Prestiti a cattivi pagatori, quale banca non guarda il CRIF?

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È molto difficile che una banca o un istituto finanziario conceda prestiti a cattivi pagatori, ecco perché, in questo articolo, vedremo se esistono istituti di credito che non controllano il CRIF (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Prestiti a cattivi pagatori: che cos’è il CRIF?

In periodi di crisi economica come questo, con l’inflazione che ha raggiunto l’8% come non si vedeva dal 1986, molti trovano difficile ripagare prestiti e mutui. Spesso si saltano una o due rate, a volte non si riesce a rimborsare tutto il prestito.

Ed è così che si diventa cattivi pagatori e si può finire nella black list, ovvero la lista dei cattivi pagatori. La più importante e grande banca dati, quella più consultata dalle banche e dagli istituti finanziari è proprio il CRIF, Centrale Rischi Finanziari.

Nel CRIF finiscono tutti coloro, persone fisiche o giuridiche, che richiedono un prestito personale, un mutuo o qualsiasi finanziamento. Essere iscritti al CRIF non significa essere automaticamente cattivi pagatori. Solo se non si rimborsano alcune rate o si pagano in ritardo, si rischia di essere iscritti tra i cattivi pagatori del CRIF.

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Prestiti a cattivi pagatori: quando si diventa cattivi pagatori?

Prestiti a cattivi pagatori. Come spieghiamo in questo dettagliato articolo sui debiti non pagati, per diventare cattivi pagatori basta non pagare una rata del prestito o essere in ritardo. Per le banche e gli istituti finanziari, il cattivo pagatore è colui che è inadempiente agli obblighi contrattuali ovvero colui che paga in ritardo o non paga affatto uno o più rate di un prestito.

Secondo il Testo Unico bancario, gli istituti di credito sono autorizzati non solo ad utilizzare mezzi extragiudiziali (come una lettera di sollecito) o giudiziali (come il decreto ingiuntivo) per soddisfare il loro credito, ma possono segnalare il cattivo pagatore a delle specifiche banche dati.

La più importante è il CRIF. All’interno di questa banca dati c’è una black list di cattivi pagatori, ovvero debitori inaffidabili.

Quando si entra a far parte di questa lista diventa difficile, per non dire impossibile, ricevere prestiti, finanziamento o mutui da parte di istituti di credito o finanziari. Non solo! Sarà complicato anche riuscire ad aprire un conto corrente, ottenere un libretto di assegno o una carta di credito.

Ecco perché è importante, prima di richiedere un finanziamento, verificare se si è iscritti nella lista dei cattivi pagatori, seguendo le istruzioni in questo articolo.

Ecco perché è importante scoprire come cancellarsi il prima possibile dal CRIF.

Banche restie a concedere prestiti a cattivi pagatori: perché?

Una banca concede un prestito solo se può essere sicura che il debitore lo restituirà entro un periodo di tempo concordato.

Pertanto, la banca finanziatrice difficilmente concede un prestito se il controllo preventivo effettuato al CRIF fa venir fuori che il richiedente è un cattivo pagatore, perché significa che è un debitore inaffidabile e l’istituto di credito difficilmente vuole assumersi questo rischio.

Un debitore insolvente è inaffidabile e se è inaffidabile, significa che gli istituti di credito non si fideranno di lui e non gli faranno credito.

Ma non è sempre così, a volte può succedere che alcune banche concedano un prestito personale o un mutuo anche ad un cattivo pagatore, ma ad alcune condizioni.

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Esistono banche che concedono prestiti a cattivi pagatori?

A seconda della solvibilità e dell’importo richiesto in prestito, la banca potrà prendere in considerazione diversi mezzi di garanzia.

In alcuni casi la banca richiede una serie di garanzie di solvibilità e può succedere che ne richieda di maggiori quando si risulta cattivi pagatori. Può richiedere una combinazione di titoli, ad esempio un pegno, un’ipoteca, una garanzia personale da parte di una terza persona, la stipula di un’assicurazione, un patrimonio di titoli come garanzia.

Di solito tutte le banche controllano il CRIF e la maggior parte di esse non concede credito se il richiedente è tra i cattivi pagatori. A volte può succedere però che con una serie di garanzie, come quelle elencate prima, ma soprattutto con la stipula di una polizza assicurativa, una banca riesca a concedere prestiti a cattivi pagatori.

Quindi alla domanda se esistono banche che non si avvalgono del CRIF, possiamo rispondere serenamente di no. Non ci sono banche o finanziarie che non controllano il CRIF, ma potrebbero esserci rari istituti che decidono di concedere ugualmente il prestito nonostante la segnalazione alla black list del richiedente.

Infine è importante ricordare che non si resta cattivi pagatori per sempre, come spieghiamo dettagliatamente in questo articolo.

Prestiti a cattivi pagatori
Prestiti a cattivi pagatori: esistono banche che non guardano il CRIF?

Come ricevere un prestito anche se si è iscritti al CRIF?

Prestiti a cattivi pagatori? Ci sono tre modi per ricevere un prestito anche se si è iscritti al CRIF:

  • la delega di pagamento;
  • prestito delega;
  • cessione del quinto.

Il primo è un prestito concesso solo ai cattivi pagatori che sono dipendenti. Il rimborso del prestito avverrà con delle trattenute dallo stipendio mensile e la somma sarà versata alla banca direttamente dal datore di lavoro.

Nel prestito delega, le rate vengono rimborsate direttamente tramite il conto corrente appena la retribuzione viene accreditata. Ma è necessario firmare una cambiale come garanzia.

Il più diffuso metodo per ottenere un prestito, però, è la cessione del quinto. Si tratta di un prestito concesso ai dipendenti a tempo indeterminato pubblici, statali e privati o pensionati. Si ripaga e si estingue con la cessione di un quinto dello stipendio o della pensione ogni mese.

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