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Prima aliquota Irpef a 28mila: quanto guadagni

Scopri quanto guadagni con la prima aliquota Irpef a 28mila euro.

di The Wam

Settembre 2023

Con la prima aliquota Irpef a 28mila euro, si potrebbe avere un netto in busta paga più alto di qualche centinaio di euro l’anno. Il governo ha come obiettivo la riduzione degli scaglioni già a partire dal 2024. La riforma fiscale si farà, ma le risorse al momento sono poche: per questo motivo l’ipotesi più probabile è proprio quella di accorpare le prime due aliquote. Vediamo quanto potrebbero guadagnarci i contribuenti. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è la prima aliquota Irpef a 28mila euro?

Con la prima aliquota Irpef a 28mila euro, si avrà un netto in busta paga più alto di qualche centinaio di euro all’anno. L’intenzione del governo è quella di rivedere e semplificare gli scaglioni IRPEF, con possibili variazioni già nel 2024.

Tuttavia, la realizzazione effettiva dipenderà dalle risorse disponibili e dalle decisioni future.

Come cambia l’Irpef con la prima aliquota a 28mila?

L’obiettivo principale è accorpare i primi due scaglioni in un unico, con un’aliquota al 23%. La conferma arriva dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo. In pratica, l’aliquota del 23% verrà estesa ai redditi fino a 28mila euro. Questo ridurrà il numero di aliquote da quattro a tre, semplificando l’intero sistema.

Quanti contribuenti rientrano nella prima aliquota Irpef a 28mila?

Il cambiamento influenzerà un numero significativo di persone. Basandosi sulle statistiche, i contribuenti con un reddito tra 15 mila e 28 mila euro sono quasi 14 milioni. Questo gruppo include sia i pensionati che i lavoratori autonomi.

Quale sarà l’impatto della prima aliquota Irpef a 28mila?

Con questa riforma, chi guadagna (tabella):

Le coperture per la riforma

Il viceministro Leo ha suggerito che, attraverso un approccio mirato e “chirurgico”, potrebbero essere reperite le risorse necessarie per la riforma. Questo potrebbe implicare un’attenta revisione di alcune detrazioni fiscali.

L’impatto del passaggio da 4 a 3 aliquote Irpef

Oggi, abbiamo quattro scaglioni:

Questo sistema, però, può creare difficoltà per chi si trova a ridosso di una nuova fascia irpef, in particolare se guadagna solo pochi euro in più. La proposta attuale potrebbe aiutare chi guadagna meno di 35.000 euro.

L’idea è quindi di combinare i primi due scaglioni, aiutando principalmente i redditi più bassi. Tuttavia, dato che in Italia il sistema è progressivo, anche chi ha un reddito più alto avrà un effetto positivo.

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Meno tasse da 100 a 260 euro a contribuente

La Fondazione nazionale commercialisti ha fornito alcune stime. Se si decidesse di applicare il 23% a tutti i redditi fino a 28.000 euro e di mantenere il 35% fino a 50.000 e il 43% oltre, si avrebbe un risparmio:

Realizzare questa modifica avrebbe un costo di circa 4-5 miliardi di euro.

La proroga del taglio del cuneo fiscale

Per i lavoratori dipendenti, ci potrebbero essere ulteriori benefici nella legge di Bilancio: la proroga dell’esonero contributivo e la detassazione delle tredicesime e premi aziendali. Per le tredicesime, c’è la possibilità che l’azione venga anticipata e quindi sia operativa già dal prossimo dicembre.

Il recente taglio del cuneo fiscale ha portato benefici a diversi livelli di reddito:

Il taglio delle tredicesime

Uno dei temi caldi è dunque anche il taglio della tassazione sulle tredicesime. Secondo il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, l’idea è quella di applicare una flat tax al 15% sulla tredicesima mensilità per chi guadagna fino a 35.000 euro l’anno.

Quanto si potrebbe guadagnare nel 2024?

Se i cambiamenti previsti si realizzassero già quest’anno, il combinato disposto di tredicesima, taglio del cuneo e nuova aliquota irpef 28000 potrebbe portare un notevole beneficio ai lavoratori. Con uno stipendio di 1150 euro al mese, il guadagno potrebbe essere di 600 euro netti in un anno. Per chi guadagna 35.000 euro l’anno, il beneficio potrebbe arrivare fino a 1650 euro netti.

Prossimi passi della riforma fiscale

Entro mercoledì, sono attese le proposte degli esperti per i primi decreti attuativi della riforma fiscale. Questo è il risultato del lavoro di 13 commissioni in poco più di un mese. E il viceministro ha promesso un testo per l’inizio del 2024.

Prima aliquota Irpef a 28mila: quanto guadagni
Nella foto una mano armata di forbice che taglia le tasse.

FAQ (Domande e risposte)

Cosa implica la prima aliquota Irpef a 28mila euro?

Con la prima aliquota Irpef a 28mila euro, i lavoratori potrebbero avere un netto in busta paga più alto, con una riduzione degli scaglioni prevista dal 2024. L’obiettivo del governo è di accorpare le prime due aliquote.

Qual è la proposta del viceministro dell’Economia riguardo agli scaglioni Irpef?

Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha proposto di accorpare i primi due scaglioni in un unico scaglione con un’aliquota al 23%. Questo estenderebbe l’aliquota più bassa ai redditi fino a 28mila euro.

Quale sarà l’effetto del passaggio da 4 a 3 aliquote Irpef?

Il passaggio da 4 a 3 aliquote Irpef potrebbe portare a un risparmio di tasse che varia da 100 a 260 euro a contribuente, favorendo direttamente i redditi più bassi e, data la natura progressiva del sistema fiscale italiano, anche quelli più alti.

Che tipo di benefici potrebbero ottenere i lavoratori con il taglio dell’Irpef nel 2024?

Con un reddito annuale di 15mila euro, l’Irpef scenderebbe da 230 a 150 euro, mentre chi guadagna 35mila euro potrebbe risparmiare circa 560. L’effetto combinato di diverse misure potrebbe portare a un beneficio complessivo di circa 1650 euro netti per chi ha un reddito di 35mila euro annui.

Quando si prevede l’attuazione dei primi decreti sulla riforma fiscale?

Entro mercoledì sono attese le proposte degli esperti per definire i primi schemi di decreti attuativi della riforma fiscale, mentre il viceministro ha promesso un testo entro fine mese per implementare alcune norme dal primo gennaio 2024.

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