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“Prelievo forzoso conti correnti”, come difendersi

Renzi denuncia: "ll governo Meloni ha autorizzato il prelievo forzoso dei conti correnti". Come funzionerà.

di The Wam

Luglio 2023

Il governo ha autorizzato il prelievo forzoso dai conti correnti. A dichiararlo è stato il senatore e leader di Italia Vita, Matteo Renzi, in un post su Twitter. L’ex presidente del consiglio ha citato la Legge delega fiscale, approvata alla Camera. Vediamo di cosa si tratta. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Prelievo forzoso dai conti correnti nella Legge delega fiscale?

L’articolo 16 della delega fiscale supera lo strumento della cartella esattoriale per permettere il recupero delle somme dovute dal contribuente debitore.

Lo fa aprendo alla possibilità di una “automazione della procedura di pignoramento dei rapporti finanziari”. Quella che Renzi definisce “prelievo diretto dai conti correnti dei debitori“.

Cosa dice l’articolo 16 della Legge delega

“1) il progressivo superamento dello strumento del ruolo e della cartella di pagamento per le entrate da affidare all’agente della riscossione, al fine di anticipare l’incasso, da parte di quest’ultimo, delle somme dovute dal debitore, riducendo i tempi per l’avvio delle azioni cautelari ed esecutive, anche attraverso la semplificazione del procedimento di cui all’articolo 29, comma 1, lettera h), del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”;

Qui viene evidenziata la necessità di andare oltre la cartella esattoriale per recuperare i soldi dovuti dal debitore.

Come? Si risponde al punto 3:

“3) la razionalizzazione e l’automazione della procedura di pignoramento dei rapporti finanziari, anche mediante l’introduzione di meccanismi di cooperazione applicativa sin dalla fase della dichiarazione stragiudiziale del terzo, ai sensi dell’articolo 75-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602”;

Proprio quell’automazione che ha fatto urlare allo scandalo Renzi, parlando di “prelievo forzoso dai conti correnti”.

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Renzi: un emendamento contro il prelievo forzoso dei conti correnti

“Meloni mi accusava di essere schiavo delle lobby bancarie, addirittura di pagare il pizzo. Sosteneva che io volessi introdurre il prelievo forzoso dai conti correnti. Era falso”. Ha dichiarato Renzi su Twitter.

Il senatore ha poi aggiunto: “Hanno deciso di entrare nei vostri conti correnti. E chi lo ha deciso? Salvini e Meloni… avevano giurato che non avrebbero mai fatto”.

L’Agenzia delle Entrate e ad altri soggetti istituzionali, conclude, potranno prelevare direttamente i soldi delle tasse o delle multe dai conti dei cittadini.

Renzi si è impegnato a proporre un emendamento per correggere questo aspetto della legge Delega.

Gli fa eco Andrea Marcucci, ex parlamentare del Pd: “Meloni e Salvini se ne sono fregati degli impegni presi, così nella delega fiscale c’è il prelievo forzoso, per entrare nei conti correnti degli italiani e prelevare gli importi delle tasse o delle multe. Spero che molti firmino emendamento annunciato da Matteo Renzi”.

Come evitare il prelievo forzoso dai conti correnti

Ecco alcune strategie per evitare il prelievo forzoso dai conti correnti:

Prelievo forzoso dai conti correnti, il precedente Amato

Il venerdì 10 luglio 1992 il Governo Amato annuncia l’applicazione di un prelievo forzoso dello 0,6 per mille da tutti i conti correnti degli italiani.

La decisione si rese necessaria, spiegò Amato, per salvare i conti pubblici da una situazione di debiti molto elevati, con la Lira messa sotto pressione dai mercati finanziari.

FAQ sul prelievo forzoso dei conti correnti

Che cos’è il prelievo forzoso dai conti correnti?

Il prelievo forzoso dai conti correnti è una misura che consente all’Agenzia delle Entrate o ad altri soggetti istituzionali di prelevare direttamente dai conti correnti dei cittadini le somme dovute per il pagamento di tasse o multe. Tale prelievo può avvenire senza il consenso del titolare del conto e viene effettuato in seguito alla notifica di una cartella esattoriale.

Come funziona la cartella esattoriale?

La cartella esattoriale è un atto di riscossione che l’ente creditore (in genere l’Agenzia delle Entrate) invia al debitore per comunicargli l’importo delle somme dovute. La cartella esattoriale può riguardare il pagamento di imposte, tasse, contributi o sanzioni amministrative non pagate.

L’invio della cartella esattoriale rappresenta la fase finale del procedimento di riscossione, iniziato con l’accertamento dell’obbligazione tributaria e proseguito con l’emissione del ruolo (l’elenco dei debitori e delle relative somme dovute).

Quando viene notificata una cartella esattoriale?

La notifica della cartella esattoriale avviene solitamente quando il debitore non ha saldato i suoi debiti entro i termini previsti.

Dopo la notifica, il debitore può presentare un’eventuale opposizione al giudice tributario nei tempi previsti dalla legge.

Se non viene presentata nessuna opposizione, o se l’opposizione viene respinta, l’ente creditore può procedere con il pignoramento dei beni del debitore, inclusi i fondi presenti sui suoi conti correnti (il cosiddetto “prelievo forzoso”).

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