Quando arriva la legge di Bilancio 2023 (e cosa aspettarsi)

La premier Meloni si trova alle prese con la stesura del testo della legge di Bilancio. La sua elezione in autunno ha generato ritardi nell’iter ordinario di approvazione. Vediamo allora quando arriva la legge di Bilancio

10' di lettura

Quando arriva la legge di Bilancio? Il termine ultimo è il 31 dicembre (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unicoLeggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

La caduta anticipata del governo ha generato dei ritardi nell’iter di approvazione della legge di Bilancio. Slittano date e le varie discussioni. Ne parliamo in questo approfondimento.

Indice

Quando arriva la legge di Bilancio: i ritardi

Fin dai primi giorni del suo insediamento, il governo guidato da Giorgia Meloni sta lavorando alla stesura della legge di Bilancio, una delle più importanti dell’anno, perché spiega nel dettaglio come saranno spese le risorse pubbliche nei prossimi anni e per quali voci.

Visto che nella prima volta nella storia si è votato in autunno, le tempistiche per la scrittura della legge di Bilancio sono più strette del solito.

Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Quando arriva la legge di Bilancio: le tempistiche 

La legge di Bilancio rappresenta la conclusione del cosiddetto “ciclo di bilancio”, ossia il percorso con cui ogni anno l’Italia approva la programmazione del suo bilancio nazionale. I vari passaggi del ciclo di bilancio hanno scadenze precise, che però non sono sempre rispettate.

Entro il 27 settembre, per esempio, il governo dimissionario di Mario Draghi ha dovuto presentare la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (Nadef), che aggiorna le previsioni economiche e di finanza pubblica del Documento di economia e finanza presentato ad aprile.

Quest’anno, a causa delle anomale elezioni in autunno e dell’insediamento di un nuovo governo a ridosso di questa scadenza, il governo Draghi ha presentato una prima versione della Nadef il 28 settembre, che è stata poi rivista e aggiornata dal governo Meloni il 4 novembre. 

In seguito, entro il 15 ottobre tutti gli Stati dell’Unione europea hanno dovuto trasmettere alla Commissione europea il Documento programmatico di bilancio (Dpb), che illustra all’Ue il proprio progetto di bilancio per l’anno successivo.

La scadenza è stata rispettata dal governo Draghi. La Commissione europea ha poi un mese e mezzo di tempo per valutare i Dpb ricevuti e confermare se questi rispettano o meno gli impegni e gli obiettivi di bilancio dell’Ue. 

Entro il 20 ottobre, poi, il governo avrebbe dovuto approvare e presentare alle camere il vero e proprio disegno di legge di Bilancio per l’anno successivo. La data però non è vincolante e in passato diversi governi hanno accumulato ritardi.

In ogni caso, la legge di Bilancio deve essere inderogabilmente approvata entro il 31 dicembre, altrimenti si rischia di entrare nel cosiddetto “esercizio provvisorio”. In questo caso la spesa pubblica è permessa “per dodicesimi”, ossia si prende la previsione di spesa fatta dal governo nella legge di Bilancio dell’anno precedente e la si divide per dodici mesi.

Il risultato rappresenta il tetto di spesa mensile per un massimo di quattro mesi, con uno stallo che al massimo potrebbe durare fino ad aprile 2023

«Il testo non viene scritto interamente dall’ufficio legislativo del Mef, ma c’è una continua interlocuzione tra gli uffici legislativi dei vari ministeri», ha spiegato a Pagella Politica Francesca Biondi, professoressa di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano. «È un lavoro collegiale, molto tecnico». 

A questo punto, una volta pronto, il testo della legge di Bilancio viene discusso e approvato dal Consiglio dei ministri e passa poi all’esame del Parlamento. Come detto, in teoria il governo dovrebbe presentare al Parlamento la legge di Bilancio entro il 20 ottobre, in modo da dare a entrambe le camere il tempo per discuterla ed eventualmente presentare emendamenti per modificarla.

Negli anni recenti, questa data non è stata mai rispettata: nel 2021, per esempio, il governo Draghi ha trasmesso la legge al Parlamento l’11 novembre e quest’anno, con l’anomalo cambio di governo in autunno, le tempistiche si stanno allungando ulteriormente.

Quando arriva la legge di Bilancio: la discussione in Parlamento

In ogni caso, l’approvazione da parte del governo rappresenta soltanto un primo passo verso l’entrata in vigore definitiva del testo, che come tutti i disegni di legge deve ricevere il via libera, con gli stessi contenuti, da entrambi i rami del Parlamento. La prassi vuole che l’esame parlamentare inizi in modo alternato tra le due camere, quindi un anno dalla Camera e quello successivo dal Senato. Quest’anno l’esame inizierà alla Camera. 

Quando arriva la legge di Bilancio: il maxiemendamento del governo

Quando arriva la legge di Bilancio? Per evitare di allungare eccessivamente i tempi di esame, «a un certo punto il governo presenta in commissione o in assemblea un maxiemendamento interamente sostitutivo del testo originario e pone la questione di fiducia», ha detto Biondi.

«Oggi è quasi impossibile che si approvi una legge di Bilancio senza maxiemendamento. Pur utilizzando al meglio le tecniche del diritto parlamentare, gli emendamenti presentati sono troppi per poterli discutere singolarmente».

Quando il governo pone la “questione di fiducia” su un provvedimento, in questo caso la legge di Bilancio, i tempi dell’esame del testo da parte del Parlamento si riducono, perché cade la possibilità per le aule di votare modifiche al testo. In questo modo, però, il governo rischia di perdere la fiducia di una delle due aule, nel caso in cui non avesse la maggioranza dei voti. 

Generalmente, il maxiemendamento rappresenta comunque una sintesi dei lavori parlamentari e delle richieste avanzate in sede di esame: «Alcune proposte che trovano d’accordo la maggioranza, e a volte anche l’opposizione, che vengono elaborate durante il dibattito parlamentare, molto spesso vengono inserite nel maxiemendamento», ha sottolineato Biondi. 

Quando arriva la legge di Bilancio: i decreti attuativi

Una volta arrivata l’approvazione definitiva in Parlamento della legge di Bilancio, il testo non dispiega subito tutti i suoi effetti.

Di solito, la legge di Bilancio contiene decine di decreti attuativi: in concreto, l’attuazione di una misura prevista dalla legge viene demandata a singoli ministeri, che devono approvare ulteriori decreti per rendere definitivamente operative alcune misure, come la ripartizione dei soldi di un fondo o i criteri di assunzione di personale.

Non è raro che alcuni provvedimenti contenuti da una legge di Bilancio poi finiscano su un binario morto, perché i necessari decreti attuativi per renderli operativi non vengono approvati.

Secondo i dati più aggiornati del dipartimento Ufficio per il programma di governo, della Presidenza del Consiglio dei ministri, a oggi non sono ancora stati adottati 28 decreti attuativi previsti dalla legge di Bilancio per il 2022, approvata alla fine dell’anno scorso. Oltre 120 decreti attuativi previsti dal testo, invece, sono stati approvati.

Quando arriva la legge di Bilancio: lo scenario attuale 

Come già avanzato, procedono necessariamente a ritmi serrati i lavori per la definizione del pacchetto di misure in campo dal 1° gennaio visto il ritardo accumulato in partenza: le elezioni politiche fissate al 25 settembre, infatti, hanno necessariamente intaccato la canonica tabella di marcia prevista per la definizione della legge di Bilancio 2023.

L’impianto della Manvora, che dovrà essere messo nero su bianco in forma embrionale con il Documento Programmatico di Bilancio, è attesissimo non solo per una questione temporale ma anche perché rappresenta il primo lavoro composito del nuovo Governo.

La Manovra sarà chiarissima nel documento di bilancio che sarà presentato, immagino nell’arco massimo di tre settimane da ora”.

Ha annunciato Giancarlo Giorgetti durante l’audizione sulla Nota di aggiornamento al DEF del 9 novembre 2022 auspicando, allo stesso tempo, un anticipo rispetto a questo pronostico.

Quando arriva la legge di Bilancio: la tabella di marcia 

L’approvazione della Manovra 2023 ha una serie di date di scadenza interne con la presentazione al Parlamento, ed europee per la valutazione della politica di Bilancio a livello comunitario.

Ed è proprio su questa tabella di marcia che bisognerà procedere spediti, una tappa dopo l’altra, perché le elezioni politiche fissate il 25 settembre 2022 hanno fatto accumulare un ritardo di circa un mese sui lavori preparatori che portano alla definizione del testo della Legge di Bilancio.

PROGRAMMAZIONESCADENZA
Presentazione del DEF al Parlamento10 aprile
Presentazione alle Camere della Nota di aggiornamento del DEF27 settembre
Presentazione del Documento Programmatico di Bilancio15 ottobre
Presentazione alle Camere del disegno di legge del bilancio dello Stato20 ottobre
Parere dalla Commissione UE sul DPB30 novembre
Approvazione del Parlamento della Legge di Bilancio31 dicembre
Eventuali disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblicaentro il mese di gennaio
Le scadenze per l’approvazione della legge di Bilancio

Quando arriva la legge di Bilancio: dal cuneo fiscale alle pensioni e lavoro

Quando arriva la legge di Bilancio? Ancora meno definito ma altrettanto fitto è, invece, il panorama delle novità dal punto di vista del lavoro.

Tra i temi caldi degli ultimi mesi c’è anche il taglio al cuneo fiscale, avviato dal governo Draghi con le misure introdotte tramite la legge di Bilancio scorsa e il decreto Aiuti bis che da luglio 2022 ha portato al 2 per cento il valore dell’esonero contributivo per coloro che hanno una retribuzione mensile fino a 2.692 euro.

Meloni ha promesso una riduzione del cuneo fiscale pari al 5 per cento ma, vista anche la necessità di recuperare risorse, è verosimile pensare che si procederà per gradi.

Con il termine cuneo fiscale si indica l’insieme di imposte e contributi sul lavoro: sia le somme trattenute al lavoratore che gli oneri a carico delle imprese.

È molto probabile, quindi, che i prossimi interventi riguarderanno anche le aziende e che per i lavoratori si confermerà la linea già adottata per il 2022.

Quando arriva la legge di Bilancio?
Quando arriva la legge di Bilancio?

I riflettori sono puntati anche su quello che viene dopo il lavoro, le pensioni: l’intenzione del Governo è quella di confermare Opzione donna e Ape sociale e di proporre una formula di Quota 41 non semplicemente legata agli anni di contributi ma anche all’età dai 61 in poi.

Infine, in linea con le intenzioni più volte dichiarate, si interverrà anche con una riforma del reddito di cittadinanza con la legge di Bilancio 2023: le modifiche saranno sicuramente in senso restrittivo e serviranno anche a recuperare risorse. La direzione è quella di intervenire sulla platea degli occupabili portando il limite di offerte di lavoro che è possibile rifiutare prima di perdere l’assegno a una sola proposta.

Sia sul fronte del fisco che del lavoro, però, nulla è ancora definito e le prossime settimane saranno fitte di incontri. Resta il fatto che – al di là delle linee già sviscerato fino ad ora – il tema pensioni resterà cruciale.

Senza alcuna “deroga” pensionistica si ritornerà alla Fornero (per buona pace di Matteo Salvini). Al contrario, pensare di intervenire per evitare ciò occorrerà reperire altre risorse da una coperta già abbondantemente corta. 

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni:

Entra nei gruppi offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie