Come proteggere i risparmi dai creditori e dal pignoramento

Scopri come proteggere i risparmi dai creditori ed evitare che vengano pignorati i tuoi soldi.

7' di lettura

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Come proteggere i risparmi dai creditori: cos’è il pignoramento?

Prima di passare a capire come proteggere i risparmi dai creditori cerchiamo di chiarire cos’è il pignoramento e cosa, invece, il conto corrente.

Il conto corrente è un prodotto finanziario che consente di effettuare tutta una serie di operazioni. Viene utilizzato per depositare fondi, farsi accreditare lo stipendio o la pensione o effettuare e ricevere bonifici grazie all’Iban.

Il conto corrente viene utilizzato anche per il pagamento automatico delle bollette e, a seconda di quanto previsto dal contratto, dà il diritto ad avere una carta di debito/credito o un blocchetto degli assegni.

Nel frattempo scopri la pagina dedicata alla gestione dei debiti e a metodi per evitare il pignoramento.

Ogni conto presenta dei costi di gestione, nella maggior parte dei casi abbastanza bassi, e a seconda del tipo di conto corrente che si apre si può avere il diritto di andare in rosso anche se, c’è da aggiungere, non è mai consigliabile avere un saldo negativo.

Di solito non è necessario soddisfare troppi requisiti per aprirlo: potrebbe essere richiesto un deposito iniziale, il documento d’identità e il codice fiscale. Bisognerà anche non essere protestati, ma anche in questo caso ci sono delle alternative, ne abbiamo parlato in questo articolo.

Il pignoramento, invece, è un atto giudiziario con il quale si effettua l’espropriazione forzata di uno o più beni e ha una durata nel tempo variabile. A dare il via all’azione è la sentenza di un tribunale a seguito del mancato pagamento di debiti verso privati o enti pubblici.

Il pignoramento può essere diretto, con il trasferimento al creditore della proprietà del bene pignorato, o indiretto, cioè attraverso un’asta nella quale vengono venduti i beni e il ricavato, successivamente, trasferito a chi ne ha diritto.

Riguarda sia beni immobiliari, anche la prima casa, i beni mobiliari, come l’auto o elettrodomestici, e i beni presso terzi, bloccando tutto o una parte del denaro presente sul conto corrente.

Prima di passare a capire come proteggere i risparmi dai creditori, ricorda che c’è la possibilità di avere un prestito anche se si è stati protestati.

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Come proteggere i risparmi dai creditori: qualche idea

Innanzitutto, la miglior strada per sapere come proteggere i risparmi dai creditori è pagare i propri debiti.

Si possono trovare abbastanza facilmente degli accordi che permettano anche di rateizzare i debiti.

Se richiederai una rateizzazione, infatti, difficilmente ti verrà negata perché andare avanti per le vie legali presenta dei costi per il creditore, oltre che tempi molto lunghi per riottenere il denaro.

Oltre alla rateizzazione c’è anche il saldo e stralcio. In sostanza davanti a un debito si propone al creditore di saldare in un’unica soluzione l’importo che, però, sarà più basso.

Esempio: se hai un debito di 20mila euro puoi proporre un saldo e stralcio a 11mila euro. I creditori potrebbero accettare perché hanno la certezza di ricevere immediatamente il denaro, anche se con una cifra più bassa.

Ma se vuoi sapere come proteggere i risparmi dai creditori, ecco qualche strada percorribile, ma sconsigliata:

  • Lasciare il conto corrente in rosso: un conto che non ha soldi non è pignorabile. Questa opzione, però, presenta uno svantaggio: un conto in rosso non è utilizzabile. C’è una via d’uscita anche da questo rappresentata dal fido bancario che, però, ha due svantaggi: il primo è rappresentato dal fatto che la banca deve fidarsi molto di chi lo richiede e il secondo dai costi di gestione.
  • Il prelievo costante: se si riceve denaro sul conto, un buon metodo per evitare il pignoramento è il prelievo di queste somme ogni giorno e il loro spostamento su un altro conto cointestato ad un’altra persona. Questo terrà il conto sempre a “zero” rendendolo impignorabile. C’è un dettaglio importante da tenere in considerazione: è meglio fare una scrittura privata con chi dovrà ricevere il denaro, così da non avere brutte sorprese quando si chiederà la restituzione della somma.
  • Cointestare il conto: se ci sono due intestatari, la cifra presente sul conto può essere prelevata ma nel limite del 50%. Se vuoi approfondire questa opzione leggi questo nostro articolo.
  • Aprire un altro conto: avere un secondo conto corrente consente di dirottare lì gli eventuali pagamenti in caso di pignoramento. È necessario che, il secondo conto sia aperto in una banca diversa da quella dov’è stato notificato l’atto esecutivo. È bene ricordare che questa opzione presenta un rischio: se il creditore troverà un conto vuoto, potrà richiedere di sapere se il debitore ha altri conti corrente per ulteriori pignoramenti.
  • Accreditare solo stipendio o pensione: se il debitore dimostra che sul conto vengono accreditati solo il suo stipendio o la sua pensione, per legge ci sarà una parte non pignorabile per il cosiddetto “minimo vitale”. la restante parte potrà essere pignorata ma con il limite di 1/5. Facciamo un esempio per capire meglio: se si ricevono 1.600 euro di stipendio, il minimo vitale sarà calcolato intorno ai 600 euro. I 1.000 euro restanti sono pignorabili, ma solo di 1/5, il che vuol dire 1.000 : 5. Il risultato sarà che la cifra che verrà bloccata sarà solo di 200 euro.
  • Aprire un conto all’estero: anche se il conto corrente estero può, in teoria, essere pignorato, costerà molto al creditore: avrà bisogno di indagini private per scoprire della sua esistenza e, una volta scoperto, ci saranno delle procedure speciali da adottare. C’è, inoltre, da ricordare che se il conto è aperto in Paesi Ue ci sono degli accordi multilaterali che potrebbero facilitare le indagini, mentre se si apre un conto in una nazione extra Ue, si renderà la ricerca quasi impossibile ai creditori visto che potrebbe anche non essere preso in considerazione il provvedimento emesso dal tribunale italiano.

Sappi, poi, che esistono dei conti corrente non pignorabili o comunque che danno molte problematiche ai creditori . Tra questi alcuni li abbiamo già citati in pratica, ma facendo un riassunto sono i seguenti:

  • i conti aperti all’estero, fuori dall’Unione Europea;
  • i conti in rosso o vuoti;
  • i conti affidati, cioè i conti corrente nei quali esiste solo un credito che deriva, però, da un fido concesso dell’istituto di credito. In sostanza quei soldi rappresentano un debito verso la banca e non sono quindi esigibili dai creditori.
  • i conti dove l’unica entrata è rappresentata da pensione d’invalidità o accompagnamento;
  • conti dove l’unico accredito proviene dalla rendita di polizze sulla vita.

Ora che sai come proteggere i risparmi dai creditori, prima di chiudere ricordati di leggere quanto dura il pignoramento e se si può chiudere un conto corrente pignorato.

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