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Pignoramento un decimo

Pignoramento di un decimo: quando è possibile pignorare lo stipendio per una quota minore di un quinto? Ecco tutti i casi e gli importi.

di Carmine Roca

Novembre 2023

In questo approfondimento vi parleremo di pignoramento di un decimo dello stipendio: quando è possibile? (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pignoramento di un decimo dello stipendio: è possibile?

In diversi nostri articoli su The Wam.net vi abbiamo parlato del pignoramento di un quinto dello stipendio, dei casi possibili e di come evitarlo.

Iniziamo col dire che lo stipendio può essere pignorato nei limiti stabiliti dalla legge: esiste una soglia oltre la quale non è assolutamente possibile pignorare lo stipendio del lavoratore debitore.

La legge, infatti, “stabilisce che lo stipendio non può essere pignorato oltre il limite di 1/5 (un quinto)”. Il calcolo “deve essere effettuato sull’importo netto” della retribuzione del debitore.

Ma è possibile abbassare la percentuale del pignoramento dello stipendio sotto il 20%? Sì, è possibile.

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Pignoramento di un decimo dello stipendio: quando è possibile

Se il creditore è l’Agenzia delle Entrate-Riscossione per cartelle esattoriali non versate, i limiti previsti dalla legge diventano più stringenti (e favorevoli al debitore).

Se lo stipendio del debitore non supera i 2.500 euro al mese, l’Agenzia delle Entrate non può chiedere il pignoramento dello stipendio oltre il 10% (un decimo).

Dunque, se il debitore percepisce uno stipendio netto di 1.500 euro al mese, l’Agenzia delle Entrate potrà richiedere il pignoramento fino a 150 euro al mese; con una retribuzione netta mensile di 2.000 euro, la soglia massima di pignoramento non potrà essere superiore a 200 euro mensili. Infine, con 2.500 euro di stipendio al mese, il pignoramento applicabile non potrà superare i 250 euro al mese.

L’Agenzia delle Entrate potrà richiedere il pignoramento di un quinto dello stipendio del debitore soltanto se il suo stipendio è superiore a 5.000 euro. Mentre con una retribuzione netta mensile compresa tra 2.500 e 5.000 euro, si può applicare un pignoramento fino a un settimo.

Gli stessi limiti si applicano sul TFS e sul TFR. Se un creditore pignora lo stipendio e al dipendente sono versate quote del Trattamento di Fine Rapporto (o di Fine Servizio, per gli statali), queste verranno pignorate per la stessa percentuale.

Come avviene il pignoramento dello stipendio?

Il pignoramento dello stipendio è previsto dall’articolo 543 del codice di procedura civile ed è, probabilmente, lo strumento più utilizzato per soddisfare le pretese nei confronti del debitore.

Rientra nella casistica del pignoramento presso terzi, poiché l’oggetto è un bene del debitore, ma è nella disponibilità di terzi, come banche, uffici postali o datori di lavoro.

Per poter procedere, il creditore deve disporre di un titolo esecutivo (ad esempio un decreto ingiuntivo). Come visto in precedenza, la legge regola la procedura di pignoramento, per assicurare al debitore una vita, comunque, dignitosa.

Dopo la sentenza di un giudice o l’emissione di un decreto ingiuntivo che accerti la situazione debitoria, si procede alla consegna dell’atto di pignoramento all’ufficiale giudiziario del tribunale di competenza, da parte del legale del creditore.

L’atto va notificato al debitore e al suo datore di lavoro o all’istituto di credito ed entro 10 giorni dalla ricezione del provvedimento, questi devono comunicare l’importo dello stipendio percepito dal lavoratore debitore, tramite PEC o raccomandata A/R.

Se il pignoramento avviene prima del versamento dello stipendio, l’atto dovrà essere notificato al debitore e al suo datore di lavoro, che provvederà a trattenere la parte pignorata e accrediterà, a fine mese, la retribuzione, al netto della trattenuta.

Se il pignoramento avviene dopo l’accredito dello stipendio, l’atto di pignoramento andrà notificato all’istituto di credito presso cui il debitore ha aperto il conto, oltre che al debitore.

Lo stipendio può essere pignorato più volte?

Per legge, lo stipendio può essere pignorato più volte, contemporaneamente. Se il debito è di natura diversa rispetto a quello che ha comportato il primo pignoramento, lo stipendio può essere pignorato di un altro quinto. Al debitore, comunque, deve essere garantita almeno la metà dello stipendio.

Se il secondo debito contratto ha la stessa natura del primo – che ha provocato il pignoramento – la procedura prevede che si saldi prima il primo debitore e poi gli altri, in maniera progressiva.

Pignoramento di un decimo
Pignoramento di un decimo: in foto due mani e al centro alcune mazzette di banconote.

Faq sui pignoramenti

Può essere pignorato lo stipendio per assegni di mantenimento non pagati?

Sì, l’ex coniuge può chiedere al tribunale competente di “colpire” il quinto dello stipendio dell’ex marito, che verrebbe pagato dal datore di lavoro direttamente al creditore. C’è solo un caso che vieta il pignoramento: quando il debitore si è opposto all’esecuzione forzata e il giudice ha proceduto a sospendere l’efficacia del titolo esecutivo. L’opposizione avviene per mezzo dell’avvocato difensore. Ad esempio, il pignoramento non avviene se la procedura ha un vizio di forma o nella sostanza.

C’è un limite vitale impignorabile per gli stipendi part-time?

La sentenza della Corte Costituzionale n. 248/2015 ha chiarito che anche in caso di stipendi bassi, ad esempio part-time, non esiste un limite di impignorabilità, come accade invece per le pensioni. Il pignoramento della pensione e di altre indennità di natura assistenziale, come l’invalidità civile, prevedono un importo minimo impignorabile pari a due volte l’Assegno sociale, che nel 2023 è di 503,27 euro.

Cosa succede al pignoramento dello stipendio se il lavoratore viene licenziato?

Se un lavoratore ha subito un pignoramento dello stipendio per un debito insoluto e viene licenziato, il pignoramento sulla retribuzione decade, ma si trasferisce automaticamente sul TFR, sempre nella misura di 1/5, ovvero il 20%.

Se il debito si estingue grazie al pagamento del 20% del TFR, il debitore sarà completamente libero e il debito sarà estinto. Nel caso in cui il debito sia superiore al 20% del TFR, il debito non si estingue, nel senso che il creditore potrà portare avanti nuove azioni esecutive; ma il pignoramento si interrompe.

Può essere pignorato l’Assegno ordinario di invalidità?

Sì, il pignoramento Assegno ordinario di invalidità è possibile, in quanto si tratta di un trattamento di natura previdenziale e non assistenziale. In linea generale, le pensioni possono essere pignorate solo entro certi limiti, ma alcune pensioni speciali godono di protezione legale.

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