Pino Aprile parla del movimento meridionale: ci rubano 61 miliardi l’anno

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Altro che sud parassita, “ogni anno al mezzogiorno vengono sottratti 61 miliardi di euro. In Lombardia circolano più treni che in tutte le sette regioni del meridione”. A dirlo è Pino Aprile, l’ex vice-direttore di “Oggi” e direttore di “Gente”. Uno degli scrittori italiani più letti degli ultimi anni, e che ha fondato un nuovo movimento meridionale.

Dopo averlo presentato il 24 agosto al Parco della Grancia a Potenza, abbiamo intervistato Pino Aprile che ci ha parlato della nascita del suo movimento e di cosa pensa del nuovo governo e delle politiche per il Sud.

Perché ha deciso di fondare un movimento meridionale?

“Erano anni che amici e lettori mi chiedevano di entrare in politica. Io però non ne sono capace e voglio continuare a fare il mio mestiere. Ma sono accadute delle cose che mi hanno disgustato. La Lega è andata al governo con l’aiuto del Movimento Cinque Stelle che ha presso un record di voti al Sud. Poi vedere tutti i partiti italiani, tranne i cinque stelle per loro convenienza, votare la Tav come una cosa di necessità nazionale, è stato il massimo. Nessuno in parlamento si è alzato e ha detto a tutti coloro che hanno votato ‘favorevole’ di vergognarsi. Per un semplice motivo: da anni non è ritenuta priorità nazionale istituire un treno a Matera o che collega direttamente Napoli con Bari. Perciò ho deciso di fondare il movimento. Perché queste sono state le prove definitive che il sud per tutti partiti italiani non esiste“.

Come giudica l’intesa tra M5S e Pd?

“Dopo l’auto-esclusione della Lega dall’esecutivo, nel nuovo governo Pd-M5s era prevista tra i dieci punti proposti dai pentastellati una cosa vergognosa: l’autonomia differenziata. Con questa riforma mirano a sottrarre ulteriori risorse alla parte più povera del Paese. Prima di approvarla, seguendo la Costituzione, bisogna fissare i livelli essenziali delle prestazioni (Lep), che servono a determinare dei diritti base per istruzione, sanità, assistenza sociale… Cosa che loro non vogliono fare. Una proposta in stile Lega nord, insomma. Se venissero presentati i Lep, infatti, non ci sarebbe più nulla da rubare al meridione. Vogliono però prima i soldi e poi definire i fondi da erogare per i diritti base. I Lep sono spariti dal programma del governo Conte bis. Una conferma ulteriore che il sud è privo di rappresentanza politica”.

Nei suoi libri ha parlato di fondi sottratti al meridione, ci può spiegare meglio?

“Certo. Non lo dico io. Lo afferma ogni anno il rapporto dell’ente conti pubblici territoriali. I loro dati dimostrano che al meridione vengono sottratti circa 61 miliardi di euro ogni dodici mesi. Cifra che consentirebbe di portare l’alta velocità in buona parte del meridione o costruire dieci ponti sullo stretto di Messina. In Lombardia – vorrei ricordarlo – circolano più treni di quanti ce ne sono nelle sette regioni del sud”.

Quali sono gli obiettivi del suo movimento?

“Pensavo che il Sud potesse essere rappresentato o dalla sinistra o dai cinque stelle, ma non è andata così. Questo movimento ha il compito di mettere in evidenza e puntare a far eliminare tutte le difficoltà e le disparità che il sud Italia ha rispetto al nord. Bisogna complimentarsi con la Lega: è un partito territoriale e lo dichiara apertamente, cioè fa gli interessi del suo territorio. Cosa che il Pd, Forza Italia… non fanno. La nostra parola chiave è equità e vogliamo applicarla. Si devono fare i treni dove non ci sono, non per velocizzare tra qualche decennio il trasporto merci di una quindicina di minuti (vedi Tav ndr). Se chiedere equità significa spostare il piano di investimenti per i prossimi dieci anni al sud, bisogna farlo. Non c’è niente di strano. Ci devono restituire ciò che abbiamo perso in un secolo e mezzo. Il nostro non è un partito. Quindi faremo tante piccole battaglie per le cose che mancano al sud. È assurdo che in alcune parti del mezzogiorno ci siano ancora le linee ferrate a scartamento ridotto. Cioè quelle che sono state fatte in Africa decenni fa”.

La risposta dei cittadini è stata forte?

“Mi aspettavo buone risposte ma non una valanga di adesioni e messaggi com’è accaduto. Ora ci stiamo organizzando per informare al meglio tutti gli iscritti sulle nostre iniziative.

Quali sono le prossime iniziative?

“Prima della nascita del movimento già ci siamo attivati contro l’autonomia differenziata evitando che venisse approvata silenziosamente in Parlamento. Le regioni secessioniste volevano acquisire i 9/10 delle tasse, avendo accesso quindi anche a delle tasse statali. Si volevano impadronire addirittura delle infrastrutture presenti sul loro territorio che sono state fatte con i soldi di tutti gli italiani. Per ora ci stiamo organizzando. Poi porteremo avanti varie iniziative”.

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