Prestiti personali a interesse negativo, esistono davvero

Scopri se esistono davvero i prestiti personali a interesse negativo, cosa sono e come richiederli.

6' di lettura

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INDICE:

Prestiti personali a interesse negativo: cosa sono e come funzionano?

I prestiti personali a interesse negativo esistono e sono anche molto diffusi nell’ultimo periodo.

Sono un particolarissimo tipo di finanziamento che, in realtà, non si distacca molto da quelli tradizionali. Vediamo prima di tutto quali sono i punti in comune tra prestiti tradizionali e prestiti personali a interesse negativo.

Sono entrambi erogati da banche e danno la possibilità di ottenere cifre di denaro piccole, medie o grandi, nel caso dei mutui.

Questo denaro viene richiesto per i più svariati motivi: effettuare lavori di ristrutturazione, comprare azioni, effettuare degli investimenti, avere a disposizione della liquidità.

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Ottenerli non è complicato quando si parla di cifre basse, sicuramente aiutano due fattori:

  • avere un lavoro a tempo indeterminato o, nel caso delle Partite Iva, delle entrate dimostrabili e una certa solidità aziendale data da almeno 2 anni di attività;
  • non essere stati segnalati nelle liste dei cattivi pagatori.

In realtà anche senza questi requisiti si potrebbe ottenere un prestito. Occorreranno, però, delle garanzie aggiuntive o un garante. Come i prestiti tradizionali, anche i prestiti personali a interesse negativo vanno restituiti tramite una serie di rate, di solito mensili.

Queste rate sono composte da due “quote” e qui c’è la grande differenza.

Per i prestiti tradizionali si hanno:

  • la quota capitale, che serve a restituire il denaro ricevuto in prestito;
  • la quota d’interessi, che rappresenta il guadagno vero e proprio della banca.

In sostanza, per fare un esempio, se si ricevono in prestito 10.000 euro, con un tasso di interessi al 4%, il totale da restituire alla fine sarà 10.400 euro. Quei 400 euro in più rappresentano il guadagno dell’istituto di credito.

In realtà nella quota d’interessi non c’è solo questo, ma anche le spese accessorie, come quelle per la gestione della pratica o per eventuali assicurazioni.

Tutto è ben descritto nei preventivi, che bisogna leggere con attenzione prima di firmare qualsiasi tipo di contratto, soprattutto per quanto riguarda gli indici Tan e Taeg.

Quando si parla di prestiti personali a interesse negativo, invece, il capitale da restituire può essere inferiore a quello che viene concesso in prestito all’inizio.

Questo, naturalmente, si verifica solo nel caso in cui tutte le spese accessorie, marche da bollo e spread applicato al tasso, non riportino il tasso a livello positivo.

Ora potrai chiederti: ma come fa la banca a guadagnarci? Sembra strano ma, lo fa. Nessuna banca presterebbe soldi se non ne ricavasse dei guadagni, anche minimi.

E questo succede anche con i prestiti personali a interesse negativo. Come? Basta capire come il denaro arriva alla banca in questo caso. Visto che non vogliamo scendere in dettagli tecnici, proveremo a sintetizzare al massimo.

Le banche, soprattutto quelle piccole, non hanno sempre il denaro a disposizione da concedere in prestito per mutui o finanziamenti.

Succede, quindi, che prendano loro stesse i soldi da banche più grandi. Anche questo prestito avrà un costo che è dato dal parametro Euribor. Devi sapere che questo valore, dal 2015, è negativo.

Questo significa che se una banca piccola prende il denaro da una banca più grande con un tasso molto negativo, aumentando di poco il tasso, guadagnerà dall’operazione finale, mantenendo comunque un tasso negativo anche al prestito concesso al cliente.

Prestiti personali a interesse negativo, esistono davvero
Prestiti personali a interesse negativo, esistono davvero.

Domanda che sorge ora: e la banca di grandi dimensioni dove ci guadagna?

Anche qui dipende sempre da dove arriva il denaro.

Si sono create, infatti, due situazioni:

  • la prima riguarda il cosiddetto Quantitative Easing. Si tratta di uno strumento attraverso il quale la Banca Centrale Europea ha iniettato capitali sul mercato. Lo scopo era quello di fornire di capitali le banche così da far in modo che queste finanziassero il sistema produttivo, come industrie, piccole e medie imprese, artigiani, agricoltura. Ciò non è successo: le banche hanno spostato il denaro sul mercato finanziario, per favorire la discesa degli interessi;
  • la seconda riguarda le analisi degli esperti, che vedono la crescita dell’area euro ancora lontana. Anzi, c’è chi sospetta che si potrebbe avere anche un ulteriore calo. Quindi l’aspettativa è quella che chi ha investito in obbligazioni a tasso negativo, possa veder salire i tassi e ottenere gradi guadagni.

Sappiamo che può sembrare strano o complesso, ma in realtà è un sistema abbastanza facile da capire una volta che si è acquistata una certa dimestichezza con il linguaggio.

Ora che abbiamo capito cosa sono e come funzionano, esistono anche in Italia i prestiti a interesse negativo? Scopriamolo nel prossimo paragrafo.

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Prestiti personali a interesse negativo: esistono possibilità di ottenerli in Italia?

Ci sono varie opportunità per ottenere uno dei prestiti personali a tasso negativo anche in Italia.

Prendiamo come esempio l’offerta di Younited Credit.

Il prestito a tasso negativo proposto è il seguente:

Somma concessa in prestitoDurataRata mensileTan inizialeTaeg inizialeImporto dovutoCashback ai primi 200 clientiTan finaleTaeg finaleTotale da restituire
1.000 euro24 mesi43,46 € 3,77%3.84%1.043,04 €54,03 €3,77%-1%989,01 €
Prestiti personali a interesse negativo

Come puoi vedere, grazie alla restituzione del denaro che avviene direttamente sul finanziamento, il totale del costo è di -10,99 euro.

Questo è un esempio, puoi trovare altre offerte in rete ma ricorda due cose:

  • presta sempre la massima attenzione, leggi i preventivi, confrontali e consulta un esperto se hai dei dubbi;
  • anche se il tasso è negativo, il prestito andrà restituito. Saltare anche una sola rata può avere conseguenze molto negative, fino ad arrivare al pignoramento dei beni.

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