?

E se il debitore pignorato viene licenziato e poi assunto di nuovo dal vecchio datore, cosa accade?

Se la riassunzione avviene immediatamente dopo il licenziamento, il vecchio pignoramento slitterà sia sul TFR, come abbiamo detto prima, sia sul nuovo stipendio.

Nel caso in cui dovesse passare molto tempo, un anno o più, il creditore dovrà avviare una nuova procedura esecutiva.

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Pignoramento dello stipendio in caso di licenziamento: cosa dice la normativa

Il pignoramento dello stipendio continua ad esistere fino a quando il debito non viene estinto.

E se ti dimetti mentre è in corso il pignoramento del tuo stipendio, cosa accade? Il pignoramento slitterà, sempre nella misura di 1/5, sul TFR.

Dunque, il dipendente che si dimette riceve il TFR, ma al netto delle somme trattenute per il pignoramento.

Cosa accade se vieni licenziato? Anche in questo caso il pignoramento passa direttamente al quinto del TFR, senza necessità di una nuova procedura di esecuzione forzata.

Scopri la pagina dedicata alla gestione dei debiti e a metodi per evitare il pignoramento.

Pignoramento sullo stipendio, sono salvo se mi licenzio?
Pignoramento sullo stipendio: in foto una donna preoccupata, con le mani sul viso.

Pignoramento dello stipendio in caso di licenziamento: quali sono i limiti

Quando si hanno debiti nei confronti di alcuni istituti di credito, società finanziarie o dello Stato, si rischia il pignoramento non solo del conto corrente, ma anche degli oggetti che sono in casa, dello stipendio e/o della pensione.

Quando il debitore è un cattivo pagatore e resta insolvente viene emesso un decreto ingiuntivo e un precetto.

Il pignoramento può essere emesso anche nei confronti di un pensionato e quindi avendo ad oggetto la sua pensione.

In questo caso, però, la legge tutela il debitore stabilendo un minimo vitale che non può essere assolutamente pignorato.

La quota cambia di anno in anno, a seconda anche dell’inflazione; qual è il minimo vitale non pignorabile sulle pensioni per il 2023?

La normativa vigente prevede che, per il pignoramento delle pensioni, il limite sia il doppio della misura massima mensile prevista dall’assegno sociale, il quale è stato quantificato dal decreto Aiuti bis in 468,28 euro per 13 mensilità.

Questo significa che nel 2023 le pensioni saranno pignorabili solo per gli importi che superano i 936,56 euro mensili.

Qual è il minimo vitale per gli stipendi, invece? Non esiste un minimo vitale, ma c’è una regola ben precisa da seguire: il limite attuale per uno stipendio accreditato sul conto corrente, prevede che il pignoramento possa intaccare solo le somme che eccedono i 1.404,84 euro (ossia l’assegno sociale moltiplicato per tre).

Se invece il pignoramento dello stipendio avviene con notifica al datore di lavoro del debitore, costui, per legge, sarà obbligato a trattenere 1/5 dello stipendio e versarlo direttamente al creditore finché il debito non sarà saldato. Il quinto si calcola sul netto della retribuzione.

Come bloccare il pignoramento sullo stipendio

La prima possibilità (e anche la migliore nonché la più conveniente) è trovare un accordo extragiudiziale con il creditore, stabilire un pagamento magari anche inferiore e bloccare così ogni procedimento esecutivo.

Quasi sempre il debitore si impegna a versare il dovuto (o una somma a saldo e stralcio) mentre il creditore rinuncia alla procedura esecutiva.

Gli schemi transattivi più frequenti sono questi:

I due schemi possono anche essere combinati: una prima parte del debito saldata subito, il resto a rate.

Se si decide per il pagamento a rate, durante tutto il procedimento il pignoramento viene sospeso.

Il pignoramento dello stipendio può essere bloccato anche pagando il dovuto all’ufficiale giudiziario.

L’articolo 494 del Codice di procedura civile prevede che il debitore possa evitare il pignoramento di crediti se versa all’ufficiale giudiziario la cifra per la quale è stata avviata la procedura (più le spese).

L’ufficiale giudiziario avrà il compito di consegnare la somma al creditore. La stessa operazione si può fare per il pignoramento di oggetti.

Abbiamo visto come funziona il pignoramento dello stipendio in caso di licenziamento.

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