Precompilata Iva da luglio 2021. Tecnologia anti evasori

Precompilata Iva, si parte a luglio: la fase è sperimentale ma sarà effettiva a partire dal prossimo anno, tutte le novità e come funziona. L'Agenzia delle Entrate punta a diminuire i controlli, l'obiettivo è aumentare la prevenzione. E non solo: si attiva anche l'intelligenza artificiale per scovare gli evasori fiscali.

4' di lettura

È arrivata l’ora della precompilata Iva, uno snodo cruciale nella semplificazione fiscale attivato dall’Agenzia delle Entrate. Funziona più o meno allo stesso modo del modello 730 precompilato, quello che è stato a disposizione dei contribuenti a partire da maggio.

In pratica: l’agenzia compila il modello con i dati che sono già a disposizione. Quegli stessi dati possono essere verificati, nel caso corretti. Con un vantaggio effettivo: la precompilata Iva consente una riduzione non solo degli adempimenti, ma anche delle verifiche fiscali da parte dell’ente riscossore.

Come saprete chi usa il modello precompilato del 730 non riceve mai controlli fiscali (altrimenti l’ente dovrebbe ammettere di non fidarsi di se stesso). Stessa cosa potrebbe accadere con la precompilata Iva.

Come si accede alla precompilata Iva?

Non siamo ancora ai livelli del modello 730, ormai rodato. Infatti per l’Iva precompilata sarà un avvio sperimentale, riservato solo a una parte dei contribuenti.

Come si accede al servizio? È piuttosto semplice. C’è un’area web dedicata sul portale Fatture e corrispettivi. Lì ci saranno le bozze dei documenti precompilati, contengono i registri delle fatture che sono state emesse, gli acquisti e tutte le comunicazioni relative alle liquidazioni periodiche.

C’è poi il passaggio finale, ma sarà messo a disposizione dal gennaio 2022, con la dichiarazione annuale Iva.

Precompilata Iva, due possibili scelte

Tutti i contribuenti che rientrano in questo gruppo, o i loro commercialisti (ma comunque un qualsiasi intermediario qualificato), con la delega per la fatturazione elettronica, potranno verificare le bozze dei registri Iva mensili.

A quel punto le possibilità sono due:

se si ritiene che le bozze siano complete e corrette, il contribuente potrà subito convalidare il registro.

Se invece ritiene che non siano corrette o hanno bisogno di una qualsiasi integrazione, potranno farlo.

Le operazioni possibili

In questo modo dovrebbe essere escluso l’obbligo che impone di aggiornare mensilmente i registri convalidati, che saranno memorizzati dall’Agenzia.

Ma non solo: con l’Iva precompilata sarà anche possibile avere una elaborazione più completa dei dati.

E non è tutto: per chi non vuole utilizzare le bozze che sono state inserite sul web, c’è sempre la possibilità di estrarre quei dati e importarli nei propri applicativi per confrontarli con quelli contenuti nei registri dell’attività.

Potrebbe semplificare gli obblighi del contribuente. Ma fornirà anche ulteriori informazioni all’Agenzia delle Entrate.

Si potrebbero ridurre gli errori, i tentativi di evasione fiscale e di certo anche le verifiche dell’ente di riscossione.

Progressiva digitalizzazione della riscossione

È un passo, un altro, verso la progressiva e completa digitalizzazione delle informazioni. Un sistema che sta consentendo all’Agenzia delle Entrate di ridurre le verifiche a vantaggio di una azione preventiva che consente di ridurre il peso dell’evasione ed elusione.

In pratica: si preferisce prevenire eventuali irregolarità incentivando l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari.

Evasori fiscali, attenti all’intelligenza artificiale

La digitalizzazione porta con sé anche altre innovazioni. Una in particolare. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale. C’è un progetto molto avanzato dell’Agenzia delle Entrate, finanziato dall’Unione Europea, che prevede l’utilizzo delle più avanzate tecniche di intelligenza artificiale per verificare la correttezza dei dati e scovare con precisione millimetrica situazioni sospette.

Questa network analysis consentirà di tenere sotto controllo le azioni dei contribuenti, in particolare quelli che sono a rischio più elevato di evasione ed elusione fiscale.

Il machine learnig (l’apprendimento costante dell’intelligenza artificiale), permetterà invece agli algoritmi dell’Agenzia di imparare dalle operazioni già svolte in modo da migliorare costantemente l’efficienza.

Per gli evasori fiscali sono tempi difficili.

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