Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Bonus e Incentivi » Fisco e tasse » Lavoro / Quando arriva il conguaglio del datore di lavoro

Quando arriva il conguaglio del datore di lavoro

Quando arriva il conguaglio del datore di lavoro? Cos'è il conguaglio, chi riguarda e chi è obbligato a effettuarlo? Vediamolo insieme in questo articolo, tenendo presente anche la novità Bonus 150 euro.

di Carmine Roca

Novembre 2022

Quando arriva il conguaglio del datore di lavoro? In questo articolo spiegheremo cos’è il conguaglio e a chi si riferisce (scopri le ultime notizie sul bonus 150 euro e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Conguaglio in busta paga: cos’è e chi riguarda?

Quando arriva il conguaglio del datore di lavoro? Prima di rispondere alla domanda è opportuno spiegare cos’è il conguaglio e chi riguarda.

Il conguaglio in busta paga riguarda tutti i lavoratori dipendenti di un’azienda, un’impresa o di un datore di lavoro.

Parliamo di quell’adeguamento delle imposte sui redditi, nel dettaglio l’IRPEF. Può accadere, durante l’anno, che il lavoratore dipendente abbia versato più imposte del previsto oppure sia in debito di qualche euro con il Fisco.

Cosa succede in questi casi? Per risolvere la questione viene effettuato un conguaglio, con il quale si stabilisce la cifra che dovrà essere restituita al lavoratore dipendente o, al contrario, la somma di denaro che lo stesso dovrà versare al Fisco.

Scopri la pagina dedicata alle offerte di lavoro e ai diritti dei lavoratori.

Ma chi si occupa del conguaglio in busta paga? Questa non è un’operazione ascritta al lavoratore dipendente. Ad occuparsene deve essere l’azienda o il datore di lavoro, chiamato anche sostituto d’imposta.

Al lavoratore non rimane altro di verificare, nelle buste paga, di aver ricevuto il conguaglio che, ripetiamo, può essere a credito o a debito.

Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Quando arriva il conguaglio del datore di lavoro?

Abbiamo visto cos’è il conguaglio in busta paga, cosa determina, chi lo riceve (o deve pagarlo) e, soprattutto, chi deve occuparsene.

Il conguaglio in busta paga è un’operazione effettuata dal datore di lavoro o dall’azienda a cui presta servizio un lavoratore dipendente.

Il conguaglio in busta paga si riferisce all’anno precedente: quindi se viene effettuato nel 2022, sarà relativo all’anno di imposta 2021. L’azienda, se in possesso del modello 730 del lavoratore dipendente, potrà provvedere al conguaglio anche prima di fine anno.

A norma di legge, appena ricevuto il modello 730 dal lavoratore, il datore di lavoro o l’azienda dovrà rapidamente provvedere al conguaglio, che sarà visibile nella busta paga del dipendente.

Nel caso in cui il lavoratore dipendente dovesse essere in credito con il Fisco, sarà il datore di lavoro o l’azienda a versare il credito spettante in busta paga, anche a rate, spalmato su più mensilità.

Se dovesse essere impedito e non provvedere al conguaglio e, quindi, al versamento della somma spettante, il datore di lavoro deve obbligatoriamente comunicarlo al lavoratore.

Ma quando arriva il conguaglio del datore di lavoro? I tempi possono variare, in base alla situazione e al tempismo del datore di lavoro.

Una volta che il lavoratore dipendente invia il modello 730, che viene dichiarato tra le date del 19 maggio e del 30 settembre, potrà ricevere il conguaglio in busta paga già il mese successivo e, comunque, non oltre il termine ultimo del 28 febbraio 2022.

Può anche accadere che, a fine anno, venga effettuato un conguaglio finale per rimediare a eccedenze o mancanze a livello contributivo e di imposte.

Quando arriva il conguaglio del datore di lavoro? Cosa accade se non arriva?

Abbiamo detto, dunque, che il conguaglio in busta paga è un’operazione obbligatoria che spetta al datore di lavoro o all’azienda. Cosa succede se il conguaglio non viene effettuato?

Il rischio, per il sostituto d’imposta, è di incorrere in sanzioni pecuniarie molto pesanti.

Quando il credito del lavoratore nei confronti del Fisco è superiore a 4.000 euro, in assenza di conguaglio scatterebbero una serie di controlli da parte del Fisco, provocando un dilatamento dei tempi di erogazione.

Quando arriva il conguaglio del datore di lavoro
Quando arriva il conguaglio del datore di lavoro?

Quando arriva il conguaglio del datore di lavoro: Bonus 150 ai lavoratori dipendenti

Quando arriva il conguaglio del datore di lavoro? Ricordiamo che a novembre, i lavoratori dipendenti con una retribuzione imponibile, relativa al mese di novembre 2022, non superiore a 1.538 euro potranno ricevere il Bonus 150 euro.

L’erogazione è integrata nella busta paga del mese di novembre 2022, con esposizione esplicita nel relativo LULU in favore di queste categorie di lavoratori:

In ogni caso, il lavoratore dovrà presentare, in anticipo, una dichiarazione che attesti di non aver già ricevuto il Bonus 150 euro (è una misura una tantum).

Leggi anche: cosa succede se l’azienda non eroga il Bonus 150 euro ai lavoratori?

Le somme erogate con la retribuzione di competenza del mese di novembre verranno portate a conguaglio dal datore di lavoro, tramite la denuncia UniEmens, trasmessa telematicamente entro e non oltre il 31 dicembre 2022.

Se dovessero essere presenti eventi con copertura di contribuzione figurativa integrale a carico dell’INPS, il Bonus 150 euro non spetterebbe, pur in presenza di un rapporto lavorativo nel mese di novembre, nel caso in cui la retribuzione venisse azzerata a causa della sospensione del rapporto di lavoro per eventi non coperti da contribuzione figurativa, come l’aspettativa non retribuita.

L’erogazione del Bonus 150 euro in busta paga genererà un credito che il datore di lavoro o l’azienda potrà compensare in sede di denuncia contributiva mensile.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul bonus 150 euro:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp