Quando i Buoni postali vanno in successione

Cosa fare quando i Buoni postali vanno in successione? Scopriamolo insieme!

7' di lettura

Ecco come ottenere il rimborso quando i Buoni postali vanno in successione. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

In caso di decesso dell’intestatario di uno o più Buoni fruttiferi postali, questi passano agli eredi che hanno il diritto di chiedere il rimborso. I Titoli di Stato ed i Buon postali, inoltre, non sono soggetti all’imposta di successione (Decreto Legislativo 31 ottobre 1990 n. 346[1], art. 12), quindi teoricamente si potrebbe evitare di inserirli nella Dichiarazione di successione.

Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate, nella guida Pdf che contiene le istruzioni su come compilare la Dichiarazione di successione (pag. 10), “consiglia” espressamente di inserire comunque i Buoni, specificando che questi sono esenti dall’imposta. Se vengono inseriti allora va allegata anche la fotocopia.

Vediamo in dettaglio come avviare la procedura di rimborso quando i Buoni postali vanno in successione.

Indice

Quando i Buoni postali vanno in successione: cosa fare se il Buono è cointestato

Se un Buono fruttifero postale è cointestato e uno degli intestatari muore, l’altro può chiedere il rimborso del Buono senza avviare la procedura di successione.

C’è però una differenza da fare e cioè tra i Buoni emessi prima o dopo dicembre del 2000. In dettaglio, i buoni emessi a partire dal 28 dicembre 2000 vengono sottoscritti con una clausola chiamata di pari facoltà di rimborso (PFR). Questa clausola stabilisce che, se uno dei degli intestatari viene a mancare, l’altro può ottenere il rimborso del Buono semplicemente andando all’Ufficio Postale a riscuoterlo.

Invece, per i Buoni emessi prima del 28 dicembre 2000, in caso di decesso di uno dei titolari, l’altro intestatario può chiedere il rimborso del Buono solo se non ci sono esplicite opposizioni da parte degli eredi (DpR 156/1973, art. 157).

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Quando i Buoni postali vanno in successione: serve la Dichiarazione di successione per il rimborso?

Quando si riceve un’eredità è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate la Dichiarazione di successione, in cui si comunica chi eredita e cosa. Dopo aver presentato il documento l’Agenzia rilascia un’attestazione di avvenuta presentazione della Dichiarazione di successione.

La copia dell’attestazione può essere scaricata in qualsiasi momento accedendo all’area personale sul sito dell’Agenzia ed effettuando l’accesso con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) e CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Se un Buono non è cointestato allora, alla morte dell’intestatario, le Poste bloccano la possibilità di effettuare qualsiasi operazione e gli eredi devono avviare la pratica di rimborso per successione.

In alcuni casi, quando i Buoni postali vanno in successione, è necessario presentare la copia della Dichiarazione di successione, per ottenere il rimborso, e in alcuni casi no. Vediamo perciò le casistiche e come cambia la procedura.

In questo contesto, potreste trovare interessanti anche i nostri articoli sul Rendimento Buoni Fruttiferi Postali 2023, con esempi di calcolo, e su tutte le opportunità di investire con i Buoni.

Quando i Buoni postali vanno in successione: rimborso senza Dichiarazione di Successione

Come abbiamo detto, quando i Buoni postali vanno in successione, non sempre è necessario presentare copia dell’attestazione della Dichiarazione di successione per ottenere il rimborso.

Nello specifico non serve la Dichiarazione di successione se si verificano allo stesso tempo queste due condizioni:

  • l’attivo ereditario, cioè il valore dell’eredità nel complesso, non supera i 100.000 euro;
  • l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto. Ovvero, se si eredita dal coniuge, dalla madre, dal padre o dai figli e non si tratta, invece, di un’eredità avuta, ad esempio, da fratelli o sorelle.

In questo caso, lo ripetiamo, non serve la Dichiarazione di successione, ma gli eredi devono avviare la pratica di rimborso del Buono direttamente alle Poste, portando la seguente documentazione:

  • Documento d’identità e Codice Fiscale del richiedente;
  • Dichiarazione di diritto all’esonero per il possesso dei requisiti di Legge (da sottoscrivere presso l’ufficio postale);
  • Dati anagrafici del de cuius (cioè nome e cognome, data e luogo di nascita, data e luogo del decesso, ultima residenza e Codice Fiscale del defunto intestatario);
  • Certificato di morte oppure Estratto di morte;
  • Solo se l’importo complessivo dei Buoni è superiore a 150.000 euro, va presentata anche la Dichiarazione sostitutiva di Atto Notorio autenticata in comune oppure l’Atto Notorio rilasciato dal notaio. Se l’importo complessivo dei Buoni è inferire o pari a 150.000 euro, questi documenti non servono.
  • Se si tratta di successione testamentaria, allora va presentata la copia conforme all’originale del verbale di pubblicazione del testamento olografo o del testamento segreto. Nel caso di testamento pubblico, la copia conforme all’originale dell’atto pubblico. In entrambi i casi sono documenti che si possono richiedere al notaio.

Quando i Buoni postali vanno in successione: rimborso con la Dichiarazione di Successione

Diversamente la procedura per ottenere il rimborso di un Buono è un po’ diversa ed è necessario presentare la Dichiarazione di successione, se si verifica anche solo una di queste due condizioni:

  • l’attivo ereditario, cioè il valore dell’eredità nel complesso, supera i 100.000 euro;
  • l’eredità non è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto, come madre padre o figli dello stesso e si tratta, ad esempio, di fratelli o sorelle come eredi.

In questo caso dopo che le Poste bloccano ogni possibile operazione con il Buono, perché gli eredi possano richiedere il rimborso, devono presentare tutti questi documenti:

  • Documento d’identità e Codice Fiscale del richiedente;
  • Dati anagrafici del de cuius (cioè nome e cognome, data e luogo di nascita, data e luogo del decesso, ultima residenza e Codice Fiscale del defunto intestatario);
  • Dichiarazione sostitutiva di Atto Notorio autenticata in Comune oppure Atto Notorio rilasciato dal Notaio, qualunque importo abbiano i Buoni;
  • Dichiarazione di successione;
  • Se si tratta di successione testamentaria, allora va presentata la copia conforme all’originale del verbale di pubblicazione del testamento olografo o del testamento segreto. Nel caso di testamento pubblico, la copia conforme all’originale dell’atto pubblico. In entrambi i casi sono documenti che si possono richiedere al notaio.

Per maggiori dettagli si può consultare l’opuscolo Pdf redatto dalle Poste sull’elenco dei documenti da consegnare.

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In foto la pagina dell’opuscolo Pdf delle Poste sulla pratica di successione.

Quando i Buoni postali vanno in successione: a che serve la Dichiarazione del credito?

Dobbiamo infine fare un’ulteriore distinzione, perché le procedure descritte valgono se il deceduto era intestatario esclusivamente di prodotti Poste esenti dall’imposta di successione. Ovvero, se l’unica cosa che si eredita sono Buoni fruttiferi postali.

Ma, nel caso in cui si ereditino anche prodotti su cui si applica la tassa di successione, ad esempio se il defunto era intestatario anche di un Libretto di risparmio postale, per la Dichiarazione di successione è necessario prima di tutto richiedere alle Poste la Dichiarazione del credito.

Questo documento permette di ottenere la Dichiarazione di successione e contiene i dettagli sulle somme che il defunto possedeva e che erano depositate o investite alle Poste al momento della sua morte.

Questo documento, lo ripetiamo, non viene rilasciato nel caso in cui il defunto possedesse solo Buoni fruttiferi postali, perché questi documenti sono esenti dalle imposte di successione.

La Dichiarazione del credito può essere richiesta online o presso gli Uffici postali. Tutte le informazioni sulla procedura sono contenute nella guida online delle Poste su come aprire la pratica di successione.

Potreste trovare utile anche leggere il nostro articolo su Successione e conto corrente: come sbloccare i soldi.

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