QAnon: fra i patrioti italiani contro la dittatura del Covid

Cos'è la teoria QAnon e chi sono i suoi seguaci in Italia. Un gruppo in perenne crescita che sfida il "grande complotto del Covid".

La teoria QAnon nasce durante la campagna elettorale delle presidenziali 2016 in seguito al Pizzagate. Oggi ha ripreso piede in tutto il mondo.
10' di lettura

A due anni dalla manifestazione che si è tenuta a Washington D.C., la teoria complottista QAnon si fa strada anche in Italia, ma chi è Q e perché i suoi seguaci credono ciecamente alle sue “informazioni segrete”?

Q e le verità nascoste

Nell’aprile 2018 per le strade di Washington D.C. sfilano un centinaio di manifestanti che inneggiano a un personaggio chiamato ‘Q’, un nuovo messia che li ha risvegliati da un lunghissimo torpore mostrando loro la verità dei nostri tempi. Quale verità? L’esistenza di uno Stato nello Stato – o Deep State -, un’organizzazione segreta che complotta per arrivare a dominare il mondo intero. 

Sembra la trama di un romanzo distopico neppure troppo originale e invece è solo l’esordio pubblico di un fenomeno talmente vasto da aver inglobato quasi ogni teoria complottista che circola attualmente in rete. Le scie chimiche? Volute dal Deep State. Le lobby di pedofili satanisti? Un gruppo di potenti che Trump — il più grande salvatore degli Stati Uniti dopo Capitan America secondo gli adepti di Q — combatte con coraggio e astuzia.

Partiamo dall’inizio, però: cos’è e come nasce QAnon?

Qanon: prima venne il Pizzagate

Le origini di quella che il gruppo anonimo italiano noto come Wu Ming ha definito fantasia di complottorisalgono alle elezioni presidenziali del 2016. La mitologica goccia che fa traboccare il vaso è la riapertura delle indagini sul server privato della candidata democratica Hillary Clinton da parte dell’allora direttore dell’FBI James Comey. Fatto che le costerà, a sua detta, le intere elezioni.

La Clinton era accusata di aver messo a repentaglio la sicurezza nazionale per aver usato in modo improprio il server privato durante la campagna elettorale, esponendosi al rischio di far hackerare le informazioni sensibili di cui parlava liberamente nei suoi scambi. 

Alcune email partite dal suddetto server vengono ritrovate nel laptop di Anthony Weiner – ex deputato e marito di Huma Abedin, vicepresidentessa della campagna elettorale della Clinton – arrestato dalla polizia di New York per aver mandato messaggi osceni a una quindicenne. Per tutto l’autunno, WikiLeaks continuerà a pubblicare interi scambi di email fra diversi funzionari democratici e il contenuto dell’account gmail personale di John Podesta, presidente della campagna elettorale della Clinton.

Secondo l’approfondito reportage di Amanda Robb per Rolling Stone, il giorno dopo la riapertura delle indagini dell’FBI, l’utente Carmen Katz pubblica su facebook un messaggio che passerà alla storia come il “pizzagate post”. Katz parla di un suo contatto nella polizia di New York che le avrebbe rivelato il contenuto di alcuni scambi di email in cui vengono descritti i viaggi di Weiner con Bill e Hillary Clinton. “Hillary ha una risaputa predilezione per le minorenni,” scrive nel suo post, “parliamo di schiavitù infantile e turismo sessuale.”

La nascita della community anti-pedofili

L’intero blocco di notizie comincia a rimbalzare per il web fino ad approdare su 4chan, 8chan e altri forum alla ricerca di conferme anche nella corrispondenza di Podesta. Una delle “prove” viene scovata in uno scambio di email tra Podesta e James Alefantis, proprietario della pizzeria Comet Ping Pong, in cui si parla di un evento per raccogliere fondi. Gli investigatori del web però vi leggono una turpe storia di pedofila, abusi e rituali satanici che ancora oggi circola nei gruppi del mondo QAnon.

Sull’onda dell’entusiasmo per la vittoria di Trump alle presidenziali, alcuni siti e influencer alt-right (ossia la alternative right, un movimento alternativo di estrema destra americana) diffondono e ingigantiscono la teoria del complotto

Molti di loro si presentano al Comet Ping Pong armati. Vogliono “salvare” quei bambini che, a loro detta, saranno le future vittime sacrificali della setta di pedofili di cui farebbe parte l’elite della politica statunitense.

Q il guru della rete

Gli adepti della religione del complotto ottengono informazioni facendo “ricerca”, ossia interpretando segnali e messaggi criptici inviati da un certo Q, che si definisce un ufficiale dell’intelligence o, all’occorrenza, un alto funzionario di governo.

I già citati forum 4chan e 8chan sono i luoghi prediletti da Q per rilasciare le cosiddette “gocce di Q” (in inglese, Qdrops), le sue profezie riguardo ai nemici del pianeta. Il prescelto per combatterli e redimerli? Nientemeno che Donald Trump.

Ma chi è davvero Q? Come fa emergere un’intervista a Wu Ming su Buzzfied, Q sarebbe una cospirazione nella cospirazione.

Nel 1999, il collettivo Wu Ming fa circolare un romanzo il cui protagonista è un prete protestante che prende parte a una serie di rivolte religiose al fine di distruggere l’ordine sociale europeo. Il suo avversario è una spia della Chiesa Cattolica. Il titolo del romanzo è proprio ‘Q’.

Negli anni a venire, nel web, si è fatto ironicamente riferimento all’esistenza di Q, ma in molti hanno cominciato a credere che dietro lo scherzo si nascondesse una grande verità.

Ciò che aveva lo scopo ironico di giocare con la finzione ha finito per influenzare la realtà. Un po’ come successe con l’adattamento radiofonico de “La Guerra dei Mondi”, quando gli ascoltatori si convinsero che gli extraterrestri stessero davvero per invadere la Terra. Solo che Orson Welles giocò questo “scherzo” nel 1938. Possibile che dopo ottant’anni la storia si ripeta?

Q è solo un ideale dietro cui i sostenitori dell’alt-right si nascondono, oppure si sono lasciati convincere che esista davvero un oracolo del web?

I seguaci italiani

Uno degli ultimi messaggi di speranza di Q è stato: “la teoria si sta diffondendo”. E, almeno questa volta, i fatti sono dalla sua parte.

Durante la primavera 2020, infatti, le pagine di adepti sui social si sono come moltiplicate. Sono nati nuovi gruppi di sostenitori anche al di fuori degli Stati Uniti e, in pochi mesi, le ricerche su Google collegate a QAnon sono aumentate di dieci volte.

L’isolamento a cui la pandemia globale ci ha costretti, la crisi economica e la sensazione di incertezza che ha investito la gente come un enorme tsunami ha creato un terreno fertilissimo per una nuova ondata di credenze complottiste.

L’asso nella manica di QAnon è proprio la sua estrema versatilità e la capacità narrativa dei suoi sostenitori, in grado di ricondurre ogni evento a una tappa di quel percorso che il messia Q definisce il “Grande Risveglio della Consapevolezza”. Tanto è bastato perché la fantasia complottista attecchisse bene anche nel panorama italiano.

Sono noti come No-Mask, o negazionisti, ma la loro “battaglia” va ben oltre il rifiuto di un dispositivo medico volto a impedire il contagio di Covid-19. Dagli Stati Uniti al nostro Paese, la storia è sempre la stessa. “Ci vogliono togliere la libertà, soprattutto quella d’informazione,” è stato uno dei loro slogan preferiti durante la famigerata manifestazione che si è tenuta a Roma il 5 settembre.

Falsificazione di verità, limitazione della libertà personale, manipolazione dell’informazione. Questi i punti cardine che hanno fatto breccia nelle menti degli adepti italiani.

Nella narrativa di QAnon, la pandemia mondiale è solo l’ennesimo tassello di un enorme disegno mondiale, il pezzo di un puzzle un po’ fantasioso in cui i “cappelli bianchi”, i buoni, combatto contro i “cappelli neri” e vincono. 

Una questione di fede

Che i cattivi siano i Clinton, Biden, o Giuseppe Conte nella versione italiana della storia, il risultato è sempre lo stesso. I sostenitori di QAnon non si fidano di nessuno. Non si fidano dei fatti, non si fidano delle evidenze scientifiche. Non si fidano, soprattutto, dei vaccini – che conterrebbero microchip con cui le lobbies ci controllano – e delle mascherine, viste come una metafora di censura e imbavagliamento della libertà d’espressione.

Soprattutto, gli Anon italiani non credono al Covid-19. È una trovata per costringerci in casa sotto un regime di terrore. Oppure no, il Covid esiste, ma è stato creato in laboratorio per gli stessi motivi sopracitati.

I sostenitori italiani della teoria complottista, insomma, cavalcano l’onda della crisi mondiale e vanno alla ribalta nella realtà e sui social. Il gruppo “The Q Italian Patriot” su facebook conta circa diecimila iscritti, su Telegram – dove ormai i gruppi sono quasi tutti privati e inaccessibili – i followers sono il doppio. Su Twitter, invece, l’account @ItalyQuanons infila teorie complottiste in un feed pieno di video per bambini, aggirando così il sistema dei suggerimenti del social e dimostrando una certa scaltrezza digitale.

Ma cosa avvicina le persone a queste teorie? Perché alcuni finiscono in quella che viene definita la “tana del coniglio” del complottismo? Forse il timore generato da un clima politico incerto, in cui si confonde la destra con la sinistra, forse il rigetto assoluto degli intellettualismi che spingono i più vulnerabili nelle braccia di chi sembra capire le vere difficoltà del popolo e tutte le sue perplessità.

Quello che è certo è che i sostenitori di questo grande piano di risveglio globale sembrano avere una fede incrollabile che si rinnova alla velocità della luce. In un momento storico come questo, credere in una divisione manichea tra buoni e cattivi potrebbe essere di conforto per qualcuno, ma quando arriverà con esattezza il momento della resa dei conti? Quand’è che i buoni trionferanno?

“Abbiate fede nel piano”, è il mantra preferito di Q. E forse è questa la vera attrattiva di QAnon, lui/lei pensa che esista un piano. Che ci sia un ordine nel caos. Vorremmo poterci credere tutti.

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