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Quando bisogna pagare il patronato: casi ed esempi

Quando bisogna pagare il patronato: casi ed esempi. Scopri nell'approfondimento quando l'attività del patronato a cui ci si rivolge è gratuita e quando, invece, bisognerà pagare i servizi. Ecco i diversi casi e gli esempi.

di Imma Duni

Marzo 2023

Quando bisogna pagare il patronato? Scopri, con casi ed esempi, quando l’attività del patronato a cui ci si rivolge è gratuita e quando, invece, bisogna pagare i servizi ricevuti (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Quando bisogna pagare il patronato: ecco i casi

I patronati sono uffici di consulenza fiscale ed assistenza previdenziale, regolamentati dal Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali.

Finanziati dallo Stato e, principalmente, dai contributi previdenziali INPS versati dai cittadini.

Sino al 2017 le pratiche del patronato sono state completamente gratuite. Dal 2018 le cose sono cambiate.

Quando bisogna pagare il patronato: operazioni gratuite

Ecco un elenco delle pratiche gratuite dei patronati:

Quando bisogna pagare il patronato: operazioni a pagamento

Le altre pratiche gratuite, ma sulle quali spesso il patronato (essendo parte del sindacato) richiede un contributo annuale o una trattenuta mensile, sono:

I patronati sono gli uffici di consulenza associati ai vari sindacati. Ecco perché i loro servizi sono totalmente gratuiti per gli iscritti al Sindacato, mentre per i non iscritti, per alcuni servizi (tranne quelli gratuiti visti sopra) viene richiesto un pagamento non superiore a 24 euro a operazione.

Intorno ai 20 euro potrebbe costare, ad esempio, la dichiarazione dei redditi e l’invio telematico all’INPS, sempre per i non iscritti.

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Quando bisogna pagare il patronato: ecco alcuni esempi

Non possiamo stilare un elenco “fisso” delle operazioni a pagamento del patronato, perché dipende dal singolo sindacato regionale.

Puoi rivolgerti all’auto patronato di fiducia e chiedere quali sono le operazioni da pagare se non sei iscritto e in seguito vagliare l’ipotesi di iscriverti al sindacato oppure no.

O, ancora, puoi prima esaminare il sito INPS e constatare se riesci a inviare la domanda o l’istanza da solo. Di solito l’invio telematico è molto intuitivo e semplice, potresti scoprire di non aver bisogno del patronato e di poterlo fare comodamente da casa.

Esempi:

Il Patronato Inas, associato al sindacato Cisl, richiede un contributo di 15 euro per alcune operazioni.

Anche il patronato Ital della UIL prevede il pagamento di 15 euro o 20 euro per l’invio di alcune richieste INPS.

Ad esempio può essere richiesta una somma dalle 15 alle 20 euro per queste operazioni:

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

Quando bisogna pagare il patronato
Quando bisogna pagare il patronato: in foto un impiegato in ufficio.

Quando bisogna pagare il patronato: differenza tra patronato e Caf

In linea generale la differenza tra patronato e Caf è la seguente: il primo segue prevalentemente pratiche previdenziali (INPS e INAIL), il secondo segue pratiche fiscali (dichiarazione dei redditi).

Questo non significa che il patronato non possa esplicare pratiche fiscali. Anzi, la maggior parte delle volte il patronato ha al suo interno un Caf, che si occupa della parte fiscale.

I Caf, però, possono anche essere enti indipendenti dal patronato e possono far pagare alcune operazioni. Se, infatti, l’invio telematico della dichiarazione dei redditi già compilata è completamente gratuita, la sua compilazione può richiedere il versamento di una somma di denaro.

Lo stesso vale per ottenere la firma digitale o lo SPID.

Quando bisogna pagare il patronato: tabella riepilogativa

Approfondiamo il tutto nella prossima tabella:

SERVIZI GRATUITI CAFSERVIZI GRATUITI OFFERTI DAL PATRONATO
Trasmissione dei modelli precompilatila pensione di invalidità
l’assegno di inabilità o il suo rinnovo
la pensione anticipata (quota 100), di vecchiaia o di anzianità
la pensione complementare
la pensione ai superstiti
le ricostituzioni di pensioni per supplemento o per contributi pregressi
la pensione privilegiata
la pensioni per ciechi e sordomuti
la pensione di guerra
la malattia professionale o la sua revisione
il danno biologico o la sua revisione
l’infortunio non denunciato
il diritto alla rendita
la rendita a superstiti di titolari o non titolari di rendita
il primo pagamento o il prolungamento dell’indennità temporanea
la causa di servizio
l’indennità di accompagnamento
l’equo indennizzo e la sua revisione
le affezioni da emoderivati
la pensione o l’assegno di invalidità civile
le indennità di comunicazione e di frequenza
l’assegno e la pensione sociale
il permesso di soggiorno e il suo rinnovo
il ricongiungimento familiare
Tabella riepilogativa Caf e patronato

Abbiamo visto quando bisogna pagare il patronato. Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul fisco e sulle tasse:

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