Il mare della Sardegna ripulito da un giovane avellinese

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Ancora una volta i più piccoli diventano gli insegnanti degli adulti. Pochi giorni fa cinque ragazzini che hanno dagli undici ai quindici anni, fra i quali un avellinese, si sono resi protagonisti di un gesto indimenticabile. La pulizia dei fondali di un tratto di mare sardo. Oltre all’irpino anche quattro torinesi.

Tutto è cominciato trovando una bottiglia di plastica sotto la barca. Da lì la caccia ai rifiuti ha caratterizzato la loro giornata. I cinque ragazzini, amici da sempre, hanno deciso di passare così la loro uscita in barca a Golfo Aranci, vicino Olbia. Occhialini, naso tappato e giù nel fondale, profondo dai tre ai sei metri, a recuperare tutto i rifiuti possibili. I ragazzini hanno riportato a galla circa un quintale di sporcizia che rovinava il mare cristallino di quel tratto della Sardegna.

Quattro dei giovani ambientalisti sono originari di Torino mentre uno, Nicolò Uda è sardo-avellinese. “Quando hanno capito che il loro gioco stava aiutando l’ambiente si sono impegnati sempre di più – racconta la madre di Giorgia e Flavia, torinesi di 14 e 12, a “La nuova Sardegna“.

I ragazzini hanno dichiarato di essersi ispirati a Greta Thumberg, la giovane svedese che sta sensibilizzando il mondo sul problema dell’inquinamento. Di aver appreso delle sue idee ambientaliste a scuola e di volerla conoscere.

Cosa hanno trovato

Per giorni i ragazzini hanno fatto sali e scendi dalla loro barca alla ricerca di rifiuti da riportare a galla. Tutto ciò che trovavano veniva poggiato sul loro sup (simile a una tavola da surf) che in poco tempo è diventato una piccola isola di rifiuti galleggiante. Dopo ore passate ad aiutare l’ambiente i ragazzini raccoglievano i rifiuti e li portavano in banchina per gettarli negli appositi contenitori. Questa pesca ai rifiuti è andata avanti per giorni e hanno raccolto decine di rifiuti.

Bottigliette di plastica e lattine sono stati i reperti più trovati dai ragazzini che hanno raccolto anche teli e tubi di plastica, cime e bottiglie in vetro.

A documentare il gesto dei giovani ambientalisti è stata Chiara Cetorelli, documentarista di Geo & Geo e Kilimangiaro. Cetorelli è rimasta sorpresa dai ragazzini e non ha perso tempo a documentare e fotografare il loro “gioco ecosostenibile“. “In questa caccia il rifiuto diventa tesoro perché quando lo si riporta a galla, come dicono loro, ci si sente bene – dichiara Cetorelli.

Nicolò tra poco inizierà la seconda media ad Avelino ed è pronto a stupire tutta la sua scuola raccontando il suo gesto.

Ecco alcune foto del loro gesto. Fonte: lanuovasardegna.it

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