Prodotti alimentari: gli aumenti non si fermano

Prodotti alimentari: gli aumenti non si fermano, anzi l'incremento di giugno e luglio è stato ancora più consistente. Si è arrivati a un +15% dall'inizio dell'anno per i beni di prima necessità. Cresce il numero delle famiglie che ha difficoltà a fare la spesa.

5' di lettura

Prodotti alimentari: gli aumenti non si fermano, anzi i costi dei beni di prima necessità continuano a salire. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Tra luglio e agosto c’è stata una nuova impennata: più 1,7% (quasi l’equivalente di tutta l’inflazione dello scorso anno). Questo incremento ha portato l’aumento complessivo dei prezzi al consumo a partire da gennaio al 15%.

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Una cifra impressionante, che racconta molto meglio le difficoltà di chi deve fare la spesa anche rispetto al dato medio dell’inflazione che si attesta all’8%.

Alcuni spunti interessanti su questo tema: contro l’inflazione salari più alti per 4 mesi, ma serve anche riuscire a salvare i risparmi. L’inflazione alta incide anche su vecchi e nuovi prestiti.

Prodotti alimentari: +15%

L’incremento del 15% riguarda in questo caso i prodotti di uso quotidiano, quelli che non si possono non acquistare. Incide quindi in maniera molto più diretta e costante su tante famiglie, in particolare su quelle che avevano già grandi difficoltà ad arrivare a fine mese.

Il dato viene fuori da una indagine condotta da Unioncamere in collaborazione con Bmti e Ref. L’analisi ha riguardato 46 prodotti che sono in vendita nei supermercati della grande distribuzione.

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Prodotti alimentari: aumenti da gennaio

Un test quindi molto attendibile e concreto.

Questi sono stati alcuni degli aumenti più importanti registrati negli ultimi 12 mesi:

  • olio di semi: +40,9%;
  • pasta di semola: +30%;
  • riso: +19,4%;
  • olio d’oliva: +33,1%;
  • burro: +33,1%;
  • farina di grano tenero: +25,4%.

Alcuni degli aumenti sono direttamente collegati alla guerra in Ucraina e alla crisi nei rapporti internazionali. È il caso di farina e olio di semi. Altri ne sono una conseguenza indiretta. Comunque sia l’effetto non cambia.

Prodotti alimentari: aumenti giugno luglio

Ma vediamo tra giugno e luglio quali sono gli alimenti che hanno fatto registrare incrementi più significativi:

  • latte a lunga conservazione: +6,7%;
  • mozzarella: +4,7%;
  • olio di semi: +4,5%;
  • stracchino: +4,5%;
  • legumi in scatola: +4,3%;
  • tonno all’olio di oliva: +4.1%;
  • passata di pomodoro: +4%;
  • olio extra vergine di oliva: +4%;
  • pasta di semola: + 3,7%;
  • burro: +3,3%;
  • riso (+3%).

Non si tratta di aumenti irrilevanti, dunque, e si aggiungono a quelli che si sono verificati costantemente dall’inizio dell’anno e in particolarmente dopo che a febbraio i carri armati russi hanno iniziato l’invasione dell’Ucraina.

Prodotti alimentari: inflazione al 9%

L’inflazione alimentare di luglio dovrebbe arrivare al 9,6% dall’8,7% di giugno. Potrebbe mantenersi costantemente oltre il 9% fino alla fine dell’anno.

La media complessiva dell’anno dovrebbe attestarsi all’8,1%. Ma sembra una ipotesi ottimistica.

Infatti tutti gli indicatori (anche quelli economici e geopolitici) lasciano intendere un possibile e violento incremento dei costi dell’energia (fino al 100%) all’inizio dell’autunno.

In quel caso aumenteranno i costi di produzione e distribuzione anche dei prodotti alimentari, causando un nuovo e importante incremento dei prezzi.

Alcune produzioni potrebbe essere addirittura sospese, perché non più redditizie. Come sta accadendo per l’acqua minerale frizzante: non si riesce più a trovare l’anidride carbonica liquida che produce le “bollicine”: produrla ha costi così elevati da renderla invendibile.

Avrete infatti notato gli scaffali vuoti o quasi nel settore delle minerali con aggiunta di CO2.

Prodotti alimentari: altri prodotti

Gli aumenti più consistenti registrati a giugno nei punti vendita della grande distribuzione sono questi:

  • olio di semi (+5,8%);
  • yogurt (+3,5%);
  • legumi in scatola (piselli e fagioli +2,7%);
  • prosciutto crudo (+2,2%).

Prodotti alimentari: cosa costa meno

Ma c’è stato qualche prodotto che costa di meno rispetto al mese scorso?

Sì, eccoli:

  • carne fresca di pollo: -2,7%;
  • suino: -1,9%.

In questo caso la riduzione del prezzo è dovuta al rientro delle gravi tensioni che hanno messo in crisi l’intera filiera a inizio anno.

Prodotti alimentari: quadro preoccupante

Il quadro è preoccupante, lo sapete bene. Il governo ha pensato di correre ai ripari, prima con il bonus 200 euro e gli sconti sulle bollette per le famiglie in disagio economico e le imprese. Poi la parziale rivalutazione anticipata delle pensioni (ma non per tutte) e il taglio del cuneo fiscale per aumentare il netto in busta paga dei lavoratori e gli sconti per i carburanti dal distributore con la riduzione delle accise.

Si tratta di misure anche importanti da un punto di vista economico (complessivamente sono costate 48 miliardi di euro), ma sono palesemente insufficienti a contrastare delle difficoltà sempre crescenti. Proprio come l’inflazione.

Inflazione che ha avuto un peso anche sull’aumento dei tassi di interesse per i mutui e ridotto quindi anche lo sviluppo di un mercato immobiliare che dopo anni di stanca sembrava aver ritrovato una nuova vivacità.

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