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Prestazione occasionale 2023: limiti, regole, come fare

Si tratta di situazioni in cui vi sono soggetti esonerati dall’apertura di una Partita Iva in quanto svolgono l’attività professionale in modo non abituale e continuativo. Di seguito la guida sulla prestazione occasionale 2023.

di Valerio Pisaniello

Gennaio 2023

La prestazione occasionale 2023 è uno strumento utilizzato dai soggetti che vogliono intraprendere attività professionali in modo saltuario e sporadico. Ma vi sono limiti e regole da seguire (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unicoLeggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Prestazione occasionale 2023: la normativa 

Oggi molti pensano che la prestazione occasionale 2023 sia l’alternativa alla Partita Iva. Ovvero la soluzione per fare attività professionali o commerciali, senza dover pensare agli adempimenti fiscali. Niente di più sbagliato.

Inoltre, l’articolo 54-bis del D.L. n. 50/2017 ha introdotto la disciplina sul lavoro occasionale accessorio (da non confondere con il lavoro autonomo occasionale).

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Prestazione occasionale 2023: fino a quanto posso guadagnare?

Prestazione occasionale 2023. I limiti economici fanno riferimento al fatto che ciascun lavoratore può sottoscrivere in un anno uno o più contratti di prestazione occasionale per un valore complessivo di massimo 5mila euro netti.

Prestazione occasionale 2023: differenze

Il punto di partenza per comprendere al meglio questa guida è capire che la stessa è suddivisa in due parti, che seguono la disciplina delle prestazioni occasionali.

La prestazione occasionale è una attività lavorativa svolta in modo del tutto occasionale, episodica, e non continuativa nel tempo.

Questo tipo di attività può assumere natura di:

Prestazione occasionale 2023: le forme di collaborazione 

La prima disciplina che andiamo ad analizzare riguarda lo svolgimento di attività professionali in modo episodico, saltuario e non continuativo nel tempo (collaborazioni occasionali).

In particolare, le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, di cui all’art. 2222 c.c. riguardano attività episodiche, saltuarie e non programmate (vedasi sul punto la nota del Ministero delle Finanze n. 984/97).

Tali attività, proprio per queste caratteristiche si differenziano dalle attività professionali svolte con abitualità, regolarità, e sistematicità dei comportamenti e professionalità (svolgimento di una pluralità di atti coordinati tra di loro finalizzati a un identico scopo).

Si può definire come prestazione di lavoro autonomo occasionale: qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione

Sotto il profilo fiscale, infatti, vi sono differenze nella qualificazione del reddito tra:

Prestazione occasionale 2023: possibile il lavoro autonomo senza P. Iva?

La domanda sull’argomento lavoro occasionale che maggiormente mi viene posta è se sia possibile lavorare senza partita IVA per l’esercizio di attività di lavoro autonomo. La risposta non può che essere affermativa, lavorare senza partita IVA è possibile ma solo a determinate condizioni:

Rispettando queste condizioni è possibile operare senza partita Iva. Tuttavia, come avrai capito il lavoro senza partita Iva non può che essere qualcosa di temporaneo, utilizzabile fino a quando l’attività non assume il carattere di abitualità e professionalità.

Prestazione occasionale 2023: le caratteristiche 

Come accennato all’inizio di questa analisi affinché un soggetto possa svolgere un’attività di lavoro autonomo senza Partita IVA, è necessario rispettare i seguenti requisiti:

Nell’ipotesi in cui la prestazione occasionale perda i suoi requisiti, troveranno applicazione le discipline riguardanti:

Nel caso del lavoro autonomo ti consiglio di verificare e valutare se possiedi i requisiti per beneficiare dei vantaggi offerti dal c.d. “regime forfettario“. Si tratta di un regime di vantaggio che presenta una semplificazione degli adempimenti e una riduzione delle imposte dovute, ma soltanto rispettando i requisiti di accesso e di permanenza.

Per maggiori informazioni su questo regime puoi leggere: “Regime forfettario per i contribuenti minori“.

Le attività di lavoro autonomo eseguite in maniera del tutto sporadica e non abituale sono svolte quotidianamente da tantissime persone. Molto spesso accanto alla propria attività lavorativa principale (lavoro dipendente o lavoro autonomo con Partita IVA o di impresa) esercitano un’attività professionale saltuaria.

Prestazione occasionale 2023: l’inquadramento contrattuale

Quando ci sia accorda per l’effettuazione di una collaborazione occasionale molto spesso ci si accorda verbalmente.

Per la mia esperienza si tratta di una cosa assolutamente da evitare. Quando un committente incarica un soggetto che esercita in modo “non professionale” sa benissimo di contrattare con una posizione di forza.

In molti casi, vengono raggiunti accordi verbali proprio per evitare di avere documentazione che possa provare il lavoro del prestatore, e quindi, potersi porre nella condizione di non pagarlo. È una situazione molto più frequente di quanto possa sembrare.

Ci sono aziende che si approfittano del lavoro di studenti e disoccupati, in questo modo. Se puoi, evita accordi di questo tipo. Ma soprattutto chiedi sempre un contratto scritto che abbia ad oggetto lo svolgimento di lavoro occasionale.

Nella redazione del contratto di collaborazione occasionale dovrai fare attenzione a tre aspetti.

So che questi punti possono sembrarti aspetti banali, ma ti assicuro che nella pratica quotidiana non lo sono affatto.

Prestazione occasionale 2023: la ricevuta non fiscale 

Il soggetto che effettua la prestazione di lavoro autonomo occasionale è tenuto a rilasciare al soggetto committente della prestazione, una ricevuta “non fiscale“.

Tieni presente che l’emissione della ricevuta non è obbligatoria, a meno che non sia il committente a richiederla, a condizione che il regolamento della prestazione avvenga con mezzi tracciabili (bonifico, carta, assegno, etc).

La ricevuta assume la funzione di “quietanza di pagamento“, quindi la sua emissione certifica l’avvenuto pagamento della prestazione. Per questo è importante emettere la ricevuta non prima dell’avvenuto pagamento del compenso da parte del committente.

Puoi redigere la ricevuta anche su un normale foglio di carta, a condizione che tu riporti questi elementi obbligatori:

Voglio precisare che la ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la prestazione. In pratica, si tratta di un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere e versare all’Amministrazione finanziaria per conto del soggetto che presta la propria attività professionale.

La ritenuta d’acconto deve essere applicata soltanto nel caso in cui la prestazione occasionale è svolta nei confronti di sostituti di imposta.

Prestazione occasionale 2023: i sostituti di imposta

Se stai compilando la ricevuta per lavoro occasionale sono sicuro che ti stai chiedendo se nel tuo caso devi applicare la ritenuta di acconto o meno.

Come detto, la ritenuta di acconto si applica solo se il tuo committente rientra tra quelli indicati nell’articolo 23 del DPR n. 600/73. Tale disposizione identifica i sostituti di imposta, che possono essere così sintetizzati:

Se il tuo committente rientra tra questi devi inserire la ritenuta di acconto nella tua ricevuta per la lavoro autonomo occasionale. Facciamo un esempio:

Compenso lordo della prestazione1.000 €
Ritenuta di acconto del 20%200 €
Compenso netto da corrispondere800 €
Le voci della ritenuta d’acconto 2023

Prestazione occasionale 2023: la marca da bollo 

Prestazione occasionale 2023. Altro aspetto su cui prestare attenzione è data da attribuire alla ricevuta. Data che deve essere obbligatoriamente quella in cui il prestatore ha ricevuto il compenso da parte del committente.

La ricevuta, infatti, ha la funzione di certificare al committente l’avvenuto pagamento della prestazione richiesta. Ed allo stesso tempo rappresenta strumento utile al contribuente per rendicontare i propri compensi percepiti, per la predisposizione della propria dichiarazione dei redditi.

Altro elemento indispensabile per la corretta compilazione della ricevuta è l’apposizione della marca da bollo.

Trattandosi di una ricevuta “non fiscale“, il legislatore ha previsto l’apposizione sulla ricevuta di una marca da bollo da 2,00 euro. Questo nel caso in cui l’importo della prestazione superi la soglia di 77,47 euro.

La marca da bollo deve riportare una data anteriore rispetto a quella di emissione della ricevuta. Altrimenti si incorrerà in sanzione. Ricordo che l’importo della marca da bollo può essere chiesto a rimborso al committente della prestazione.

Infine, se la ricevuta è nei confronti di committente estero, è comunque opportuno apporla.

Prestazione occasionale 2023: obbligo di comunicazione preventiva 

Una rilevante novità in materia di prestazioni di lavoro autonomo occasionale, approvata dal Senato, è stata introdotta con un emendamento in sede di conversione in Legge del cosiddetto Decreto Fiscale (D.L. n. 146/2021).

Infatti, al fine di svolgere attività di monitoraggio e contrastare forme elusive di tale tipologia lavorativa, l’avvio dell’attività dei lavoratori autonomi occasionali deve essere oggetto di preventiva comunicazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente da parte del committente.

La comunicazione deve essere effettuata mediante sms o posta elettronica, secondo le modalità operative applicate in caso di rapporti di lavoro intermittente.

In particolare, la comunicazione preventiva deve essere effettuata, a partire dal 1° maggio 2022 esclusivamente con un unico canale telematico valido presente su “Servizio Lavoro” messo a disposizione dal ministero del Lavoro.

Il modello di comunicazione permette di scegliere tre ipotesi per il termine entro il quale deve essere conclusa l’opera o il servizio: entro 7, 15 o 30 giorni.

Se, invece, l’opera o il servizio non saranno conclusi nell’arco temporale indicato, si renderà necessario effettuare una nuova comunicazione.

L’Ispettorato del lavoro, è chiamato ad adottare un provvedimento di sospensione dell’attività lavorativa qualora riscontri che almeno il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti, al momento dell’accesso ispettivo:

In particolare, i requisiti essenziali del lavoratore autonomo occasionale, è opportuno ricordare, che sono i seguenti:

La nuova disposizione prevede poi che, in caso di violazione dei predetti obblighi, si applichi una sanzione amministrativa di importo compreso tra 500 e 2.500 euro per ciascun lavoratore autonomo per cui sia stata omessa la comunicazione preventiva.

Sul punto si attendono pertanto ulteriori chiarimenti al fine di comprendere con precisione secondo quali modalità il committente debba ottemperare a tali nuovi adempimenti in caso di utilizzo di prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

Con la nota congiunta dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro con il Ministero del Lavoro n. 109/2022 sono state, infatti, pubblicate dieci Faq che forniscono importanti chiarimenti su alcuni aspetti inerenti al nuovo adempimento, sul quale, anche dopo la nota n. 29/2022, permanevano ancora alcuni interrogativi.

Prestazione occasionale 2023: i soggetti obbligati alla comunicazione preventiva 

Per quanto riguarda i soggetti obbligati alla comunicazione è stato evidenziato come tale adempimento sia collocato all’interno dell’art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008, che disciplina il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Questo fa si che l’applicabilità della comunicazione preventiva nel lavoro autonomo occasionale riguardi soltanto i committenti che operano in qualità di imprenditori sono tenuti a effettuare la comunicazione di avvio delle prestazioni occasionali.

In perfetta coerenza con tale orientamento, la nota n. 109/2022 esclude dal campo di applicazione tutti quei committenti privi di tale status normativo.

Pertanto, devono ritenersi esclusi da tale comunicazione i liberi professionisti (o gli studi professionali), ove gli stessi non operino e non siano organizzati in forma d’impresa, le pubbliche amministrazioni.

Sono esclusi anche gli enti del terzo settore, a condizione che non svolgano attività commerciale. Qualora venga esercitata attività di impresa la comunicazione si rende necessaria, ma solo nei confronti di quei lavoratori che, mediante prestazione autonoma occasionale, vengano impiegati in attività che rivestono i caratteri dell’imprenditorialità.

Sono escluse da tale obbligo comunicativo anche le associazioni e società sportive dilettantistiche. In tutti questi casi è proprio l’assenza della natura imprenditoriale e dello scopo di lucro a determinarne l’esclusione dal campo di applicazione della normativa. Sono esclusi dalla comunicazione anche i lavoratori dello spettacolo i quali, tuttavia, sono soggetti a certificato di agibilità.

L’obbligo di comunicazione non riguarda gli addetti alle vendite e i procacciatori d’affari, in quanto attività che, se anche rese in modo occasionale, hanno comunque natura commerciale e i cui compensi e le cui provvigioni sono diversamente inquadrate nell’ambito dell’art. 67 comma 1 lett. i) del TUIR (la nota n. 29/2022 si riferiva ai redditi diversi ex art. 67 comma 1 lett. l). Inoltre il lavoro da remoto, non esonera dall’effettuare la comunicazione a meno che non si tratti di prestazione intellettuale.

Prestazione occasionale 2023: le nuove regole
Prestazione occasionale 2023: le nuove regole: nella foto una calcolatrice e varie buste paga

Prestazione occasionale 2023: prestazioni intellettuali escluse dalla comunicazione preventiva 

Prestazione occasionale 2023. L’aspetto sicuramente di maggiore interesse riguarda l’ambito dell’attività lavorativa da comunicare. La nota 109/2022 prevede l’esclusione dall’obbligo di comunicazione nei confronti delle prestazioni che abbiano una natura prettamente intellettuale.

Pertanto, tutte le attività di natura intellettuale, come ad esempio, i correttori di bozze, i progettisti grafici, i lettori di opere in festival o in libreria, i relatori in convegni e conferenze, i docenti e i redattori di articoli e testi.

La natura meramente esemplificativa di tale elencazione comporta, quindi, la possibilità di ritenere esonerate anche ulteriori ipotesi, a condizione che le prestazioni siano di natura esclusivamente intellettuale.

Nella nota 109/2022, l’Ispettorato ha chiarito che il luogo di svolgimento della prestazione non è una scriminante dell’obbligo di comunicazione.

Perciò, in caso di lavoro svolto da remoto con modalità telematica dall’abitazione o dall’ufficio della voratore, sarà necessaria la comunicazione, salvo che non si tratti di una prestazione prettamente intellettuale.

Se invece la prestazione di lavoro occasionale è resa in smart working fuori dal territorio italiano, da lavoratori non residenti in Italia, la disciplina applicabile sarà quella del Paese dove viene eseguito il lavoro.

Prestazione occasionale 2023: la dichiarazione dei redditi 

Aspetto importante riguarda la possibilità di essere esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Questa possibilità riguarda unicamente i soggetti che hanno percepito soltanto redditi da collaborazioni occasionali sotto la soglia di 4.800 euro lordi annui. Sotto questa soglia il reddito percepito può non essere inserito in dichiarazione. Fino a tale valore vi è, infatti, una specifica detrazione IRPEF che abbatte (ed azzera) l’imposta (IRPEF) dovuta.

Se ti trovi in questa fattispecie ti consiglio di prestare attenzione perché potresti sfruttare un vantaggio. Se hai svolto prestazioni occasionali verso un sostituto di imposta che ti ha applicato la ritenuta di acconto presentare la dichiarazione per te è vantaggioso.

Con un reddito inferiore ai 4.800 euro di prestazione di lavoro occasionale e con ritenute di acconto subite presentare la dichiarazione dei redditi ti consente il recupero delle ritenute d’acconto subite.

Queste, infatti, in dichiarazione si trasformano in crediti di imposta che possano essere sfruttati, alternativamente:

Prestazione occasionale 2023: la disciplina previdenziale 

Nel caso in cui il prestatore di lavoro occasionale raggiunga nell’anno la soglia di 5.000 euro lorde di prestazioni occasionali c’è l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. Questo è quanto disposto dall’articolo 44 del D.L. n. 269/2003, convertito dalla Legge n. 326/2003. Questa norma prevede, quindi, l’obbligo della contribuzione previdenziale in capo ai prestatori che superano la soglia annua di 5.000 euro lorde di prestazioni occasionali.

La soglia di 5.000 euro lorde annue deve essere così conteggiata:

Prendendo a riferimento solo le prestazioni occasionali svolte
Sommando tutti gli importi lordi incassati nell’anno fino a quel momento
Considerando gli importi percepiti da tutti i committenti
Escludendo tutti i redditi di altre categorie (es. lavoro dipendente o autonomo)
Il conteggio della soglia massima della ritenuta d’acconto

Di seguito le novità sul portale INPS.

Prestazione occasionale 2023: che succede se supero i 5mila euro? 

Altro aspetto da chiarire riguarda la voce che vede che soglia di 5mila euro e Partita IVA siano collegati. E’ bene ribadirlo ancora una volta, non è così!

L’obbligo di apertura della Partita IVA è indipendente dal volume di compensi raggiunto. La Partita Iva si apre quando una attività professionale diventa abituale e continuativa nel tempo.

Se ad esempio realizzi testi per testate giornalistiche e lo fai esclusivamente nel tempo libero o nel fine settimana, due volte al mese, anche se superi i 5mila euro non avrai obbligo di partita Iva.

L’attività esercitata non è abituale, ed in questo non influisce il volume dei tuoi compensi. Al massimo se superi di 5mila euro dovrai iscriverti alla Gestione separata INPS e versare i contributi.

Se, invece, l’attività di scrittura viene svolta tutti i fine settimana dell’anno, o anche durante la settimana, ecco che c’è una continuità dell’attività nell’anno. A questo punto, sempre indipendentemente dal compenso percepito vi è obbligo di operare con Partita Iva.

Fonti e materiale di approfondimento

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