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Quale pensione con il salario minimo: esempi

Quale pensione con il salario minimo? Con 9 euro lordi l'ora, a quanto ammonta la pensione? Ecco alcuni esempi e la situazione in Italia.

di Carmine Roca

Marzo 2023

Quale pensione con il salario minimo? Ecco come potrebbero cambiare gli importi degli assegni pensionistici (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Quale pensione con il salario minimo? Esempi

Si sta discutendo sulla possibilità di introdurre una soglia minima di retribuzione, a prescindere da quanto stabilito dal contratto di categoria.

Il cosiddetto salario minimo, oltre ad essere appoggiato dalla neo-segretaria del Pd, Elly Schlein, vede nel presidente dell’INPS, Pasquale Tridico il suo più importante sostenitore.

Portare il salario minimo a 9 euro lordi l’ora avrebbe conseguenze positive anche sugli importi delle pensioni. Quale pensione con il salario minimo? Secondo una prima stima, si parla del 10% in più rispetto ai valori attuali.

Per fare qualche esempio: con 30 anni di contributi versati, a 65 anni di età si maturerebbe una pensione di 700 euro al mese; con 35 anni di contributi versati l’importo dell’assegno sarebbe di circa 900 euro; con 40 anni di contributi, l’assegno salirebbe fino a 1.200 euro netti al mese.

Nulla di trascendentale, come ha ammesso Tridico nel corso della presentazione del suo libro, “Il lavoro di oggi, la pensione di domani”. “La vera chiave di volta che può generare pensioni più alte – ha spiegato il presidente dell’INPS – è soltanto il lavoro di qualità”.

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Quale pensione con il salario minimo? Dati scoraggianti

Secondo gli ultimi dati a disposizione, circa 3,3 milioni di lavoratori percepisce meno di 9 euro lordi l’ora di salario. Spesso, la retribuzione netta mensile non raggiunge l’importo erogato ai percettori del Reddito di cittadinanza.

Circa il 23% degli occupati percepisce uno stipendio inferiore ai 780 euro al mese (l’importo medio mensile del Reddito di cittadinanza si aggira sui 548 euro per nucleo familiare).

A pesare più di tutto è il tasso di occupazione fermo al 59% da circa 30 anni: in Italia lavorano solo 23 milioni di persone. “Non possiamo pensare che basti una riforma, flessibilizzare il mercato per permettere ai lavoratori di trovare posto. Servono investimenti, non la flessibilità”, ha spiegato Tridico.

Precarietà e bassi salari sono una questione prioritaria e di dignità, vanno affrontate immediatamente”, ha proseguito il presidente dell’INPS.

Da qui l’intenzione di accelerare sul salario minimo a 9 euro lordi l’ora, che non sposterà più di tanto gli equilibri, ma che consentirà comunque un piccolo guadagno a lungo termine, nel momento in cui si accede alla pensione.

Quale pensione con il salario minimo
Quale pensione con il salario minimo: in foto due mani si scambiano dei soldi.

Quale pensione con il salario minimo: giovani e donne

Ad appoggiare la misura è il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che nel corso della presentazione del XXI° rapporto annuale, ha detto: “Negli ultimi tempi si registra un allargamento dell’area dei lavoratori poveri. C’è chi lavora 10-15 ore a settimana, disoccupati o sottoccupati involontari. C’è chi vorrebbe lavorare di più, ma non trova opportunità adeguate. Si parla di mancanza di manodopera, ma a mancare è soprattutto l’informazione sulle condizioni lavorative, orari e retribuzioni, che vengono offerte”.

A destare preoccupazione è anche lo stato dei pensionati italiani: circa il 32% prende meno di 1.000 euro al mese di pensione, su una platea di beneficiari che conta oltre 5 milioni di persone, compresi coloro che percepiscono assegni assistenziali e pensioni minime.

La situazione peggiorerà, e non poco, per i lavoratori nati tra il 1965 e il 1980. Come visto in apertura d’articolo, con 30 anni di contributi versati e l’introduzione del salario minimo a 9 euro lordi l’ora, un 65enne arriverebbe a prendere una pensione di 700 euro al mese.

Dati scoraggianti, destinati a peggiorare per le nuove generazioni, penalizzate dal sistema di calcolo contributivo, che costringerà loro a lavorare più anni e a prendere una pensione molto più bassa di quella percepita dai loro padri e dai loro nonni.

Un’altra situazione spiacevole è legata alle donne: il 52% dei pensionati in Italia (circa 8,3 milioni). Il reddito medio è nettamente inferiore agli uomini: -37%. Il salario medio delle donne lavoratrici è fermo sui 20.415 euro lordi l’anno, inferiore al 25% della retribuzione maschile.

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