Quali debiti devono pagare gli eredi?

Quali debiti devono pagare gli eredi? Alcuni debiti potrebbero passare dal defunto agli eredi. Scopriamo insieme quali sono.

6' di lettura

Quali debiti devono pagare gli eredi? Essere indebitati è un problema anche quando non si è più in vita, poiché alcuni debiti potrebbero passare agli eredi del defunto. Vediamo insieme quali debiti devono pagare gli eredi (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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INDICE:

Che cos’è un’eredità?

Il patrimonio di una persona deceduta che andrà in successione, è indicata con il termine eredità.

Il defunto che lascia la propria eredità ad altri è chiamato testatore (o de cuius) e i beneficiari sono chiamati eredi (o nella prima fase “chiamati all’eredità”).

La successione legale regola chi è erede di un patrimonio e per quali parti si ha diritto all’eredità. Di norma, gli eredi sono i parenti più prossimi del defunto.

L’eredità viene regolata dalla legge, innanzitutto, che pone dei limiti ben precisi (come le quote di legittima) e dal testamento rilasciato dal defunto prima di morire.

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I parenti più stretti del defunto si considerano eredi legittimi, in termini di successione legale. Questi non possono essere esclusi dall’eredità, hanno diritto alla quota cosiddetta legittima, ovvero obbligatoria per legge. Oltre ai parenti più stretti, possono diventare eredi anche altre persone che siano state designate dal defunto nel suo testamento.

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La chiamata all’eredità deve essere accettata obbligatoriamente?

Quali debiti devono pagare gli eredi? Prima dell’accettazione dell’eredità, che potrà essere tacita o esplicita, la persona a cui spetta il patrimonio, non è ancora erede, ma “chiamato all’eredità”.

In seguito all’accettazione, invece, il soggetto diventerà a tutti gli effetti un erede e non potrà più avere la possibilità di rifiutare l’eredità (anche se essa è formata da debiti).

Ciò che può fare il chiamato all’eredità è disciplinato dall’articolo 460 del Codice civile.

In parole povere, il chiamato all’eredità potrà occuparsi, prima che avvenga l’accettazione della successione, della conservazione, amministrazione e controllo dei beni dell’asse ereditario, come delato.

Una volta avvenuta l’accettazione, il delato si trasformerà in vocato, cioè diventerà l’erede a tutti gli effetti.

Parlando di accettazione è logico pensare che possa esserci anche il rifiuto.

I chiamati all’eredità possono decidere di rinunciare all’eredità entro 10 anni dall’apertura della successione per poter essere considerata valida. Si tratta dello stesso termine previsto dalla legge, all’articolo 480 del codice civile, per accettare l’eredità.

Quali debiti devono pagare gli eredi?

Quali debiti devono pagare gli eredi? Perché mai si dovrebbe rifiutare un’eredità? Per esempio quando si è consapevoli che i debiti sono superiori ai beni di cui si verrebbe in possesso.

Con l’eredità, infatti, non si ottengono solo benefici, beni materiali, liquidità e crediti, ma anche debiti. I debiti del defunto passano agli eredi.

Ecco perché alcuni preferiscono rinunciare ad una chiamata all’eredità ed evitare ogni tipo di “rogna”.

Non sempre però gli eredi sono obbligati a pagare i debiti del de cuius. In questo articolo è spiegato dettagliatamente quando questo non avviene.

Per esempio le sanzioni amministrative che avrebbe dovuto pagare il defunto, non vanno in eredità, perché il nostro ordinamento le considera strettamente personali.

Stesso ragionamento vale per le multe, che non vanno nell’asse ereditario. Anche abusi edilizi e sanzioni penali non andranno mai a far parte dell’eredità.

Questo ragionamento non vale per le imposte e tutti i debiti fiscali con l’Erario. Se non sono state versate dal defunto, dovranno essere versate dagli eredi. Per quanto riguarda i debiti di gioco e i debiti prescritti, anch’essi non passano agli eredi.

Quali debiti devono pagare gli eredi? Ecco un breve elenco dei debiti che passano agli eredi:

  • Iva
  • Imposte sull’abitazione
  • Bollo auto
  • Canone Rai
  • Debiti con i privati
  • Imposta di registro
  • Mutui e relative rate non versate
Quali debiti devono pagare gli eredi?
Quali debiti devono pagare gli eredi?

Rifiuto dell’eredità o beneficio d’inventario: differenze

Quali debiti devono pagare gli eredi lo stabilisce anche se il chiamato all’eredità effettua il rifiuto, l’accettazione o il beneficio d’inventario. Scopriamo le differenze.

La rinuncia all’eredità è l’atto con cui il chiamato all’eredità dichiara di rifiutare l’eredità e dunque di non subentrare al de cuius, non diventando suo erede.

È un diritto che si esercita con espressa dichiarazione scritta da effettuarsi come atto pubblico di fronte ad un notaio o presso la cancelleria del tribunale.

La rinuncia all’eredità è uno strumento di tutela per il chiamato all’eredità, che decide di non accettare perché nell’asse ereditario ci sono troppi debiti.

In questo modo, con la rinuncia, il chiamato protegge i suoi interessi e quelli della sua famiglia. La rinuncia all’eredità è un negozio giuridico “puro”, non può essere assoggettato né a termini né a condizioni, altrimenti diventa nullo.

Ai sensi dell’articolo 521, primo comma, del codice civile, “chi rinunzia all’eredità è considerato come se non vi fosse mai stato chiamato“. Si perde dunque la qualità di erede con effetto retroattivo.

Cos’è invece il beneficio d’inventario?

Accettare un’eredità con beneficio d’inventario, invece, significa continuare a tenere separati il patrimonio del de cuius e quello dell’erede.

In questo modo l’erede non potrà essere tenuto a pagare i debiti del defunto anche con il proprio patrimonio, ma solo con i beni ottenuti in successione.

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