“Riforma della Prescrizione? Principi balordi e poco coraggio”: Video e foto

"Dalla prescrizione al processo celere: le irragionevoli riforme": il resoconto e le immagini dell'incontro promosso dalla Camera Penale di Avellino.



5' di lettura

Un elefante che si muove in una cristalliera, quando sarebbe necessaria l’agilità di una volpe. La metafora calzante, per spiegare l’inefficacia dell’attuale riforma sulla prescrizione varata dal governo a trazione grillina, è stata utilizzata dal professore Agostino De Caro, docente dell’università degli studi del Molise, fra i relatori dell’incontro “Dalla prescrizione al processo celere: le irragionevoli riforme”, promosso dalla Camera Penale di Avellino diretta dall’avvocato Luigi Petrillo.

Un incontro che fa parte di un percorso più ampio che mira a sensibilizzare gli addetti di settore, ma si augura anche di portare una questione delicata e rilevante come la giustizia fuori dal cerchio di chi lavora e vive le aule dei tribunali. Questo perché la parola giustizia non va ridotta a questioni prettamente giudiziarie, ma va intesa come materia viva che si interseca con la vita di una comunità e con l’esercizio della democrazia.

Presidente del tribunale di avellino Beatrice
Il presidente del tribunale di Avellino Vincenzo Beatrice

Prescrizione: l’incontro ad Avellino

I saluti e l’introduzione dell’incontro sono stati affidati al presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, l’avvocato Antonio Barra, e a quello della Camera Penale Irpina, l’avvocato Luigi Petrillo, seguiti dagli avvocati Quirino Iorio e Innocenzo Massaro, membri del direttivo della Camera Penale Irpina. Fra relatori, oltre a De Caro, anche il giudice Luigi Buono, presidente della seconda sezione penale del tribunale di Avellino e la professoressa Antonella Tartaglia Pulcini. Assente, per motivi istituzionali, David Ermini, Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Presente anche il presidente del tribunale di Avellino, il magistrato Vincenzo Beatrice.

Ascolta il professore De Caro

“Principi balordi”

Il professore De Caro ha detto: “La riforma, ribattezzata “processo celere”, mi sembra uno spot pubblicitario. Sono favorevole all’uso dell’informatica e alla “velocizzazione” delle notifiche, ma ci sono dei principi balordi nella nuova riforma. A partire dalla rinuncia alla collegialità (più giudici chiamati a esprimersi) in Appello rispetto a cause trattate da un tribunale in composizione monocratica (un unico giudice) in primo grado. Potenziare l’udienza preliminare (altro principio contenuto nella riforma) può sembrare utile, in realtà è il tentativo inefficace di modificare una formula perdente. Il processo penale non si accelera attraverso l’udienza preliminare. Il gup, oberato di lavoro, preferirà sempre fare un decreto e una sentenza. Se l’udienza preliminare è un filtro relativo, conviene snellire il filtro e puntare a modificare il dibattimento”.

Per De Caro il processo si accelera con una scelta coraggiosa come una depenalizzazione concreta di alcuni reati. E con l’aumento di risorse destinate alla giustizia e del numero dei magistrati.

Video del prof De Caro sulla prescrizione

De Caro contro la riforma della prescrizione

“Bisogna – continua De Caro – agire sull’obbligatorietà dell’azione penale, non affidando ai soli pubblici ministeri le scelte. La prescrizione è un diritto perché, dopo un certo numero di anni, l’imputato non è lo stesso, la sentenza non è rieducativa per una persona cambiata e la collettività non ha più interesse all’esito giudiziario della vicenda. Insomma la sentenza diventa solo una vendetta che non può essere un principio cardine di uno Stato di diritto”.

Da sinistra di chi legge il prof De Caro, gli avvocati Massaro, Barra, Iorio, il giudice Buono e l’avvocato Petrillo

Un giudizio duro, quello del docente, anche per le modifiche previste rispetto al patteggiamento.

“Non risolviamo – dice in proposito De Caro – le criticità di fondo a partire dal fatto che il patteggiamento è un giudizio senza condanna. E poi togliamo una serie di ipotesi di reato, da applicare al patteggiamento stesso, perché abbiamo paura di scelte razionali che potrebbero essere impopolari”.

Ascolta il giudice Buono sulla prescrizione

Il giudice Buono: “Modifiche concrete ed efficaci”

Il giudice Buono aggiunge: “Per accelerare il processo anche nei gradi successivi, non vedo misure urgenti da applicare. E’ un sistema complessivo di riforme, non una particolare, a dover essere realizzato per ottenere modifiche concrete ed efficaci. Alcune proposte ci sono e l’Anm ha fatto avere le sue proposte di riforma, alcune delle quali non rientrano in questo disegno normativo. E’ importante capire che questa riforma avrà i suoi effetti fra quattro cinque anni perché si applica a fatti commessi dopo il primo gennaio 2020. E, quindi, c’è tempo per realizzare interventi migliorativi.”

Pubblico del convegno della prescrizione

Dura critica nei confronti delle sanzioni disciplinari previste per i magistrati che non rispettano i tempi del processo: “Tempistiche definite in astratto senza valutare ogni caso specifico, ogni processo è infatti una realtà autonoma differente da altri procedimenti. Questa previsione della prescrizione che ha effetti dirompenti se il sistema resterà quello attuale. Bloccare la prescrizione, dopo la sentenza di primo grado, rischia di allungare i tempi dei processi nei gradi successivi”.

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