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Home / Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie » Reddito di cittadinanza / Pal da settembre: a chi spetta

Pal da settembre: a chi spetta

A settembre arriva la nuova Prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal), ecco a chi spetta.

di Alda Moleti

Aprile 2023

Ecco la guida completa sulla nuova Prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal) (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal): che cos’è?

Il decreto lavoro dovrebbe arrivare al vaglio del Consiglio dei Ministri il 1° maggio, nel frattempo sono già state diffuse le prime bozze che contengono le misure che andranno a sostituire il Reddito di cittadinanza.

Per sostituire il Rdc il Decreto ha previsto, infatti, tre distinte misure: la Prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal), la Garanzia per l’inclusione (Gil) e la Garanzia per l’attivazione lavorativa (Gal).

Le misure sono destinate a diverse categorie di beneficiari, ma tra queste solo la Pal sarà attivata già a settembre 2023 ed avrà una validità temporanea. Questa è infatti destinata a quanti perderanno il Rdc già quest’anno, poi con l’arrivo del 2024 sia Rdc che Pal spariranno, per fare posto alle altre due misure che saranno le definitive.

Tra pochissimo spiegheremo in dettaglio in cosa consiste la Prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal) ed a chi è destinata. Intanto, vale la pena di ricordare che il testo del Decreto lavoro che conosciamo è ancora una bozza, perciò non è detto che quello che arriverà a maggio davanti al CdM non presenti modifiche e ritocchi.

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Prestazione di accompagnamento al lavoro: a chi spetta?

La legge di bilancio 2023 è drasticamente intervenuta sul Reddito di cittadinanza riducendone ad esempio la durata a soli 7 mesi. Per effetto di questo cambiamento, quanti hanno richiesto e ottenuto il Rdc ad inizio 2023, già a luglio perderanno il beneficio, senza poterlo rinnovare.

Queste persone dopo la perdita del Rdc potranno temporaneamente richiedere la Prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal). La misura, stando ai piani, dovrebbe essere attivata il 1 settembre 2023 e terminare il 31 dicembre dello stesso anno.

L’obiettivo della Pal è infatti quello di tamponare gli effetti negativi della legge di bilancio 2023, fino a che non entreranno in vigore nel 2024 le due nuove misure, cioè la Gil e la Gal, che prenderanno davvero il posto del Rdc.

Prestazione di accompagnamento al lavoro: come richiederla e quali sono gli importi?

Stando sempre al testo del Decreto lavoro, così come la conosciamo, la Pal non sarà un beneficio accordato in automatico, cioè quanti perderanno il Rdc dovranno richiedere la nuova misura.

Il Decreto anticipa infatti che la domanda per la Pal potrà essere inviata online sul sito dell’INPS o chiedendo l’aiuto di Caf e Patronato.

La Pal potrà essere richiesta da ogni componente del nucleo familiare ai fini ISEE, se il nucleo percepiva il Rdc e se, quando si richiede la nuova misura, esso continua ad avere gli stessi requisiti di reddito e patrimonio che davano diritto al Reddito di cittadinanza.

Per quanto riguarda gli importi, la Pal assegna una cifra secca di 350 euro per ogni beneficiario. Tuttavia, se a percepirla è più di un componente nel nucleo, l’importo complessivo non può superare la cifra che prima lo stesso nucleo percepiva come Rdc.

Ripetiamo ancora una volta, anche a costo di essere pedanti, che queste informazioni sono contenute nella bozza del Decreto lavoro, ma non è escluso che questa sia modificata già prima di arrivare in Parlamento.

Prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal): da cosa sarà sostituita nel 2024?

Come abbiamo più volte ripetuto, la Pal sarà attiva solo fino al 31 dicembre 2023, mentre nel 2024 sparirà insieme al Rdc.

L’anno prossimo infatti al posto del Reddito di cittadinanza e della Pal, stando alla bozza del decreto Lavoro, arriveranno due nuove misure: la Garanzia per l’inclusione (Gil) e la Garanzia per l’attivazione lavorativa (Gal).

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Prestazione di accompagnamento al lavoro. In foto la bozza del decreto lavoro.

Come funziona la Garanzia per l’inclusione (Gil)

La Garanzia per l’inclusione (Gil) sarà la misura rivolta agli inoccupabili, cioè, come recita il testo del Decreto (art. 2), “ai nuclei familiari al cui interno vi sia almeno un componente con disabilità o minorenne o con almeno sessant’anni di età o un soggetto a cui è stata riconosciuta una patologia che dà luogo ad assegno per l’invalidità civile anche temporaneo“.

I requisiti di reddito per richiedere la Garanzia per l’inclusione non sono perfettamente chiari, poiché nella bozza in circolazione è previsto un limite ISEE di 7.200 euro, tuttavia sappiamo che il Governo sta pensando a ritoccare questa soglia ISEE.

Ad ogni modo, il calcolo degli importi dovrebbe avvenire con una modalità simile al Rdc, cioè tenendo conto della composizione del nucleo familiare. La Gil però dovrebbe essere meno generosa soprattutto nei confronti dei nuclei composti da più di un membro adulto.

Trovate un ipotetico calcolo delle somme spettanti, nel nostro articolo dedicato proprio a come cambiano gli importi con la Gil.

Come funziona la Garanzia per l’attivazione lavorativa (Gal)

Nel 2024 l’altra misura attiva sarà la Garanzia per l’attivazione lavorativa (Gal), che si rivolge ai cittadini, tra i 18 ed i 59 anni, che non hanno i requisiti per beneficiare della Gil, ovvero gli occupabili.

Per adesso la bozza del Decreto lavoro prevede che la Gal possa essere richiesta solo se il nucleo familiare non supera i 6.000 euro all’anno, sempre che il requisito non sia modificato.

Il beneficio della Gal dura 12 mesi, dopo i quali non potrà essere rinnovata. Questa assegnerà un importo fisso di 350 euro a beneficiario, ma potrà essere richiesta da massimo due componenti nel nucleo. Inoltre, qualora nello stesso nucleo la Pal sia corrisposta a due componenti, al primo spettano 350 euro al mese, mentre al secondo solo 175 euro.

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