Quel proiettile che pesa sulle amministrative ad Avellino

2' di lettura

Quel proiettile pesa sulle prossime elezioni amministrative ad Avellino. Le minacce al comandante dei vigili urbani, Giuseppe Arvonio, sono strettamente connesse a uno dei tanti virus che infettano la città: le occupazioni abusive e irregolari delle case popolari. Un virus che si riflette nelle urne. Come è già accaduto in un recente passato per la delicata gestione parcheggi.

Il proiettile non è arrivato per caso a due settimane dal voto. Il segnale doveva essere chiaro. E forse non era indirizzato al solo comandante.

La minaccia fotografa l’altra Avellino. Quella grigia. Che si muove in quel limbo dove si confondono legale e illegale. E che ha già generato pressioni esplicite sugli amministratori (basti ricordare la pistola puntata al fianco di Antonio Gengaro).

Quel mondo di mezzo è stato capace di indirizzare in qualche modo le amministrazioni Galasso e Foti (Ciampi ha governato troppo poco…). E quando i sindaci hanno tentato di porre un argine, si sono trovati di fronte a una resistenza dura e inquietante. Con presenze continue e discutibili a Palazzo di Città.

Quel mondo di mezzo è uno dei mali certi del capoluogo, non l’unico, chiaro. Ma è quello che più spesso si dimentica. Forse perché ritenuto marginale, episodico, poco visibile. Ma quel male ha precipitato verso il basso la politica cittadina, l’ha costretta a “patteggiare” scelte, a evitarne altre. A tollerare l’illegalità diffusa. Proprio come accade per gli alloggi popolari. Quelli – per intenderci – occupati in spregio a tutte le normative.

La questione legalità è stata trattata en passant nei programmi dei candidati. Si è parlato soprattutto di sicurezza. E ok, ci sta: piazzate pure videocamere e sistemate il vigile di quartiere. Ma la questione della quale parliamo, e che voi – immaginiamo – conoscerete, è più complessa. Ci sono sì le occupazioni abusive, la gestione di qualche servizio pubblico, ma ci sono soprattutto l’usura e riciclaggio. Reati che gli inquirenti hanno difficoltà a scoprire. Lì vive e cresce la zona grigia. E da quel business ricava fondi per investire in immobili e inquinare il commercio cittadino. Molto più delle polveri sottili da record che siamo costretti a respirare in città da qualche anno.

La questione alloggi popolari rientra in quell’area grigia. Dove l’illegalità diventa prassi diffusa, condizione di vita. E non è un pezzo di città residuale, è molto di più.

Quell’area è cresciuta negli anni, soprattutto dopo la crisi economica. Arrangiarsi in qualsiasi modo ha evaporato il confine tra lecito e illecito. E ingrossato le fila di quanti su quel confine già c’erano. E’ un pezzo di città – come detto – che incide in maniera importante sul voto. Con inevitabili conseguenze.

Ora quella parte si è fatta sentire, con un proiettile in una busta. Arvonio è stato avvisato. E probabilmente anche il sindaco che verrà.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!
Iscriviti al bot di Messenger e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!