Prescrizione delle multe sospesa durante il Covid?

Prescrizione delle multe sospesa durante il Covid? Vediamo come funziona per gli atti che si stanno notificando in questi giorni. E in particolare se bisogna applicare alla normale data di prescrizione anche i due anni di proroga dei termini che sono stati imposti durante la pandemia dopo aver decreto lo stop all'invio delle cartelle esattoriali per il covid.

5' di lettura

Prescrizione delle multe sospesa durante il Covid? Se lo chiede chi ha ricevuto cartelle esattoriali per multe più vecchie di 5 anni. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Ed è una domanda lecita: se infatti non c’è stata la sospensione della prescrizione per la pandemia quelle sanzioni possono non essere pagate perché prescritte (se l’atto di pagamento è il primo ad essere stato notificato). In caso contrario, e se cioè mentre l’Italia era ferma per il Covid, il governo ha imposto la sospensione dei termini di prescrizione la questione cambia radicalmente. Come è facile immaginare.

Prescrizione delle multe: la proroga dei termini

Ebbene, se ricordate, l’articolo 68, comma 4 bis, del decreto legge numero 18 del 2020, ha di fatto prorogato i termini di prescrizione per i carichi tributari e non tributari (e quindi anche le sanzioni per violazioni al codice della strada), per 24 mesi (due anni, appunto).

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Per un motivo chiaro: in quei due anni le agenzie di riscossione hanno anche evitato di inviare richieste di pagamento ai cittadini che erano già alle prese con le difficoltà economiche causate dalla pandemia e dai conseguenti e ripetuti lockdown. (Cartelle esattoriali, nuova sanatoria o azzeramento)

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Prescrizione delle multe: la legge

Vediamo cosa dice quell’articolo di legge:

«Con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, sono sospesi i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2010, n. 122. I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione. Non si procede al rimborso di quanto già versato. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159».

Prescrizione delle multe: cosa succede

Il che significa che tutti gli atti di pagamento, anche quelli relativi alle multe, che non sono stati consegnati in quei due anni avranno un termine di prescrizione più lungo di due anni. E quindi, se una multa in genere si “annulla” dopo 5 anni, ora bisognerà aspettarne 7.

Cerchiamo di essere più chiari.

Per le multe che si sarebbero dovute prescrivere, ad esempio, nel dicembre 2021, e quindi cinque anni dopo la notificazione del verbale di accertamento, ora la prescrizione è stata prolungata fino al dicembre del 2023. E questo purtroppo ha una conseguenza immediata: se avete ricevuto in questi giorni l’avviso di pagamento di per una multa che si sarebbe prescritta nel 2021, non serve a nulla fare ricorso per invocare i termini di prescrizione. Fino al 2023 quella notifica è pienamente legittima.

Ovviamente se il termine di prescrizione è il 2022, la data per le prescrizione è spostata ancora più in avanti, al 2024.

Prescrizione delle multe: cartelle esattoriali

Non si tratta di una sorpresa: la sospensione dei termini di prescrizione era stata ampiamente pubblicizzata. Ma può essere passata un po’ sotto silenzio nel mare di provvedimenti che sono stati emessi in quei mesi.

Tra l’altro ebbe molta più eco la decisione del governo di sospendere l’invio delle cartelle esattoriali. Ebbene quella sospensione ha portato con sé anche l’inevitabile proroga dei termini di prescrizione.

Fate bene i conti dunque. Di sanzioni e multe per violazioni al codice della strada se ne stanno notificando molte in questi giorni. Prima di ritenere che non si debba pagare più nulla perché l’atto è stato consegnato fuori tempo massimo calcolate anche i due anni in più concessi dalla proroga.

Oltretutto, quello stop all’invio degli atti di pagamento non ha azzerato le cartelle esattoriali. Le ha solo parcheggiate nei magazzini dell’Agenzia delle Entrare. Sono milioni. Molto probabilmente una buona percentuale sarebbe “scaduta” se non fosse intervenuta anche la proroga della prescrizione. Ma così non è stato.

Prescrizione delle multe e delle altre imposte

Abbiamo parlato in questo articolo soprattutto delle multe per violazioni al codice della strada, che hanno una prescrizione a 5 anni. Ma vediamo quali sono gli anni di prescrizione previsti per tutte le imposte e i contributi (quando arrivano è consigliabile, ripetiamo, aggiungere altri due anni):

  • Irpef: 10 anni
  • Iva: 10 anni
  • Ires: 10 anni
  • Irap: 10 anni
  • Imposta di bollo: 10 anni
  • Imposta di registro: 10 ann
  • Contributi Camere di Commercio: 10 anni
  • Tosap: 10 anni
  • Canone Unico Patrimoniale: 10 anni
  • Imu: 5 anni
  • Tasi: 5 anni
  • Tari: 5 anni
  • Contributi Inps: 5 anni
  • Contributi Inail: 5 anni
  • Contravvenzioni stradali (cosiddette multe stradali): 5 anni
  • Sanzioni amministrative: 5 anni
  • Bollo auto: 3 anni
  • Imposta catastale: 10 anni
  • Imposta sugli apparecchi audiovisivi (Canone RAI): 10 anni
  • Sentenze di condanna del giudice per impugnazioni (rigettate) contro cartelle di pagamento: 10 anni.

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