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Pochi soldi con l’assegno unico? Ecco cosa devi controllare

Ritieni di ricevere pochi soldi con l'assegno unico e vuoi sapere perché è accaduto? Leggi questo approfondimento.

di Romina Cardia

Agosto 2022

Ritieni di aver ricevuto pochi soldi con l’assegno unico? Ti spieghiamo perché può succedere e come fare per ottenere il giusto importo Alcuni beneficiari ritengono di ricevere pochi soldi con l’assegno unico. È una situazione che può succedere e in questo approfondimento ti spiegheremo quali sono i motivi e come puoi richiedere che ti venga erogato l’importo corretto. (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Alcuni beneficiari ritengono di ricevere pochi soldi con l’assegno unico: può capitare. E in questo approfondimento ti spiegheremo quali sono i motivi e come puoi richiedere che ti venga erogato l’importo corretto.

INDICE:

Pochi soldi con l’assegno unico: perché succede

Da marzo 2022 ad oggi, milioni di famiglie hanno ricevuto il sussidio universale per i figli a carico. Tuttavia, c’è ancora qualcuno che ritiene di ricevere pochi soldi con l’assegno unico.

Ricordiamo che l’assegno unico viene pagato mensilmente e il suo importo è calcolato in base all’Isee in corso di validità. Riguarda tutte le famiglie con figli a carico e non assorbe né limita gli importi del bonus asilo nido. Inoltre, è compatibile con altre misure economiche a sostegno dei figli a carico e con il reddito di cittadinanza.

Per quanto riguarda l’Isee, se la sua elaborazione viene fatta successivamente alla data di presentazione della domanda per l’assegno unico, per eventuali conguagli e importi spettanti, bisognerà attendere fine anno.

Precisiamo che, per richiedere l’assegno unico, non è obbligatorio presentare l’Isee. Tuttavia, chi non lo presenta o presenta un Isee non aggiornato, riceverà l’importo minimo nel primo caso – che è di 50 euro a figlio – o rischia di ricevere degli importi più bassi.

L’importo minimo spetta anche se il nucleo ha un Isee superiore a 40mila euro e se l’Isee presentato è errato o difforme.

Il principale motivo di un assegno unico troppo basso, quindi, risiede proprio nell’Isee non presentato, elaborato in ritardo o che presenta delle difformità, come ti spiegheremo meglio nel prossimo paragrafo.

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Pochi soldi con l’assegno unico: il motivo potrebbe essere un Isee fatto male o presentato in ritardo

Come ti abbiamo preannunciato in apertura, il primo motivo per cui ricevi pochi soldi con l’assegno unico potrebbe essere un Isee elaborato successivamente alla presentazione della domanda per l’assegno unico.

Se hai presentato la domanda per l’AU entro il 30 giugno 2022, hai diritto agli arretrati da marzo 2022. Se percepisci reddito di cittadinanza, non dovrai presentare alcuna domanda, perché ti verrà erogato di diritto sulla Rdc card, con un importo calcolato sottraendo la quota figli già compresa nel calcolo del Rdc. A proposito del reddito di cittadinanza, scopri se anche il suo importo aumenterà con la rivalutazione prevista per il 2023.

Per tutti gli altri, le eventuali maggiorazioni sull’assegno unico, decorreranno dal mese di presentazione dell’Isee.

Tra tutti gli Isee presentati, stando ai dati forniti dall’Inps, almeno uno su dieci presenta irregolarità, difformità o omissioni.

In questi casi, l’Inps eroga ugualmente l’assegno unico, ma il suo importo può essere o troppo basso oppure addirittura troppo alto, per cui alcuni beneficiari rischiano di dover restituire l’importo eccedente con un conguaglio che, si presume, verrà fatto a fine anno.

Quindi, se dalla simulazione effettuata per il calcolo dell’importo dell’AU risulta che stai ricevendo pochi soldi con l’assegno unico, la prima cosa che dovresti verificare è se hai presentato un Isee aggiornato o se la sua elaborazione è corretta.

Vediamo i casi in cui è necessario aggiornare l’Isee. Intanto dai un’occhiata alla tabella qui sotto per vedere se l’importo dell’AU che ti spetta è conforme alla tua fascia di reddito:

IseeFigli minorenniFigli maggiorenni fino a 21 anni
Fino a 15mila euro175 euro85 euro
20mila euro150 euro73 euro
25mila euro125 euro61 euro
30mila euro100 euro49 euro
35mila euro75 euro37 euro
Da 40mila euro50 euro25 euro
Tabella con fasce di reddito e relativi importi assegno unico

Leggi le tabelle con tutti gli importi dell’assegno unico, controlla se ti stanno pagando tutte le maggiorazioni dell’assegno universale, vedi come funziona per chi è disoccupato e come cambiano le cifre dell’assegno unico con i figli con disabilità

Pochi soldi con l’assegno unico: quando è necessario aggiornare l’Isee

Se stai ricevendo pochi soldi con l’assegno unico, non è detto che l’Isee sia stato elaborato in ritardo o che presenti degli errori.

Può succedere, infatti, che in seguito alla domanda per l’AU, qualcosa sia cambiato nella tua situazione economica o familiare.

Può essere sopraggiunto un licenziamento, il riconoscimento di una disabilità o la nascita di un figlio. Tutte queste situazioni, concorrono ad aumentare l’importo dell’assegno unico, ma se non sono segnalate all’Inps tramite presentazione di un Isee aggiornato, l’Istituto continuerà a pagare un assegno unico troppo basso, perché continuerà a prendere come riferimento i dati presenti nel vecchio Isee.

Prendiamo il caso della nascita di un figlio. Considera che l’Inps, nelle sue continue verifiche sui requisiti per l’assegno unico, non ricerca il tuo codice fiscale o quello del tuo partner, ma quello dei tuoi figli, perché è a loro che è destinato il sussidio economico. Infatti, dopo aver raggiunto la maggiore età, i figli possono fare da sé domanda per l’assegno unico e ricevere l’importo spettante direttamente sul loro conto.

Se il codice fiscale non è presente in alcun Isee, rientrerai nella casistica del “nucleo familiare senza Isee”. In questo caso, sarà necessario raggiornare l’Isee e inserire anche il codice fiscale del nuovo nato.

Se l’Isee che hai presentato è del 2022 e prevede che nel nucleo familiare ci sia anche il nuovo nato, dovrai capire se in sede di domanda dell’assegno unico è stata spuntata la casella relativa al possesso della dichiarazione Isee.

Nel caso in cui la casella fosse spuntata, dovrai contattare l’Inps per farti spiegare il motivo per cui il nuovo nato non è stato considerato nel conteggio o comunque perché ricevi una somma così bassa. In questo articolo ti spieghiamo tutti i modi che puoi utilizzare per metterti in contatto e comunicare con l’Inps.

Un Isee errato o non aggiornato, però, non è l’unico motivo per cui ricevi un assegno unico troppo basso. Può succedere, per esempio, che tu non abbia segnalato correttamente le maggiorazioni a cui hai diritto, come ti spiegheremo nel prossimo paragrafo.

Pochi soldi con l’assegno unico: controlla se hai segnalato le maggiorazioni

Ad aumentare l’importo dell’AU concorrono anche le maggiorazioni previste dall’Inps, ma se non hai spuntato la presenza dei requisiti per ottenerle, in fase di domanda, riceverai pochi soldi con l’assegno unico o comunque meno di quelli che ti spetterebbero di diritto.

Le maggiorazioni sull’assegno unico vengono erogate dall’Inps in casi particolari:

Se ritieni di percepire un assegno unico troppo basso, quindi, controlla anche se hai inserito in domanda i dati necessari per il conteggio delle maggiorazioni, altrimenti continuerai a ricevere un assegno unico con pochi soldi.

Pochi soldi con l’assegno unico? Ecco cosa devi controllare.

Pochi soldi con l’assegno unico: prossimi pagamenti AU di agosto

Dopo averti spiegato cosa controllare se ricevi pochi soldi con l’assegno unico, vogliamo segnalarti tutte le date di pagamento dell’AU di agosto.

Per quanto riguarda le date di pagamento, la prossima è programmata per oggi, 19 agosto 2022, per chi vede questa data sul sito dell’Inps e non percepisce reddito di cittadinanza.

Questa data rientra nell’elenco dei pagamenti iniziati la scorsa settimana. Inps, infatti, ha disposto dei pagamenti dell’assegno unico per i figli a carico:

Il 22 e il 25 agosto 2022 ci saranno altri pagamenti dell’assegno unico per chi non percepisce Rdc. Il 28 e il 29 agosto 2022 sono previste le ricariche dell’AU su Rdc, riferite al mese di luglio 2022.

Il 5 e l’8 agosto 2022, invece, sono stati pagati gli arretrati dell’assegno unico.

Ti ricordiamo che i giorni dei pagamenti dell’AU cambiano da persona a persona e vanno controllati sul fascicolo previdenziale del cittadino: un’area riservata del sito Inps accessibile con SPID, CNS o CIE.

Pochi soldi con l’assegno unico: le novità sull’assegno unico dal 2023

Concludiamo questo approfondimento su cosa controllare se ricevi pochi soldi con l’assegno unico, informandoti su delle importanti novità che ci saranno nel 2023.

Quella che ti farà più piacere conoscere è che anche l’importo dell’assegno unico verrà rivalutato a causa della forte inflazione del 2022, così come quello delle pensioni e degli stipendi, come ti abbiamo ampiamente descritto in questo articolo.

Dal 2023, infatti, all’assegno unico verrà applicato un aumento dell’8%, pari cioè al tasso di inflazione attualmente registrato. Ciò vuol dire che la cifra base di 175 euro sarà aumentata a 190 euro. Guarda tutte le tabelle con gli aumenti previsti nell’articolo che ti abbiamo segnalato poco sopra.

L’altra importante novità è che, dal 2023, non ci sarà più bisogno di rinnovare la domanda per l’assegno unico se la tua situazione reddituale e familiare resta la stessa dell’anno precedente.

Il rinnovo va effettuato solo in caso di:

In tutti gli altri casi, l’Inps continuerà a erogare il sussidio senza chiedere che la domanda sia presentata nuovamente.

Il nostro consiglio è comunque quello di aggiornare a prescindere l’Isee, in modo da non rischiare eventuali blocchi o ritardi, come ormai siamo stati abituati dall’Inps in tutti questi mesi, fin dalla partenza dell’assegno unico e universale per i figli a carico.

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