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Home / Gestione del Debito » Servizi Finanziari / Quali debiti ricadono sui figli e come si possono evitare

Quali debiti ricadono sui figli e come si possono evitare

Scopri quali debiti ricadono sui figli, quali non si trasmettono e come evitare di pagare i debiti dei genitori.

di Chiara Del Monaco

Aprile 2023

Quando i genitori accumulano somme importanti di debiti è normale chiedersi quali debiti ricadono sui figli e se esiste un modo per evitarlo. In questo approfondimento spieghiamo tutti i dettagli del caso (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Se i tuoi genitori hanno accumulato dei debiti e ti stai chiedendo chi dovrà pagarli dopo la loro morte, sei nel posto giusto. In questo articolo vediamo nel dettaglio quali debiti ricadono sui figli secondo la legge, quali invece non possono essere trasmessi e come tutelarsi.

Indice

Quali debiti ricadono sui figli?

Cosa succede ai figli se i genitori hanno contratto in vita numerosi debiti da saldare? Questa domanda è molto frequente, e anche lecita, tra le persone che hanno genitori anziani o prossimi alla dipartita e che nel corso della loro vita hanno accumulato somme importanti di debiti.

Innanzitutto, se ti stai chiedendo quali debiti ricadono sui figli, ti interesserà sapere che i figli rispondono delle obbligazioni dei genitori solo dopo la loro morte. Ciò vuol dire dire che finché sono in vita, non devi preoccuparti dei creditori, in quanto questi non hanno il diritto di pignorare beni appartenenti ad altre persone, nemmeno ai figli dei debitori.

Di conseguenza, se per esempio uno dei tuoi genitori ha gestito una grande impresa nel corso della sua vita, avendo però degli alti e bassi e accumulando anche dei debiti per tenerla in piedi, finché è in vita non c’è nulla da temere. E dopo la morte, cosa succede?

I creditori hanno il potere di pignorare i tuoi beni solo se hai accettato l’eredità. A tale proposito, ricordiamo che l’accettazione dell’eredità può avvenire in maniera espressa, cioè attraverso una dichiarazione di fronte al notaio, oppure con un comportamento tacito.

In quest’ultimo caso, dichiari di aver accettato l’eredità se per esempio vendi uno dei beni dell’eredità oppure fai un prelievo dal conto corrente dei tuoi genitori.

Tuttavia, chiariamo che anche dopo aver accettato l’eredità, si è responsabili dei debiti dei genitori solo nei limiti della propria quota ricevuta in successione (cosiddetta «obbligazione parziaria»). Quindi, se in qualità di erede ti spetta il 33% della quota dei tuoi genitori, dovrai pagare solo un terzo del debito con ciascun creditore. Invece, l’eventuale inadempimento da parte di altri coeredi non ricade su di te.

Dunque, per ricapitolare, i debiti ricadono sui figli solo dopo la morte dei genitori e solo se il figlio o la figlia ha accettato l’eredità.

Scopri la pagina dedicata alla gestione dei debiti e a metodi per evitare il pignoramento.

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Quali debiti ricadono sui figli con genitori in vita?

Nel paragrafo precedente abbiamo spiegato che i debiti vengono trasmessi ai figli solo dopo la morte dei genitori. Tuttavia, esistono anche due casi in cui i figli devono rispondere dei debiti dei genitori in vita, e cioè in presenza di garante o convivenza. Ora li analizziamo singolarmente.

Che cosa significa che il figlio o la figlia fa da garante al genitore? La garanzia si basa sulla formalizzazione di un contratto chiamato fideiussione. Per esempio, un figlio presta una fideiussione in favore del genitore per accendere un mutuo o per un finanziamento bancario.

Molto spesso, infatti, può capitare che i figli firmino dei documenti in banca per supportare i genitori in difficoltà economica, senza però prestare attenzione a quello per cui stanno firmando. Nel caso della concessione di un prestito a favore del proprio genitore, il figlio sta esprimendo il proprio consenso alla banca di pignorare anche il suo patrimonio, oltre a quello del debitore.

Di conseguenza, firmando la fideiussione, il figlio risulta come garante del prestito ed è tenuto a rispettare le obbligazioni del genitore che ne viene meno.

Un’altra situazione in cui i figli sono responsabili dei debiti dei genitori in vita si verifica con la convivenza.

In particolare, se il creditore deve procedere con un pignoramento mobiliare nei confronti di un cittadino che ha la stessa residenza del figlio, l’ufficiale giudiziario ha la possibilità di recarsi presso la residenza del debitore e prendere ciò che trova di valore al suo interno.

Mettiamo il caso che i beni trovati dall’ufficiale giudiziario appartengono al figlio: cosa succede? Sono possibili due scenari.

Se il figlio riesce a dimostrare tramite documenti e fatture che i suddetti beni sono di sua proprietà, allora non possono essere pignorati. Al contrario, se non c’è modo di dimostrare l’appartenenza di uno o più beni, la legge prevede la possibilità di pignorare i beni mobili trovati nella residenza del debitore, anche se appartengono al figlio.

Tuttavia, chiariamo che questo può succedere solo in caso di pignoramento mobiliare, e non per il pignoramento di stipendi, conti correnti e immobili. Quindi il figlio in questione non corre il rischio che la sua casa venga ipotecata solo perché convive con uno o entrambi i genitori debitori.

Quali debiti ricadono sui figlio: in foto, un uomo con la mano sulla fronte che scrive su alcuni fogli.

Quali debiti ricadono sui figli: i modi per evitarli

Se ci hai letto fin qui, avrai scoperto quali debiti ricadono sui figli dopo la morte e con genitori in vita. Visto che si tratta di un argomento di comune interesse, potrebbe essere utile sapere anche come evitare di pagare i debit dei genitori.

Per tutelarsi dalle obbligazioni dei genitori è possibile scegliere due strade.

La prima è la rinuncia all’eredità: in questo modo, il figlio non è tenuto a pagare i creditori e può tranquillamente ignorare o contestare le loro richieste.

Specifichiamo che rinunciare al’eredità non significa perdere il diritto alla polizza assicurativa contratta in favore dell’erede o alla pensione di reversibilità.

Oltre alla rinuncia all’eredità, c’è anche un altro modo per tutelarsi dai debiti, e cioè l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. In questo caso, l’erede è tenuto a fare un inventario dei beni ricevuti dal defunto in eredità e potrà rispondere dei debiti dei genitori solo nei limiti del valore della propria quota, senza coinvolgere il patrimonio personale.

Ciò significa che il creditore potrà pignorare solo i beni ricevuti dall’erede in successione e non i beni di proprietà dell’erede.

Quali debiti ricadono sui figli e quali invece no?

Finora abbiamo visto quali debiti ricadono sui figli e a cosa prestare attenzione quando si firmano dei documenti, come nel caso di fideiussione.

Tuttavia, è bene sapere che esistono anche alcuni tipi di debiti che non possono essere trasmessi agli eredi, poiché cessano dopo la morte.

Nello specifico, le obbligazioni che non possono essere trasmesse includono:

Infine, altri debiti che non possono essere trasmessi sono quelli caduti in prescrizione, e cioè per i quali il creditore non ha inviato più solleciti o diffide. In questo caso bisogna tenere conto dei tempi di prescrizione specifici per il tipo di debito.

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