Plastica monouso addio: mai più posate e piatti usa e getta

Plastica monouso addio: dal 3 luglio entra in vigore la normativa europea che vieta l'uso di molti prodotti in plastica in tutta l'Ue. Resteranno sul mercato, ma con una serie di vincoli, i prodotti in plastica che non sono al momento sostituibili con altro materiale. Preoccupazione di Confindustria per il settore in Italia. Nel 2027 la verifica per gli effetti di questa norma sull'inquinamento.

4' di lettura

Plastica monouso addio, dal 3 luglio entra in vigore la legge europea, adottata al 21 maggio 2019 per ridurre l’inquinamento. Non si partirà subito con il divieto assoluto e immediato: la riduzione della plastica monouso sarà progressiva.

Plastica monouso addio significa anche ricadute pesanti sul settore. Per Confindustria sono in bilico i 50mila lavoratori impiegati nel comparto.

Anche il governo ha protestato contro la direttiva Ue, in particolare per il divieto di utilizzo di alcuni prodotti. In Italia la norma plastica monouso addio colpisce il settore imballaggi per uso alimentare, dove il nostro Paese è tra i leader europei.

Ma la svolta green va avanti, è uno degli impegni principali assunti dall’Unione. La trasformazione, a questo punto, dovrà solo essere gestita nel modo migliore.

Plastica monouso addio in due fasi

La direttiva plastica monouso addio sarà adottata in due fasi: spariranno prima i prodotti per i quali c’è già un’alternativa in carta o in altro materiale non inquinante. Poi gli altri, per i quali non è stata ancora definita una data per la fine della produzione.

Gli oggetti d’uso comune che non troverete più in vendita dal tre luglio sono questi:

  • posate
  • piatti
  • cannucce
  • bastoncini cotonati
  • contenitori e bicchieri in poliestere.

Non sono invece ancora sostituibili (tra gli altri):

  • tazze
  • bicchieri
  • contenitori per il cibo
  • bicchieri di carta rivestiti in plastica.

Plastica monouso addio: gli imballaggi

Per i prodotti che non possono ancora rientrare nella direttiva plastica monouso addio verranno comunque richiesti adeguati requisiti tecnici (ma per il momento restano sul mercato).

Norme più stringenti anche per gli imballaggi, che rientrano tra i dieci prodotti più inquinanti.

Sui prodotti che resteranno in vendita c’è comunque un obiettivo preciso: una riduzione costante e continua fino al 2026.

Bicchieri plastificati

Si sta nel frattempo definendo nell’Ue un criterio di calcolo che sia basato anche sulla quantità effettiva di plastica contenuta, per esempio, nei bicchieri plastificati.

Verrà infatti calcolato solo il peso della plastica e non della carta.

Ma su questo punto c’è stata una controversia. Una parte dei deputati europei avrebbe voluto inserire subito anche i prodotti di carta plastificata tra quelli da vietare esattamente come quelli di plastica monouso. Altri erano contrari.

La mediazione

La decisione di considerare solo il peso della plastica contenuta in questi prodotti è stato frutto di una mediazione. Che però lascia tutti scontenti. Si suppone che questa scelta possa creare solo problemi nella interpretazione della direttiva. Sia ai produttori, sua agli stati membri.

È stato lanciato anche un appello per modificare questo aspetto della norma sulla plastica monouso addio, ma non è stato raccolto.

Oltretutto l’allargamento delle maglie nei protocolli, che consente la diffusione dei prodotti in carta plastificata, può generare confusione nell’applicazione della direttiva.

Allarme confusione

E infatti con una lettera dell’11 febbraio scorso, indirizzata alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, 33 eurodeputati, a tra questi molti italiani, scrivevano di essere «molto preoccupati per lo sviluppo delle Linee guida relative ai prodotti in plastica monouso».

«Secondo le ultime versioni delle linee guida, condivise con gli Stati membri — si leggeva nella lettera — si tende ad ampliare il campo di applicazione delle linee guida rispetto al testo della direttiva. Crediamo fermamente che un tale approccio creerà più problemi per gli Stati membri e le industrie interessate che per servire meglio il pubblico».

Si è andati avanti comunque. La direttiva procederà per step fino ad arrivare alla graduale eliminazione dell’uso della plastica.

La verifica nel 2027

Come detto la norma plastica monouso addio ha un solo obiettivo: la riduzione della produzione e del consumo di plastica per salvare i mari da un inquinamento che sta avendo conseguenze molto gravi.

Una prima verifica sugli effetti di questa direttiva è stata fissata per il 2027. Sarà in quella data rivista la decisione sulla plastica biodegradabile, al momento inclusa nella direttiva.

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