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Quali spese universitarie si possono detrarre?

Quali spese universitarie si possono detrarre? Quanto si può risparmiare sui costi sostenuti per l'iscrizione e la frequenza negli atenei italiani?

di The Wam

Settembre 2021

Quali spese universitarie si possono detrarre? Una domanda che riguarda numerose famiglie. Le spese per consentire ai figli di studiare negli atenei non sono certo poche. E diventano ancora più salate per chi ha figli hanno scelto di andare “fuori sede” per completare la loro formazione o si sono iscritti a corsi di laurea privati.

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In questo articolo vediamo quali sono le spese che si possono detrarre dall’imposta sul reddito. A quanto ammontano e quanto è possibile in qualche modo risparmiare sul bilancio familiare.

Quali spese universitarie si possono detrarre: l’elenco

Per fortuna la legge consente di detrarre (per il 19%) una buona parte delle spese sostenute per la formazione dei figli.

Queste sono le spese detraibili, poi vedremo qual è il tetto di spesa:

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Quali spese universitarie si possono detrarre: queste no

La detrazione non è invece prevista in questi casi:

Quali spese universitarie si possono detrarre: il tetto massimo

Come accennato la detrazione è del 19%, ma non può superare un determinato limite di spesa (in particolare per le università private).

Spieghiamo meglio: le spese per la frequenza delle università statali si possono detrarre del tutto, mentre per quelle private italiane possono essere portate in detrazione per un importo che non può essere superiore a quello che è stato stabilito da un decreto del Ministero dell’Istruzione.

Gli importi massimi detraibili dipendono dall’area disciplinare degli studi, ma anche dal territorio dove hanno sede le università private frequentate dagli studenti.

Quali spese universitarie si possono detrarre: anche fuori corso

La possibilità di detrazione delle spese universitarie non ha limiti di età, sono quindi applicabili anche per gli studenti fuori corso.

Quali spese universitarie si possono detrarre: limiti per area e zona geografica

Le cifre più alte per beneficiare della detrazione del 19% sono riferite a studi in ambito medico di università private che si trovano al nord. In questo caso è di 3.700 euro.

Ma vediamo il dettaglio del limite di detrazione a seconda dell’area di studio e della posizione geografica:

Area disciplinare

Medica

Sanitaria

Scientifico tecnologica

Umanistico sociale

Quali spese universitarie si possono detrarre: studi all’estero

Per valutare invece le spese detraibili per i corsi universitari seguiti all’estero, il contribuente deve prendere come riferimento l’importo massimo stabilito per la frequenza dei corsi della stessa area disciplinare che si svolgono nella zona geografica dove lo studente ha il domicilio fiscale.

Un esempio: un ragazzo romano che studia medicina a Madrid potrà detrarre una spesa massima di 2.900 euro.

Quali spese universitarie si possono detrarre: università telematiche

Per i corsi di laurea svolti da università telematiche, le spese possono essere detratte proprio come per la frequenza delle università non statali. Anche in questo caso è importante il riferimento all’area tematica. L’area geografica del corso è quella dove l’università telematica ha la sede legale.

Quali spese universitarie si possono detrarre: la dichiarazione dei redditi

Per detrarre le spese universitarie occorre compilare nel modello per la dichiarazione dei redditi i righi da E8 a E10 (con il codice 13). Va bene sia per le spese sostenute in atenei pubblici sia per quelli privati.

Dal 2020 è stato anche introdotto l’obbligo di pagare con strumenti tracciabili (carte di credito, bancomat, carte prepagate, bonifici bancari), per avere diritto alla detrazione del 19%.

Obbligo, per intenderci, che vale per tutte le spese da portare in detrazione e non solo per quelle universitarie.

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