Quando e come contestare una cartella esattoriale

Quando e come contestare una cartella esattoriale: quando ci sono i presupposti per farlo, dalla prescrizione alla decadenza, all'illegittimità. Tutti i motivi di nullità e di vizi formali e i tempi di prescrizione per i diversi tipi di debiti contenuti nella cartella.

6' di lettura

Quando e come contestare una cartella esattoriale. E cioè quando è possibile farsi cancellare i debiti dopo la notifica di una cartella esattoriale? Quando ci sono dei motivi di nullità, dai vizi formali alla prescrizione?

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Risponderemo a queste domande nel corso dell’articolo che state leggendo.

Quando e come contestare una cartella esattoriale: premessa

Ma con una premessa di partenza: non è semplice impugnare una cartella esattoriale, bisogna entrare nel merito dell’atto. E non sempre è una azione che va a buon fine.

Ci sono poi dei costi da tenere in considerazione, a partire da quelli dell’avvocato.

Senza dimenticare un dettaglio non da poco: le cartelle esattoriali vanno in prescrizione dopo 5 anni, una sentenza di condanna dopo 10. Questo significa, nel caso si perda la causa, raddoppiare i tempi di prescrizione (con l’aggiunta delle spese sostenute per avviare il procedimento giudiziario).

Ne consegue che bisogna contestare una cartella esattoriale quando ci sono buone possibilità di ottenere una sentenza positiva.

Ma andiamo avanti e vediamo quando e come contestare una cartella esattoriale.

In ogni caso, per importi che non sono superiori a 50mila euro, è indispensabile notificare l’atto di ricorso all’Agenzia delle Entrate e Riscossione per un eventuale tentativo di mediazione tributaria.

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Quando e come contestare una cartella esattoriale: prescrizione

Abbiamo detto che bisogna pensarci bene prima di contestare una cartella esattoriale, ma è pur vero che il numero di cartelle esattoriali che arrivano quando sono già prescritte è molto alto.

Una cartella prescritta deve comunque essere impugnata. Non potete cioè dire “è scaduta” e far finta di nulla.

La mancata opposizione comporta delle conseguenze: quella cartella esattoriale illegittima diventa definitiva.

In quel caso va pagata. Sempre.

È dunque importante per quando e come contestare una cartella esattoriale capire se l’atto vi è stato consegnato quando era già in prescrizione.

Quando e come contestare una cartella esattoriale: termini di prescrizione

La prima cosa da fare è verificare i termini di prescrizione.

Che sono questi:

  • 10 anni di prescrizione per tutte le imposte statali, come Iva, Irap, Irpef, canone Rai, imposta di bollo. In alcune sentenze della Cassazione si ritiene che Irpef e Irap si prescrivano in 5 anni.
  • 5 anni di prescrizione per tutte le imposte comunali e regionali (Imu, Tari, Tosap) e per le sanzioni che sono state stabilite dal prefetto e le multe per violazioni al codice della strada.
  • 3 anni per la prescrizione del bollo auto.

Quando e come contestare una cartella esattoriale: la verifica per la prescrizione

Dopo aver verificato i termini di prescrizione bisogna accertarsi quando è stato notificato l’atto precedente alla cartella esattoriale. Potrebbe trattarsi di un avviso di accertamento, una intimazione, un preavviso di ipoteca o di fermo amministrativo dell’auto o anche un’altra cartella.

Se tra la notifica del primo atto e il secondo si superano i limiti di tempo (quelli descritti nel precedente paragrafo), allora si conferma la prescrizione. Il debito deve essere cancellato dal giudice.

Quando e come contestare una cartella esattoriale: la decadenza

Oltre alla prescrizione, le cartelle esattoriali vanno incontro anche alla decadenza.

La decadenza viene dichiarata quando tra l’iscrizione al ruolo che certifica il credito e la notifica della cartella esecutiva sono trascorsi più di due anni.

In questo caso il debito viene estinto per decadenza. Anche in questo caso comunque, come per la prescrizione, è necessario presentare ricorso al giudice.

Quando e come contestare una cartella esattoriale: illegittimità

Continuiamo a verificare quando e come contestare una cartella esattoriale.

Abbiamo visto che una cartella esattoriale può essere prescritta o decaduta. C’è anche la possibilità che sia illegittima.

Una cartella esattoriale può essere dichiarata illegittima se all’interno non sono contenuti alcuni elementi ritenuti essenziali.

Due in particolare:

  • il calcolo degli interessi;
  • la motivazione.

Quando e come contestare una cartella esattoriale: calcolo interessi

Il calcolo degli interessi è un elemento indispensabile in una cartella esattoriale.

A volte nell’atto esecutivo è indicata la cifra complessiva del debito del contribuente, ma si omette di diversificare il capitale dovuto dagli interessi maturati.

Per la Cassazione in questi casi la cartella è da dichiararsi nulla. Perché il contribuente non ha possibilità di distinguere i diversi costi del conteggio.

Quando e come contestare una cartella esattoriale: assenza motivazione

Oltre al calcolo degli interessi nella cartella esattoriale deve essere indicata anche la motivazione e quindi la presunta irregolarità che viene attribuita al contribuente. Si tratta di un presupposto indispensabile per il procedimento. Se non c’è la cartella è illegittima.

Quando e come contestare una cartella esattoriale: mancata notifica

C’è anche la mancata notifica della cartella esattoriale tra i motivi più consistenti per muovere una contestazione con ottime possibilità di successo.

Per verificare se avete dei debiti con l’Agenzia delle Entrate e riscossione, si può chiedere (anche online), una verifica sull’estratto di ruolo.

Se ci sono dei debiti, ma non vi è stato comunicati nulla, significa che la cartella non è stata notificata correttamente.

Anche in questo caso la cartella esattoriale è illegittima per non è mai stata consegnata al contribuente.

Si può impugnare l’estratto di ruolo e chiedere la cancellazione del debito.

Quando e come contestare una cartella esattoriale: tempi per il ricorso

Ma il quando e come contestare una cartella esattoriale presuppone anche dei limiti temporali.

Ovvero, così come l’Agenzia delle Entrate deve rispettare dei termini, così anche il contribuente che vuole opporsi a una cartella deve farlo entro dei limiti di legge.

Vediamo quali sono:

  • tasse e tributi: ricorso alla Commissione tributaria entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale;
  • multe e sanzioni amministrative: ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica della cartella esattoriale;
  • contributi previdenziali: ricorso al tribunale ordinario entro 40 giorni dalla notifica della cartella;
  • fermo auto e multe stradali: ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica della cartella.

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