Si prostituisce a 11 anni per pagare le spese legali del padre in cella

E' accaduto a Eboli. Il ragazzino bulgaro viveva con il nonno e il fratello in una casa senza acqua e corrente elettrica. Abbandonato da sua madre. Ora è stato trasferito in una casa famiglia

2' di lettura

A 11 anni si è prostituito e ha lavorato nei campi per racimolare il denaro necessario ad aiutare suo padre recluso in carcere. Una storia difficile, di degrado e miseria, che arriva da Eboli. Il protagonista è un ragazzino bulgaro.

Ha avuto una sola fortuna nella sua breve esistenza: incontrare un giovane assistente sociale che ha ascoltato la sua storia e ha fatto il possibile per proteggerlo, assicurargli una vita diversa, lontano dall’incubo che ha massacrato la sua infanzia.

Il piccolo è stato abbandonato da sua madre. Il padre è in cella. Vive con il nonno e il fratello, in un casolare semi diroccato ai piedi di una collina. Senza acqua e corrente elettrica. E con un avviso di sfratto. Una situazione disperata, accanto a noi.

Si vendeva per pagare le spese legali al padre

Questo ragazzino ha sentito il dovere di aiutare il padre, di pagargli un minimo di assistenza legale. Di assicurare al nonno e al fratello il denaro necessario almeno per mangiare. E così, dopo aver lavorato nei campi, la sera, insieme al fratello e un amico della stessa età, hanno iniziato a frequentare l’abitazione di un 50enne di Eboli. Un uomo con qualche problema psichico. Ma che pagava pochi spiccioli ai ragazzini, in cambio di prestazioni sessuali.

L’incontro che gli ha salvato la vita

Un modo per guadagnare qualche euro, in una spirale che è stata spezzata proprio ieri. E che potrebbe aver salvato la vita del ragazzino. O almeno, gli ha regalato la possibilità di avere una vita diversa, non segnata da un destino inevitabile.

Trasferito in una casa famiglia

Ieri gli assistenti sociali e la polizia municipale di Eboli hanno bussato alla porta dell’11enne, lo hanno accompagnato in una casa famiglia. La speranza è che il prima possibile possa essere affidato a una famiglia. Crescere in condizioni normali, come gli altri bambini della sua età. Senza essere costretto a vendere il suo corpo, in una casa che abbia luce, acqua, e che possa andare a scuola e non spaccarsi la schiena nei campi.

Il cinquantenne è finito sotto inchiesta

Il cinquantenne era già stato denunciato e rinviato a giudizio per violenza carnale su minori e induzione alla prostituzione.

Situazioni di degrado tra i componenti della popolosa comunità straniera (composta in particolare da bulgari, rumeni e marocchini), non sono purtroppo rare nella Piana del Sele. E a subirne le maggiori conseguenze sono spesso i ragazzini. Oltre al disagio economico, e a condizioni di vita non dignitose, sono già molti i casi segnalati dalle forze dell’ordine di bambini o adolescenti costretti a vendersi per mettere insieme un po’ di denaro.

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