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Qual è la legge quadro sulla disabilità e cosa prevede

Qual è la legge quadro sulla disabilità e cosa prevede? Ne parliamo in questo ampio approfondimento, spiegando qual è l'obiettivo di questa legge.

di Romina Cardia

Agosto 2022

Qual è la legge quadro sulla disabilità? Scopri tutto sulla legge delega che ha come obiettivo principale la riforma della legislazione sulla disabilità In questo approfondimento ti mostreremo qual è la legge quadro sulla disabilità e andremo ad analizzare i contenuti più significativi della norma che permetterà la realizzazione di una riforma strutturale a favore e tutela dei disabili. (scopri le ultime notizie sui diritti e le agevolazioni per le persone con disabilità. Leggi su Telegram e WhatsApp tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook e la pagina Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Qual è la legge quadro sulla disabilità

Qual è la legge quadro sulla disabilità? Il 20 dicembre 2021, il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge n. 2475 che reca “Delega al governo in materia di disabilità”.

Dopo essere stato depositato alla Camera e a seguito di vari emendamenti, il testo è stato poi approvato anche dall’altro ramo del Parlamento ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 209 del 30 dicembre 2021: legge 22 dicembre 2021, n. 277.

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Si tratta quindi di una “legge delega”, che è collegata agli interventi del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR), un atto nel quale sono presenti tutti gli interventi e le riforme che il nostro Paese intende adottare e i relativi finanziamenti.

Tra le numerose missioni previste e approvate nel PNRR, alla Missione 5 è fissata la Riforma 1, denominata “Legge quadro sulle disabilità”.

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L’obiettivo principale di questa riforma è quello di modificare la legislazione vigente sulle disabilità e promuovere il trasferimento dalle istituzioni pubbliche o private alla famiglia o alle cose della comunità (desistituzionalizzazione) e l’autonomia delle persone con disabilità.

Per mettere in atto questo obiettivo, il legislatore prevede di:

Per comprendere meglio cosa prevede la legge quadro sulla disabilità e come verranno realizzati questi obiettivi, dobbiamo soffermarci prima sul significato di legge delega, di cui ti parleremo nel prossimo paragrafo, per poi andare ad analizzare tutti i punti previsti dalla riforma.

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Qual è la legge quadro sulla disabilità: il significato di “legge delega”

Prima comprendere qual è la legge quadro sulla disabilità e analizzarne gli obiettivi, concentriamoci sul significato di “legge delega”.

La legge delega è una norma particolare che non fissa nuovi diritti o agevolazioni immediatamente esigibili dai cittadini.

Si tratta di una legge con la quale il Parlamento delega il Governo a legiferare su alcuni precisi aspetti e indica degli ambiti di intervento, dei principi e delle direttive a cui il legislatore si deve attenere.

Inoltre, indica anche i tempi e le modalità di esecuzione. Per quanto riguarda i tempi, la legge delega ha stabilito che gli interventi devono essere effettuati entro 20 mesi dalla pubblicazione della legge delega sulla disabilità.

Siamo ad agosto 2022 e, entro la fine di questo mese o al massimo a settembre 2022, il Governo dovrebbe approvare i relativi decreti legislativi per la messa in atto degli obiettivi. Usiamo il condizionale per un motivo ben preciso, che ti spiegheremo alla fine di questo approfondimento, quindi leggi tutto fino in fondo per non perderti nulla.

Cosa vuol dire? Che i diritti verranno acquisiti solamente nel momento in cui verranno approvati i relativi decreti legislativi.

Tuttavia, se i decreti legislativi avranno necessità di ulteriori integrazioni o di modificazioni, ci saranno altri 24 mesi di tempo dopo la loro entrata in vigore. La definizione della riforma alla legislazione sulle disabilità, quindi, potrebbe avvenire ad agosto 2023.

Qual è la legge quadro sulla disabilità e quali sono gli ambiti di intervento

Dopo averti mostrato qual è la legge quadro sulla disabilità e cosa vuol dire legge delega, vediamo quali sono gli ambiti di intervento elencati nel primo articolo della legge quadro.

Gli interventi normativi dei decreti che verranno approvati dovranno quindi riguardare:

Dopo avere indicato gli ambiti presenti nel primo articolo, cercheremo a breve di capire i principi e i criteri direttivi con cui dovranno essere attuati, che sono presenti nel secondo articolo della legge quadro sulla disabilità.

Prima, però, soffermiamoci un attimo sullo stato della normativa attuale sulla disabilità, in modo da comprendere meglio quali saranno i miglioramenti che deriveranno dalla riforma della legislazione.

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Qual è la legge quadro sulla disabilità e cosa prevede la normativa attuale

Per comprendere meglio qual è la legge quadro sulla disabilità e quali vantaggi dovrebbe portare nel prossimo futuro, dobbiamo paragonarla alla legislazione attualmente vigente.

Nella normativa attuale, esistono varie definizioni che riguardano le persone con disabilità, frutto di una normativa stratificata nel tempo, mai aggiornata e non sempre adeguata ai veri bisogni dei disabili.

A causa di tutto questo, sia il cittadino disabile che la pubblica amministrazione si trovano in difficoltà: la pubblica amministrazione perché non riesce a erogare sostegni e supporti efficaci e la persona disabile perché non può fruire degli stessi.

Per fare degli esempi, con la normativa vigente vengono valutate allo stesso modo le minorazioni civili (invalidità, cecità, sordità, sordocecità) e quelle dell’handicap previste dalla legge 104/1992. In una situazione del genere, il legislatore ha difficoltà a definire delle azioni mirate.

Ecco perché il primo punto della legge quadro sulla disabilità è proprio la definizione della condizione di disabilità nonché la revisione, il riordino e la semplificazione della normativa di settore.

A questo si aggiunge il fatto che la normativa attuale è in conflitto con la nuova Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia nel 2009).

Già nel 2016, l’ONU ha richiamato l’Italia a una concreta definizione dell’impianto normativo in materia di disabilità.

La legge delega sulla disabilità intende intervenire proprio su questo solco che si è creato nel tempo, mediante una serie di decreti legge che verranno approvati per raggiungere tutti gli obiettivi presenti all’interno dello stesso decreto.

Andiamo ora ad analizzare tutti i punti previsti dalla legge sulla disabilità, iniziando da quello relativo alla definizione e al riconoscimento della disabilità.

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Qual è la legge quadro sulla disabilità: la definizione e il riconoscimento della disabilità

Dopo averti mostrato qual è la legge quadro sulla disabilità, analizziamo il suo primo obiettivo di intervento, che è la definizione e il riconoscimento della disabilità.

A proposito della Convenzione ONU di cui ti abbiamo appena parlato, la normativa che verrà introdotta dai successivi decreti alla legge quadro sulla disabilità dovrà riprendere una sua definizione in merito alla disabilità, ovvero:

Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali e intellettuali o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri”.

L’indicazione dell’ONU dovrà quindi andare ad aggiornare la definizione di handicap attualmente prevista dalla legge 104/1992.

Ovviamente, il legislatore non dovrà soffermarsi solo sull’aggiornamento della definizione di disabilità, ma dovrà adottare una serie di strumenti adeguati per il relativo riconoscimento della stessa ed eventuali graduazioni.

In tal senso, la legge delega prevede l’adozione della Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF) insieme alla Classificazione internazionale delle malattie (ICD), ma anche di ogni altra eventuale scala di valutazione disponibile e consolidata nella letteratura scientifica e nella pratica clinica.

La legge delega prevede poi l’adozione di altre due definizioni:

  1. quella relativa al “profilo di funzionamento”, che dovrà anche in questo essere coerente con lFC e con le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, oltre che a tenere conto dell’ICD;
  2. quella sull’ “accomodamento ragionevole” di cui parla la stessa Convenzione ONU e che dovrebbe essere uno strumento che, in aggiunta ai diritti già sanciti dalla normativa vigente, garantisca l’inclusione delle persone con disabilità anche in presenza di situazioni particolari, complesse o impreviste.

Un importante emendamento introdotto dalla Camera alla legge quadro sulla disabilità è quello relativo alla separazione dei percorsi valutativi previsti per le persone anziane da quelli previsti per gli adulti e per i minori.

Questa separazione dovrebbe consentire di ottimizzare e qualificare percorsi e strumenti, rendendoli più specifici per ogni differente età.

Vediamo adesso un altro elemento centrale della legge delega, che è la separazione tra la valutazione di base e la separazione multidimensionale.

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Qual è la legge quadro sulla disabilità: la valutazione di base

Continuiamo questo approfondimento che risponde alla domanda: qual è la legge quadro sulla disabilità, parlando di quella parte della legge quadro riservata alla valutazione di base, che è stata oggetto di una attenta riscrittura da parte della Camera.

Grazie a questa riscrittura, adesso è più comprensibile cosa sia incluso nella valutazione di base. Quello che è stato escluso, rientra adesso nella più articolata valutazione multidimensionale.

Per quanto riguarda ciò che è stato incluso, ritroviamo:

La valutazione di base, poi, dovrebbe contenere anche tutte le informazioni utili:

Chi si occuperà di svolgere la valutazione di base? La legge indica che l’esclusiva competenza medico-legale sulle procedure valutativa venga affidata a “un unico soggetto pubblico (…) garantendone l’omogeneità nel territorio nazionale”.

Attualmente, la valutazione viene fatta da Inps e dalle Asl, insieme. Presumibilmente – ma questo lo sapremo al momento dell’approvazione del decreto – l’unico soggetto pubblico incaricato, in futuro, sarà l’Inps.

Per finire, la legge delega fissa anche un criterio direttivo nell’ambito dei controlli, prevedendo “un efficace e trasparente sistema di controlli sull’adeguatezza delle prestazioni rese, garantendo l’interpellabilità tra le banche già esistenti, prevedendo anche specifiche situazioni comportanti l’irrivedibilità nel tempo, fermi restando i casi di esonero già stabiliti dalla normativa vigente.

Passiamo adesso alla valutazione multidimensionale della disabilità per capire meglio qual è la legge delega sulla disabilità.

Qual è la legge quadro sulla disabilità: la valutazione multidimensionale della disabilità

Qual è la legge quadro sulla disabilità? L’articolo 2 della legge delega sulla disabilità, al punto c) formula le indicazioni che dovranno essere seguite per regolamentare la valutazione multidimensionale della disabilità funzionale alla realizzazione del progetto personale che dalla legge viene ambiziosamente definito come “progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato”.

Il legislatore prevede di raggiungere questo obiettivo iniziando dapprima a raccogliere elementi per individuare i fabbisogni delle persone disabili, per poi formulare obiettivi di servizio e, in prospettiva, definire livelli essenziali delle prestazioni, trasformandoli poi in reali diritti soggettivi.

La loro effettiva realizzazione sarà ovviamente condizionata dalle reali risorse che saranno disponibili.

Nel frattempo, i decreti legislativi dovranno prevedere che la valutazione multidimensionale dovrà essere svolta attraverso l’istituzione e l’organizzazione di unità di valutazione multidimensionale composte in modo da assicurare l’integrazione degli interventi di presa in carico, di valutazione e di progettazione da parte delle amministrazioni competenti in ambito sociosanitario e socio-assistenziale.

Ricordiamo che le unità di valutazione multidimensionale sono già presenti in molte regioni italiane con diverse competenze anche in ambito sanitario.

È ipotizzabile quindi una loro nuova qualificazione e reindirizzo dell’azione valutativa, in modo da tener conto, anche in questo caso, dell’IFC e dell’ICD.

La legge delega pone come centrale il ruolo e il coinvolgimento diretto della persona con disabilità o di chi la rappresenta nell’elaborazione del progetto di vita, tenendo conto anche dei suoi desideri e delle sue aspettative.

Il progetto di vita è idealmente volto:

l progetto dovrebbe – secondo la legge delega – indicare gli strumenti, le risorse, i servizi, le misure, gli accomodamenti ragionevoli che devono essere adottati per la sua realizzazione e che sono necessari a compensare le limitazioni alle attività e a favorire la partecipazione della persona con disabilità nei diversi ambiti della vita e nei diversi contesti di riferimento, compresi quelli lavorativi e scolastici nonché quelli culturali e sportivi, e in ogni altro contesto di inclusione sociale.

Questo dovrebbe essere garantito anche quando la persona sia soggetta a una misura di protezione giuridica o abbia necessità di sostegni ad altissima intensità.

Nel progetto dovrebbe poi essere indicato l’insieme delle risorse umane, professionali, tecnologiche, strumentali ed economiche, pubbliche e private, “attivabili anche in seno alla comunità territoriale e al sistema dei supporti informali”, utili all’attuazione dello stesso progetto.

Un punto specifico richiama la possibilità di definire supporti e sostegni per l’abitare in autonomia e per la vita indipendente. Per queste finalità sono previsti anche meccanismi di riconversione delle risorse attualmente destinate all’assistenza nell’ambito di istituti a favore dei servizi di supporto alla domiciliarità e alla vita indipendente.

Da quanto detto finora, comprendi bene come l’elaborazione del decreto che dovrà disciplinare nel dettaglio i meccanismi del progetto di vita sarà un percorso assai impegnativo, come lo sarà la successiva applicazione su tutto il territorio nazionale.

Passiamo adesso al punto che riguarda l’informatizzazione dei processi valutativi.

Qual è la legge quadro sulla disabilità: l’informatizzazione dei processi valutativi

Qual è la legge quadro sulla disabilità? A supporto dei percorsi valutativi e dell’elaborazione dei progetti di vita, la legge delega prevede che vengano istituite piattaforme informatiche che dovranno consentire la consultazione delle certificazioni e delle informazioni riguardanti i benefìci economici, previdenziali e assistenziali e gli interventi di assistenza sociosanitaria che spettano alla persona con disabilità e della sua famiglia.

La legge delega prevede che queste piattaforme siano interoperabili con quelle già esistenti (ad esempio il SIUSS Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali, il SIOSS Sistema Informativo dell’Offerta dei Servizi Sociali, ecc.).

Quanto tempo prima vanno comunicati i permessi 104? Te lo spieghiamo in questo articolo.

​Qual è la legge quadro sulla disabilità: la riqualificazione dei servizi pubblici in materia di inclusione e accessibilità

Continuiamo questo approfondimento su qual è la legge quadro sulla disabilità parlando del punto relativo alla riqualificazione dei servizi pubblici in materia di inclusione e accessibilità.

Un ulteriore filone della delega punta esplicitamente all’inclusione e all’accessibilità nell’ambito dei servizi pubblici, prevedendo interventi che dovrebbero riqualificarne l’attività.

Il disegno di legge prevede un richiamo al rispetto della normativa vigente in materia, quindi i decreti successivi andranno a migliorare e riqualificare ciò che è già esistente.

In sostanza, si andrà a includere le azioni per l’inclusione e per l’accessibilità rafforzando la capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del PNRR.

In ciascuna amministrazione sopra i 150 addetti, potrà (non è un obbligo) essere individuata una figura dirigenziale preposta alla programmazione strategica della piena accessibilità, fisica e digitale, delle amministrazioni da parte delle persone con disabilità.

Il rispetto degli obiettivi strategici potrà essere usato per valutare la performance del personale dirigenziale con ciò che ne deriva in termini di premi, incentivi e altro.

Qual è la legge quadro sulla disabilità e cosa prevede.

La legge delega delinea una progressiva estensione delle regole che varranno per la pubblica amministrazione anche ai concessionari dei pubblici servizi ad iniziare dalla carta dei servizi, che dovrà indicare i livelli di qualità (accessibilità) del servizio erogato evidenziando quelli obbligatori ai sensi della normativa vigente.

La legge delega poi prevede la nomina, da parte dei datori di lavoro pubblici, di un responsabile del processo di inserimento delle persone con disabilità nell’ambiente di lavoro, ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68.

Su questo punto e in attesa dei decreti legislativi, sembra che l’intento sia di ampliare quanto già vigente col decreto legislativo n. 75 del 25 maggio 2017 (Decreto Madia), che ha stabilito presso le amministrazioni pubbliche con più di 200 dipendenti, la presenza di un responsabile dei processi di inserimento delle persone con disabilità che curi i rapporti con il centro per l’impiego e che predisponga accorgimenti organizzativi e soluzioni tecnologiche che facilitino l’integrazione al lavoro, in collaborazione con il medico competente e con il comitato tecnico.

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Qual è la legge quadro sulla disabilità: Il Garante nazionale delle disabilità

La figura del Garante nazionale delle disabilità che sarà introdotta grazie ai decreti legge, sarà un organo indipendente, quindi non sottoposto ad alcun ministero.

Il Garante si occuperà di tutelare e promuovere i diritti delle persone con disabilità, raccogliendo segnalazioni che denuncino discriminazioni o violazioni dei propri diritti e più in generale vigilando sul rispetto dei diritti e sulla conformità alle norme e ai princìpi stabiliti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, dalla Costituzione, dalle leggi dello Stato e dai regolamenti.

Potrà poi svolgere verifiche sull’esistenza di fenomeni discriminatori e richiedere alle amministrazioni e ai concessionari di pubblici servizi le informazioni e i documenti necessari allo svolgimento delle funzioni propria competenza, intervenendo con raccomandazioni e pareri, sollecitando o proponendo interventi, misure o accomodamenti ragionevoli per superare le criticità riscontrate.

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Qual è la legge quadro sulla disabilità: la salvaguardia dei diritti acquisiti

​Qual è la legge quadro sulla disabilità? Fra le norme transitorie, la legge delega prevede una forma di “clausola di salvaguardia” che in larga misura può rassicurare circa i timori di perdere diritti in qualche modo acquisiti.

Si prevede infatti di coordinare “le disposizioni introdotte (…) con quelle ancora vigenti, comprese quelle relative agli incentivi e ai sussidi di natura economica e ai relativi fondi, facendo salvi le prestazioni, i servizi, le agevolazioni e i trasferimenti monetari già erogati ai sensi della normativa vigente in materia di invalidità civile, di cecità civile, di sordità civile e di sordocecità e della legge 5 febbraio 1992, n. 104, anche con riferimento alla nuova tabella indicativa delle percentuali d’invalidità per le minorazioni e malattie invalidanti, di cui al decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992 (…) al fine di salvaguardare i diritti già acquisiti”.

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Qual è la legge quadro sulla disabilità: copertura finanziaria

Qual è la legge quadro sulla disabilità? La legge delega non prevede finanziamenti ulteriori per gli eventuali nuovi oneri derivanti dall’attuazione della nuova norma oltre quelli già in essere.

Le risorse derivano quindi dal Fondo per la disabilità e la non autosufficienza, dai fondi destinati dal PNRR (non sono fondi strutturali, ma straordinari) e dalla “razionalizzazione e la riprogrammazione dell’impiego delle risorse previste a legislazione vigente per il settore della disabilità.”

Inoltre, le amministrazioni competenti (es. Comuni, Regioni…) provvedono agli adempimenti previsti dai decreti legislativi “con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Infine, la legge delega fissa un’ultima regola: i decreti legislativi attuativi non possono essere emanati se non vi sia la necessaria copertura finanziaria o fino a quando non si siano assicurate le risorse necessarie.

Quest’ultima regola è quella che ci fa temere di più, perché nonostante ci sia tutta la volontà per attuare una riforma della legislazione in materia di disabilità, i tempi potrebbero allungarsi a causa della carente copertura finanziaria.

Ci auguriamo, a questo punto, che il nuovo Governo riesca a destinare le risorse finanziarie per realizzare questo obiettivo nel minor tempo possibile.

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