Pizzo a Monteforte: “Grazie al coraggio delle vittime. Imitatele”

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“Denunciate perché, insieme, si può sconfiggere anche lo strisciante fenomeno del racket”. L’appello arriva da Avellino, lanciato dal comandante provinciale dell’Arma, Massimo Cagnazzo. Durante una conferenza stampa per i arresti eseguiti dai carabinieri in un’inchiesta su sette persone accusate, a vario titolo, la tentata estorsione, il sequestro di persone, il porto e la detenzione abusiva di armi. (Qui trovi tutti i dettagli sugli indagati e l’inchiesta)

Pizzo a Monteforte conferenza stampa carabinieri
Conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri di Avellino

Pizzo a Monteforte Irpino: la ricostruzione

Vittima del presunto pizzo un locale di Monteforte Irpino gestito da pakistani che, nonostante le minacce con tanto di pistola, avevano denunciato tutto. E fatto scattare l’indagine.

E proprio alle vittime, che non sono rimaste in silenzio, vanno i complimenti del comandante: “Solo grazie al loro coraggio abbiamo potuto far partire e poi portare a termine, con successo, l’attività di indagine. Mi complimento per il lavoro svolto dalla stazione dei carabinieri di Monteforte Irpino e dalla compagnia di Baiano, sotto la supervisione della Procura di Avellino”.

Il fenomeno del racket in Irpinia

La vicenda giudiziaria riaccende l’attenzione su un fenomeno, spesso sommerso, che da tempo attanaglia la provincia di Avellino: l’usura e dell’estorsione.

Le vittime non riescono a denunciare i proprio aguzzini. E non è solo una questione legata alla paura delle ritorsioni. Spesso, infatti, denunciare non equivale a ricevere un’assistenza immediata da parte degli organi preposti e il percorso per accedere ai sussidi per le vittime di racket è in salita. Anse burocratiche nelle quali rimane invischiato chi, nel momento delle minacce, non ha spesso la lucidità o la forza per confrontarsi con carteggi e cavilli burocratici.

E’ chiaro, comunque, che solo denunce immediate possono permettere alle forze dell’ordine di intervenire in tempo.

“Anche solo venire in caserma e parlarne può rivelarsi determinante – ha confermato Cagnazzo – Dopo la denuncia delle vittime sono partiti gli accertamenti e, così, abbiamo potuto acquisire anche dei file audio determinanti per incastrare le sette persone incastrate. Perciò, ripeto, denunciate. Denunciate sempre”.

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