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Poche tasse alle famiglie con 3 figli

Scopri come e perché il governo ha deciso di applicare poche tasse alle famiglie con tre figli.

di The Wam

Ottobre 2023

Poche tasse alle famiglie con 3 figli: la misura dovrebbe essere introdotta nella manovra di Bilancio per il 2024. Il governo ci punta molto, nonostante le ristrettezze economiche, perché il provvedimento è tra quelli pensati per frenare la diminuzione delle nascite in Italia. Un calo che nel medio e lungo termine rischia di mettere in crisi l’intero sistema Paese. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Poche tasse alle famiglie con 3 figli: denatalità

Il fenomeno della denatalità sta diventando sempre più preoccupante in Italia. Nel tentativo di contrastare questa tendenza e sostenere le famiglie numerose, il governo ha pensato a ridurre in modo significativo le tasse alle famiglie con 3 figli. Questa misura si rivolge in particolar modo alle famiglie con redditi medi e bassi, che spesso faticano di più ad affrontare le spese legate all’educazione e all’assistenza dei figli.

La proposta

L’idea di ridurre l’onere fiscale non è completamente nuova, ma questa volta il governo vuole concentrarsi sulle famiglie con almeno tre figli. Questa scelta ha due obiettivi principali:

  1. Alleviare il peso finanziario su queste famiglie, facilitando così l’accesso a servizi come l’educazione e l’assistenza per i bambini;
  2. Dare un incentivo concreto alla natalità, sperando di invertire la tendenza demografica attuale.

Come funzionerebbe la detassazione delle famiglie numerose

Se questa iniziativa dovesse passare, cosa significherebbe per le famiglie? In sostanza, una parte sostanziale del reddito delle famiglie con almeno tre figli sarebbe esente da tassazione. Questo “sconto fiscale” consentirebbe loro di avere più soldi a disposizione ogni mese, un aiuto concreto che potrebbe fare la differenza nella vita quotidiana.

La situazione italiana

L’Italia sta vivendo un drammatico calo demografico. Negli ultimi dieci anni, il Paese ha registrato la diminuzione di 1,5 milioni di residenti. Nel solo 2022, ci sono stati 700mila decessi e appena 339mila nascite, è chiaro che la situazione è grave. Questa tendenza, se non affrontata, potrebbe avere ripercussioni a lungo termine sull’economia e sulla società italiane. Con misure come la detassazione per famiglie numerose, il governo spera di riportare l’Italia ai livelli demografici del 2014, quando si registravano oltre 500mila nascite all’anno.

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La prossima manovra di Bilancio

Il governo sta preparando il terreno per la prossima manovra di Bilancio del 2024. La finanziaria avrà un deficit previsto di quasi sedici miliardi. Si tratta di un punto di partenza che terrà conto degli obiettivi di indebitamento delineati nella Nota di aggiornamento al Def. La manovra di Bilancio non si concentrerà solo sul provvedimento che prevede poche tasse alle famiglie con 3 figli ma proverà ad avere una visione ampia, tenendo conto di molti aspetti dell’economia italiana.

Di certo molte possibili riforme resteranno nel cassetto, così come provvedimenti attesi da anni (come la riforma delle pensioni). E non si escludono tagli, come ha fatto intendere il ministro dell’Economia, Giorgetti: «Dovremo fare scelte dolorose».

Cosa è previsto nella manovra di Bilancio

Il governo, nella sua nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2023, ha delineato gli interventi principali che intende inserire nella prossima legge di Bilancio:

  1. Conferma del taglio al cuneo fiscale sul lavoro anche per il 2024. Questo taglio è ritenuto fondamentale per sostenere le famiglie e incentivare l’occupazione.
  2. L’introduzione della prima fase della riforma fiscale.
  3. Sostegno alle famiglie e alla genitorialità, in particolare alle famiglie con tre figli.
  4. Rinnovi contrattuali del pubblico impiego con un occhio di riguardo al settore sanitario.
  5. Conferma degli investimenti pubblici, prioritariamente quelli del PNRR.
  6. Rifinanziamento delle politiche attualmente in atto.

Queste misure confermano l’intenzione del governo di supportare i ceti meno abbienti, anche se le sfide economiche potrebbero, come detto, limitare ulteriori spese.

Pensioni, caro-energia, sanità

Oltre alle misure di sostegno alle famiglie, il governo sta valutando interventi specifici in altri settori chiave:

  1. Pensioni: si prevede una proroga di Quota 103 e dell’Ape sociale per i lavoratori in condizioni di disagio. Inoltre, potrebbero essere introdotti l’Ape donna e previsti aiuti con la previdenza integrativa per i giovani.
  2. Caro-energia: il governo sta lavorando a misure “sempre più mirate” con l’obiettivo di ritirarle gradualmente entro il 2024.
  3. Sanità: ci saranno stanziamenti, previsti per il triennio 2024-2026, destinati al personale sanitario e per incentivare gli investimenti nel Mezzogiorno, garantendo la continuità dei servizi pubblici.

Taglio del cuneo

Il taglio del cuneo rappresenta una delle misure più discusse e attese. Ma di cosa si tratta precisamente?

Cos’è il cuneo fiscale?

Il cuneo fiscale descrive la differenza tra ciò che un datore di lavoro paga per un dipendente e ciò che il dipendente riceve effettivamente come stipendio netto. Comprende tasse e contributi previdenziali.

Impatto sulle famiglie

Il taglio del cuneo ha l’obiettivo di aumentare il reddito disponibile delle famiglie. Confermato per il 2024, questo provvedimento assicura che una porzione maggiore di ciò che le aziende spendono per i salari finisca direttamente nelle tasche dei lavoratori. Questa misura diventa particolarmente significativa per le famiglie con tre figli, garantendo loro una maggiore liquidità e, di conseguenza, una qualità della vita migliorata.

Per intenderci, la conferma del taglio del cuneo fiscale porta questi vantaggi in busta paga:

redditiimporto mensile taglio cuneo fiscale in busta pagaimporto annuo COMPLESSIVO
10mila euro annui25,67 euro269 euro
12.500 euro annui32 euro336 euro
15.000 euro annui38 euro404 euro
17.500 euro annui43 euro430 euro
20.000 euro annui49 euro460 euro
25.000 euro annui55 euro548 euro
30.000 euro annui56 euro576 euro
35.000 euro annui65 euro591 euro

La nuova Irpef

La riforma dell’Irpef si colloca al centro della manovra di Bilancio. Ecco i dettagli più significativi.

Aliquote e scaglioni

L’idea principale dietro la riforma è l’accorpamento dei primi due scaglioni Irpef in un’unica aliquota al 23%. Questo significa che una parte maggiore della popolazione beneficierà di un’aliquota fiscale ridotta, con un evidente sollievo in termini di pressione fiscale, soprattutto per le fasce di reddito medio-basso.

IN pratica si passerebbe da questi sacglioni:

ScaglioneRedditoAliquota Irpef
PrimoFino a 15.000 euro23%
SecondoDa 15.001 a 28.000 euro25%
TerzoDa 28.001 a 50.000 euro35%
QuartoDa 50.001 euro43%

A questi scaglioni (ampliando quindi la fascia di chi paga il 23%):

ScaglioneRedditoAliquota Irpef
PrimoFino a 28 mila euro23%
SecondoDa 28.001 a 50.000 euro33%
TerzoDa 50.001 euro43%

Flat tax per partite Iva e professionisti

Viene mantenuta la flat tax per le partite Iva e i professionisti con compensi inferiori a 85 mila euro. Questa misura, destinata a semplificare il sistema fiscale e ridurre la pressione fiscale per le piccole imprese e i professionisti, rappresenta un incentivo significativo per l’autoimprenditorialità e la crescita delle PMI.

Le risorse

Il nodo cruciale di ogni manovra di Bilancio è rappresentato dalle risorse. Come si finanzieranno le misure previste?

Il tesoretto disponibile

La base di partenza per il finanziamento delle misure è un tesoretto di 15,7 miliardi in deficit. Questa somma sarà utilizzata principalmente per finanziare il taglio del cuneo e la riforma dell’Irpef.

Spending review

Una parte significativa delle risorse verrà dalla spending review. Questo processo prevede una revisione delle spese pubbliche per identificare possibili risparmi. Il governo mira a recuperare fino a 2 miliardi attraverso questa strategia.

Altre fonti

Oltre alla spending review, si prevede un gettito dalla tassa sugli extraprofitti e dall’anticipazione della gara delle concessioni del Lotto. Sul fronte fiscale, si attendono risorse dalla revisione delle tax expenditures e dal rafforzamento della collaborazione con il fisco. Queste misure, se implementate correttamente, potrebbero garantire risorse finanziarie essenziali per sostenere le iniziative previste nella manovra di Bilancio 2024.

Poche tasse alle famiglie con 3 figli
Nella foto una mamma gioca con i suoi tre bambini.

FAQ (domande e risposte)

Cosa prevede la misura per famiglie con 3 figli?

La misura mira a sostenere le famiglie con più di due figli, focalizzandosi particolarmente su quelle con redditi medi e bassi. Si sta studiando una proposta che porterà a una significativa detassazione del reddito. Ciò significa che queste famiglie, in particolare quelle con almeno tre figli, potrebbero vedere una porzione sostanziale del loro reddito esentata da imposte. Questo consentirebbe loro di avere risorse finanziarie aggiuntive per far fronte alle esigenze della loro famiglia, rendendo più accessibili l’educazione e l’assistenza per i figli.

Perché il governo vuole introdurre questa misura?

Il governo vuole introdurre questa misura come parte di una strategia per frenare la diminuzione delle nascite in Italia. La denatalità nel Paese è preoccupante, e l’obiettivo principale è di contrastare questa tendenza demografica negativa. Il calo delle nascite, se continua nel medio e lungo termine, rischia di mettere in crisi l’intero sistema Paese. La riduzione dell’onere fiscale per le famiglie con tre figli rappresenta un tentativo di stimolare la natalità e promuovere una crescita demografica sostenibile.

Cosa significa la detassazione per queste famiglie?

La detassazione significa che una parte del reddito di queste famiglie non sarà soggetta a tassazione. In pratica, le famiglie con almeno tre figli avrebbero una riduzione delle imposte da pagare, che si tradurrebbe in più denaro disponibile per le spese quotidiane e per soddisfare le esigenze delle loro famiglie.

Quanti residenti ha perso l’Italia negli ultimi dieci anni?

Negli ultimi dieci anni, l’Italia ha visto una riduzione di 1,5 milioni di residenti. Nel 2022, con 700mila decessi e solo 339mila nascite, è emersa una crisi demografica significativa.

Che modifiche sono previste per l’Irpef nella manovra?

La manovra di Bilancio prevede una prima fase della riforma fiscale relativa all’Irpef. Questa riforma comporterà l’accorpamento dei primi due scaglioni Irpef in un’unica aliquota al 23%. Inoltre, si prevede il mantenimento della flat tax per partite Iva e professionisti con compensi inferiori a 85 mila euro.

Da dove il governo prevede di ottenere risorse finanziarie?

Le risorse finanziarie sono un elemento cruciale per la manovra. Al momento, il governo dispone di un tesoretto da 15,7 miliardi ottenuto in deficit. Gran parte di queste risorse verrà utilizzata per il taglio del cuneo e la riforma dell’Irpef. Per reperire ulteriori fondi, il governo prevede di puntare sulla spending review, con l’obiettivo di ottenere fino a 2 miliardi. Altre fonti di finanziamento potrebbero venire dalla tassa sugli extraprofitti, dall’anticipazione della gara delle concessioni del Lotto, dalla potatura delle tax expenditures (fino a 1 miliardo) e dal nuovo rapporto collaborativo con il fisco.

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