Quale pensione con 15 anni di contributi? Esempi di calcolo

Dopo l’uscita di scena di “Quota 100” per andare in pensione occorrono i 67 anni di età e un versamento minimo di 20 anni contributivi. Ma esistono dei casi in cui ne bastano 15.

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Quale pensione con 15 anni di contributi? Vediamo insieme in quali casi è possibile accedere alla pensione con soli 15 anni di contributi. Innanzitutto è bene chiarire che tale requisito è possibile grazie alle cosiddette deroghe Amato (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito) 

INDICE:

Quale pensione con 15 anni di contributi: le deroghe Amato

Quale pensione con 15 anni di contributi? Parliamo di tre eccezioni che riguardano chi possiede una certa anzianità contributiva al 31 dicembre 1992, chi possiede l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari alla stessa data o, ancora, chi ha alle spalle almeno 10 anni di lavoro discontinuo, unitamente ad altri requisiti.

Il requisito anagrafico è quello della pensione di vecchiaia ordinaria, pari a 67 anni: si consegue la pensione di vecchiaia ordinaria con deroga al requisito contributivo.

Un’altra ipotesi per la pensione anticipata è l’opzione Dini che abbiamo spiegato in questo articolo.

Scopri la pagina dedicata a tutti i modi per andare in pensione in anticipo.

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Quale pensione con 15 anni di contributi: versamenti entro il 31 dicembre 1992

Quale pensione con 15 anni di contributi? La prima delle deroghe Amato consente di accedere alla pensione con un minimo di 15 anni di contribuzione, purché tutti quanti accreditati entro il 31 dicembre 1992.

Nei 15 anni di contribuzione possono essere contati anche i periodi di lavoro all’estero, i contributi figurativi e da riscatto, nonché ricongiunti verso le gestioni INPS.

Sono ammessi alla deroga sia gli iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria dell’INPS che gli iscritti presso i fondi sostitutivi ed esclusivi.

Per capire meglio:                                                                            

Prendiamo il caso di un lavoratore dipendente che nel 2019 ha maturato 67 anni d’età e abbia ben 17 anni di contributi, tutti maturati prima del 31 dicembre 1992.

In questo caso, se non intende accedere alla pensione di vecchiaia con 20 anni di contributi, maturando i restanti 3 anni di contributi, può chiedere la pensione con la prima deroga Amato.

Tale circostanza non è verificabile se il lavoratore ha maturato parte dei contributi anche dopo l’1 gennaio 1993.

Quale pensione con 15 anni di contributi: contributi volontari

Quale pensione con 15 anni di contributi? La seconda deroga prevede la possibilità di conseguire la pensione di vecchiaia con 15 anni di versamenti estendendo anche a chi ha ottenuto dall’INPS l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari entro il 31 dicembre 1992.

Attenzione: non è necessario avere versato almeno un contributo volontario entro la stessa data, è sufficiente la sola autorizzazione. I 15 anni di contribuzione possono essere collocati anche dopo il 31 dicembre 1992.

Da sottolineare che, in tale casistica non rientrano coloro che sono iscritti presso le gestioni esclusive dell’INPS, come dipendenti pubblici, in quanto per queste categorie di lavoratori l’autorizzazione alla contribuzione volontaria non poteva essere conseguita alla data del 31 dicembre 1992.

Quindi se, ad esempio, il lavoratore si trova nell’impossibilità di accedere alla prima deroga Amato, poiché ha accreditato contributi anche dopo l’1 gennaio 1993, può accedere ugualmente alla pensione se ha chiesto la contribuzione figurativa prima del 31 dicembre 1992.

Quale pensione con 15 anni di contributi: il lavoro discontinuo

Infine, la terza deroga Amato, poco conosciuta, consente di ottenere la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi alle seguenti condizioni:

  • almeno 15 anni di contribuzione da lavoro subordinato, accreditati presso il fondo pensione dei lavoratori dipendenti;
  • almeno 25 anni di anzianità assicurativa: in buona sostanza, il primo contributo Inps deve risultare versato almeno 25 anni prima della domanda di pensione, anche se poi si possiedono meno di 25 anni di contributi;
  • almeno 10 anni, all’interno dell’intera carriera lavorativa, devono risultare lavorati in modo discontinuo; tale non è considerata l’annualità lavorata dal 1° gennaio al 31 dicembre, ma nella quale risultino accreditate meno di 52 settimane, a causa di un part-time che renda la retribuzione inferiore al minimo per l’accredito di un’annualità intera (per il 2021, inferiore a 10.724 euro annui) ai fini pensionistici.

Per esempio:

Prendiamo il caso di un lavoratore che ha esattamente 15 anni di contributi, di cui 10 anni non sono stati lavorati interamente, nel senso che sono stati accreditati solamente 51 settimane contributive o meno in un anno.

Se il primo contributo risale ad almeno 25 anni prima della data di maturazione dei requisiti per la pensione, cioè a 42 anni se il lavoratore matura i 67 anni nel 2019, ha diritto alla pensione con 15 anni di contributi.

Quale pensione con 15 anni di contributi: il calcolo

Quale pensione con 15 anni di contributi? Per conoscere l’importo della pensione futura bisogna avere dei dati certi. in primis l’età e il numero di contributi versati. Vediamo nel dettaglio.

Oltre al montante contributivo dell’intera propria vita lavorativa – che si può ottenere facendo domanda all’Inps dell’Estratto Conto Certificativo (Ecocert) – ed alla presunta età della pensione – in base alla formula prescelta, ossia 67 anni per quella di vecchiaia o anche prima per quella anticipata o con le varie formule agevolate (Ape Sociale, Opzione Donna, Quota 102, Pensione Precoci, Pensione Usuranti, ecc.) – è necessario conoscere i coefficienti di trasformazione per le pensioni da applicare nel proprio caso.

Il calcolo della pensione finale si ottiene moltiplicando il montante contributivo (la somma di tutti i contributi versati dal lavoratore nel corso della carriera lavorativa) per il coefficiente di trasformazione relativo all’età in cui si va in pensione (conteggiando anche le frazioni d’anno).

Quale pensione con 15 anni di contributi: gli importi 2022

I coefficienti di trasformazione – che variano a seconda dell’età – aggiornati al 2022 per il calcolo dell’importo pensionistico di chi si ritira quest’anno sono i seguenti:

  • 4,186% per chi va in pensione a 57 anni;
  • 4,289% per chi va in pensione a 58 anni;
  • 4,399% per chi va in pensione a 59 anni;
  • 4,515% per chi va in pensione a 60 anni;
  • 4,639% per chi va in pensione a 61 anni;
  • 4,770% per chi va in pensione a 62 anni;
  • 4,910% per chi va in pensione a 63 anni;
  • 5,083% per chi va in pensione a 64 anni;
  • 5,220% per chi va in pensione a 65 anni;
  • 5,391% per chi va in pensione a 66 anni;
  • 5,575% per chi va in pensione a 67 anni.
  • 5,722% per chi va in pensione a 68 anni;
  • 5,985% per chi va in pensione a 69 anni;
  • 6,15% per chi va in pensione a 70 anni;
  • 6,466% per chi va in pensione a 71 anni.
Quale pensione con 15 anni di contributi
Quale pensione con 15 anni di contributi?

Il cumulo dei contributi

Il requisito dei 15 anni di contribuzione può essere conseguito anche attraverso il cumulo dei contributi, cioè sommando gratuitamente i versamenti accreditati ai fini del diritto a pensione.

Il cumulo è tuttavia possibile soltanto laddove le casse che partecipano alla sommatoria prevedano tutte, nel loro ordinamento, la deroga Amato della quale ci si vuole avvalere.

Quale pensione con 15 anni di contributi: pensione di vecchiaia contributiva con computo

Altro caso da sottolineare  consiste nela pensione di vecchiaia contributiva, che può essere fruita dai lavoratori privi di contributi al 31 dicembre 1995, conseguita con un minimo di 71 anni di età e di 5 anni di contributi.

Questa pensione può essere conseguita anche da chi possiede contribuzione al 31 dicembre 1995, ma soltanto qualora si opti per il computo presso la gestione separata.

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