Prelievi dal bancomat tracciati, fate attenzione!

Prelievi dal bancomat tracciati, fate attenzione: il bancomat si è trasformato negli anni in un formidabile strumento di controllo fiscale. Scatta l'allarme se si preleva troppo (per fare cosa?) o se si preleva poco (avrà dei contanti nascosti). Basta poco per accendere l'attenzione degli investigatori del fisco. Come comportarsi e cosa evitare.

3' di lettura

Prelievi dal bancomat tracciati. È il ritornello di questi anni: tracciare tutte le spese per ridurre l’evasione fiscale. Incentivi costanti ai pagamenti digitali e conseguente guerra al denaro contante. In questa orgia di tracciamenti sono finiti anche i comuni prelievi dal bancomat.

Si sono cioè trasformati nell’arco degli anni e con una accelerazione costante negli ultimi mesi in un formidabile e ulteriore strumento di controllo del contribuente e delle sue spese. Si aggiunge a una lista già corposa, che parte dal redditometro e finisce alle detrazioni fiscali.

E quindi il vostro utilizzo del bancomat potrebbe, nel caso, accendere nel fisco delle spie luminose.

Prelievi dal bancomat tracciati: commercianti nel mirino e non solo

I prelievi dal bancomat tracciati riguardano in particolare i commercianti. Il motivo è semplice. Chi gestisce una attività può facilmente effettuare dei prelievi superiori a 1.000 euro al giorno (limite dal primo gennaio 2022) o a 5.000 euro al mese. E sapete bene che oltre quella soglia è necessario indicare nella contabilità il motivo di quella spesa.

Se sei un utente “normale” i controlli non sono così stringenti e riguardano in particolare solo i versamenti. In teoria le verifiche del fisco non puntano ad accertare come avete spesso i soldi prelevati. Ma non sempre è così.

Prelievi dal bancomat tracciati: basta esagerare

Basta esagerare per far scattare l’allarme alla Uif, l’Unità di informazione finanziaria presso la Banca d’Italia e il rischio riciclaggio. Esagerare significa prelevare più di 10.000 euro in un mese.

La lente d’ingrandimento degli investigatori si attiva appena c’è un uso di contanti fuori dalla norma.

Ribadiamo: 10.000 euro in un mese. Il che significa che non eluderete i controlli ritirando per dieci volte 1.000 euro. Sarebbe troppo semplice.

In questo caso, precisiamolo, la segnalazione non viene fatta per una mera questione fiscale. Il controllo si attiva per verificare se ci sono state delle attività illecite (in primis il riciclaggio di denaro).

Prelievi dal bancomat tracciati: chi spende troppo

Ma solo i prelievi dal bancomat sono tracciati? Non esattamente. Le spie fiscali sono in azione anche rispetto ai pagamenti al Pos.

Lo sapete bene, chi spende troppo finisce nella rete di un altro strumento: il redditometro.

Il bancomat è dunque il termometro che fa funzionare anche il redditometro e segnala al fisco se stiamo spendendo troppo denaro rispetto a quanto abbiamo dichiarato.

Per l’Agenzia delle Entrate in questo caso sono due le ipotesi: o siete degli spendaccioni o degli evasori.

Al solo scopo di appurare la seconda ipotesi potrebbero scattare dei controlli.

Per insospettire il fisco basta spendere il 20% in più di quanto si guadagna.

C’è anche un altro sistema per aumentare la stretta: le spese detraibili nella dichiarazione dei redditi devono essere state effettuate con pagamenti digitali (bancomat, carte di credito, bonifici). Devono essere cioè tracciati.

L’obiettivo è quello di inserire tutto il possibile nella maxi rete del controllo digitale. In questo modo sarà sempre più complicato eludere il fisco.

Prelievi dal bancomat tracciati: chi spende poco

Voi direte: che importa, non deposito soldi in banca e pago in contanti, così nessuno potrà controllare.

Beh, sarebbe troppo facile. Per questi motivi è stato inventato un altro strumento, il risparmiometro.

Ovvero: il contribuente non fa nessun prelievo al bancomat, le ipotesi sono due:

  • ha deciso di imitare San Francesco e vivere in povertà
  • è in possesso di somme di denaro in contante sottratte al fisco.

Inutile dire che viene sempre ritenuta credibile la seconda ipotesi. E scatta il controllo.

Quindi non solo prelievi dal bancomat tracciati. Il fisco “traccia” anche i mancati prelievi. Oltre ai prelievi eccessivi.

Tutto ruota intorno a quello che facciamo con il bancomat. E se le nostre attività sono solo un filo fuori dal normale, scatta la verifica.

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