Quando deve essere restituito l’assegno sociale?

Quando deve essere restituito l'assegno sociale? Quando il sussidio non deve essere erogato perché sono venute meno le condizioni economiche? E bel caso quando il beneficiario è costretto a restituire le somme ricevute. E quando invece, nonostante i requisiti non siano sufficienti, non deve rimborsare nulla all'Inps?

4' di lettura

Quando deve essere restituito l’assegno sociale? Eh sì, perché può capitare. La prestazione assistenziale viene erogata dall’Inps a tutti coloro che a 67 anni non hanno maturato il diritto alla pensione e si trovano per questo in una situazione di grave disagio economico.

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Ma come tutte le prestazioni assistenziali viene aggiornato ogni anno, e quindi ogni anno si verifica la presenza dei requisiti necessari per ottenere il beneficio.

Quando deve essere restituito l’assegno sociale? Quando dunque vengono meno i requisiti. Ma non sempre è così.

Quando deve essere restituito l’assegno sociale? I requisiti per ottenerlo

Prima di rispondere alla domanda quando deve essere restituito l’assegno sociale, vediamo quali sono i requisiti necessari per avere il beneficio erogato dall’Inps:

  • almeno 67 anni di età;
  • cittadinanza italiana, cittadinanza di un Paese Ue (se iscritto all’anagrafe di un comune italiano); cittadini extra Ue con un permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • residenza stabile in Italia da almeno 10 anni;
  • reddito non superiore a 5.983,64 euro;
  • reddito non superiore a 11.967,28 euro se chi lo richiede è coniugato.

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Quando deve essere restituito l’assegno sociale? A quanto ammonta

Il diritto a questo sussidio viene concesso in particolare per lo stato di bisogno del richiedente. E quindi oltre alla situazione reddituale potrebbe avere un peso anche il patrimonio mobiliare e immobiliare.

L’assegno sociale ammonta a 460,28 euro al mese per 13 mensilità.

Quando deve essere restituito l’assegno sociale? Redditi non considerati

Quando deve essere restituito l’assegno sociale lo vedremo presto.

Nel frattempo vediamo meglio quali redditi vengono considerati quando si verifica la sussistenza dei requisiti per l’erogazione del beneficio. Redditi che possono fare riferimento sia a chi ne fa richiesta, sia al coniuge:

  • i redditi assoggettabili all’Irpef;
  • i redditi esenti da imposta;
  • i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta (tra l’altro anche le vincite);
  • i redditi soggetti a imposta sostitutiva (interessi postali e bancari, titoli di Stato e così via);
  • le pensioni vitalizie dell’Inail,
  • le pensioni di guerra;
  • le pensioni erogati da Stati stranieri;
  • le pensioni e gli assegni per invalidi civili;
  • gli assegni alimentari.

Quando deve essere restituito l’assegno sociale? Redditi da considerare

Nei casi sopra elencati quei redditi incidono sui requisiti per la concessione dell’assegno sociale,

Vediamo ora quali sono invece i redditi che non devono essere considerati. Quelli cioè che non rientrano nel calcolo per stabilire l’eventuale superamento della soglia di reddito stabilita dalla legge:

  • Il Tfr (trattamento di fine rapporto);
  • la rendita dell’abitazione principale;
  • gli arretrati da lavori dipendente (anche quelli in arrivo dall’estero);
  • l’indennità di accompagnamento;
  • gli assegni erogati dall’Inail per l’assistenza personale;
  • diversi vitalizi per ex combattenti.

Quando deve essere restituito l’assegno sociale? Cosa accade

Ora abbiamo un quadro sintetico, ma sufficientemente accurato, per stabilire quando, a chi e con quali requisiti viene rilasciato il beneficio degli assegni sociali.

Possiamo dunque rispondere ora alla domanda quando deve essere restituito l’assegno sociale.

E quindi quando un contribuente perde o rischia di perdere il beneficio o potrebbe comunque riceverlo, ma con una decurtazione, cosa accade? Ovvero: i soldi ricevuti con l’assegno sociale senza averne i requisiti devono essere tutti o solo in parte restituiti? In quali casi? E quanto?

Quando deve essere restituito l’assegno sociale? In questi casi

La Cassazione ha stabilito che se non ci sono delle normative precise in materia, quel sussidio erogato deve essere restituito:

  • solo a partire da quando c’è un provvedimento con il quale si accerta che sono venute meno le condizioni prevista dalla legge per la concessione del beneficio (non vengono quindi rispettati alcuni requisiti);
  • se viene accertato che chi ha fatto domanda ha omesso in malafede di segnalare che alcuni requisiti non erano rispettati.

Ci sono comunque dei limiti alla restituzione dell’assegno sociale erogato “per errore”:

  • l’indebito pagamento è stato effettuato per un errore commesso dall’Inps;
  • se continua a sussistere il legittimo affidamento di chi percepisce l’assegno sociale.

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