Il governo: premio di risultato fino a 3000 euro senza tasse

Nuovi aiuti in arrivo per lavoratori e per le famiglie: il premio di risultato fino a 3 mila euro esentasse, oltre che i fringe benefit e un incremento del taglio del cuneo fiscale fino al 5%.

6' di lettura

Nuovi aiuti in vista per i lavoratori, all’esecutivo infatti si parla di un nuovo premio di risultato che potrà raggiungere anche 3 mila euro senza tasse. Andiamo a scoprire nel dettaglio di cosa stiamo parlando e tutti gli aiuti messi in campo fino ad ora dal nuovo governo Meloni (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice:

Aiuti in arrivo per i lavoratori: premio di risultato fino a 3 mila euro

Dei nuovi aiuti in arrivo per le famiglie, ma soprattutto per i lavoratori, ne ha parlato il sottosegretario all’Economia Federico Freni, dichiarando al Corriere della Sera che il nuovo governo ha intenzione di introdurre un nuovo premio di risultato che le imprese potranno corrispondere ai propri lavoratori e questo sarà esentasse fino alla cifra di 3 mila euro.

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Freni ha poi dichiarato: “Le imprese potranno così aiutare i dipendenti a fronteggiare il rincaro del costo della vita senza l’interposizione di un cuneo fiscale e senza cristallizzare aumenti salariali che potrebbero risultare insostenibili”.

Insomma, il premio di risultato fino a 3 mila euro arriverà insieme ad altre due novità: i benefit aziendali, conosciuti anche come fringe benefit e il taglio del cuneo fiscale. Andiamo a scoprire ogni aiuto in arrivo nel dettaglio.

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Premio di risultato, ecco in cosa consiste e le misure sulla tassazione

Concentriamoci subito sulla misura più sostanziosa che si pensa possa essere approvata a breve: il premio di risultato. In particolare, il governo guidato dal nuovo presidente Giorgia Meloni, vorrebbe ridurre la cedolare secca di tassazione dei premi di produttività.

Oggi questa è pari al 10% fino a 3 mila euro, quando il reddito complessivo non superi gli 80 mila euro. Insomma, per il premio di risultato l’esecutivo ha in mente di dimezzare la tassazione, portando la cedolare secca dal 10 al 5%.

Questa, in particolare, è una misura abbastanza onerosa per le casse dello Stato, poiché il costo si aggirerebbe intorno ai 300 milioni di euro.

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Premio di risultato? Non solo, anche fringe benefit e taglio del cuneo

Abbiamo visto cos’è il premio di risultato, scopriamo insieme cosa sono i fringe benefit, anch’essi previsti tra gli aiuti che il governo vuole inoltrare alle famiglie e ai lavoratori per contrastare il caro vita. Spieghiamo, innanzitutto che i fringe benefit sono dei compensi che vengono corrisposti ai dipendenti, ma la loro particolarità è che non sono in denaro.

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Vengono, infatti, accreditati come servizi e beni direttamente nella busta paga del lavoratore. Un esempio pratico, per capire meglio di cosa si tratta, sono i buoni pasto. Con il decreto aiuti bis, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 9 agosto 2022, l’ex governo Draghi aveva incrementato la soglia esentasse di questi “bonus” a 600 euro, mentre prima era stata fissata a poco più di 258 euro. Ora, con il nuovo esecutivo Meloni, ci potrebbe essere un ulteriore aumento, fino a raggiungere quota 1.000 euro, con un costo di circa 150 milioni di euro.

È arrivata proprio qualche giorno fa, inoltre, la conferma dell’Agenzia delle Entrate sulla compatibilità di questo bonus, chiamato anche “bonus bollette”, perché potrà essere erogato ai dipendenti per pagare le utenze domestiche, con il bonus benzina di 200 euro.

In sostanza, entro la fine dell’anno corrente, i lavoratori potranno ottenere in busta paga fringe benefit fino a 800 euro esentasse. Secondo l’ente Agenzia delle Entrate, infatti, le misure sono autonome e compatibili tra di loro. Attenzione, però, perché oltre l’importo di 600 euro per il bonus bollette e di 200 euro per il bonus benzina, gli importi corrisposti dal datore di lavoro saranno soggetti a tassazione nella loro interezza.

Arriviamo, poi, al taglio del cuneo fiscale che non è altro che la differenza tra il lordo corrisposto dal datore di lavoro e il netto che il lavoratore percepisce in busta paga. Per ora il governo guidato dalla leader di Fratelli d’Italia avrebbe intenzione di lasciare il cuneo al 2%, anche se l’obiettivo è aumentare i punti percentuale gradualmente nel tempo, fino ad arrivare al 5%.

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L’aumento del taglio del cuneo fiscale consentirebbe al lavoratore di percepire di più in termini di netto, in busta paga.

Abbiamo visto tutti e tre i sostegni in arrivo con il governo Meloni: il premio di risultato fino a 3 mila euro senza tassazione, i fringe benefit fissati a 600 euro per le bollette e a 200 per il carburante e il taglio del cuneo fiscale. Andiamo, ora a scoprire cosa preoccupa il nuovo esecutivo.

premio di risultato
premio di risultato e altre misure

Premio di risultato e aiuti, cosa preoccupa il governo Meloni

A parte i tre aiuti in vista, relativi al premio di risultato, ai fringe benefits e al taglio del cuneo, c’è qualcosa che preoccupa il governo meloni. Di cosa stiamo parlando? Beh, sicuramente dell’inflazione fissa all’11% che intacca sicuramente gli stipendi.

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In ogni caso, il sottosegretario all’economia ha dichiarato nella medesima intervista al Corriere della Sera, che l’inflazione dovrebbe decrescere proprio dall’inizio del 2023, poiché i livelli dell’indice dei prezzi andranno a confrontarsi con quelli elevati dell’inizio 2022. Il sottosegretario ha poi continuato affermando che:

“Se, come gli indicatori ci dicono, il prezzo del gas è destinato a calare e stabilizzarsi, anche l’inflazione calerà. Ci attendiamo segnali importanti già dal secondo trimestre 2023.”

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