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Home / Diritto » Economia e Finanza / Quando lo sfratto non può essere eseguito: tutti i casi

Quando lo sfratto non può essere eseguito: tutti i casi

Quando lo sfratto non può essere eseguito? Vediamo insieme i casi particolari.

di Carmine Roca

Gennaio 2022

Quando lo sfratto non può essere eseguito, dal proprietario di casa nei confronti dell’inquilino moroso? (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook)

Ne parliamo in questo articolo, evidenziando i casi particolari che permettono al locatario di evitare lo sfratto.

Se sei interessato all’argomento e vuoi sapere quando lo sfratto non può essere eseguito, continua a leggere l’articolo.

Quando si rischia lo sfratto?

Dicevamo in apertura che, quando l’inquilino non paga al locatore l’affitto o le spese condominiali, allora è passibile di sfratto.

La procedura di sfratto inizia con l’invio di una diffida all’inquilino moroso, a cui verrà data una scadenza per potersi mettere in regola.

Questo avviene o per il mancato pagamento di una mese d’affitto entro 20 giorni dalla scadenza, oppure per il mancato pagamento delle spese condominiali per un ritardo di almeno 60 giorni.

L’inquilino moroso potrà mettersi in regola fino a quando il giudice, tramite sentenza, non stabilisca lo sfratto esecutivo nei suoi confronti.

Lo sfratto può essere bloccato dal locatario con un’opposizione al provvedimento, fornendo prove concrete che attestano la regolarità del suo operato, contestando la cifra richiesta dal padrone di casa, richiedendo la compensazione tra debiti e crediti, nel caso in cui l’inquilino vantasse un credito nei confronti del proprietario di casa, oppure sanando la posizione debitoria attraverso il pagamento dei canoni d’affitto.

Nei prossimi paragrafi, però, vedremo insieme quando lo sfratto non può essere eseguito.

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Quando lo sfratto non può essere eseguito?

Non sempre lo sfratto può essere eseguito. Ci sono delle situazioni che rendono impossibile cacciare di casa l’inquilino moroso.

Ci riferiamo alla mancata regolarità del contratto d’affitto. In parole povere, lo sfratto non può essere eseguito quando il proprietario di casa e il locatario non sottoscrivono un regolare contratto d’acquisto (affitto in nero).

In questo caso, il proprietario non può richiedere all’inquilino il pagamento dei canoni arretrati e, allo stesso tempo, l’inquilino può chiedere al proprietario di casa la restituzione delle somme versate in precedenza.

Il locatore, però, può comunque avviare una causa per occupazione senza titolo, nei confronti dell’inquilino moroso. Ma i tempi per arrivare a una conclusione, sono piuttosto lunghi (due, tre anni).

In questo lasso di tempo, il giudice può richiedere all’inquilino di versare comunque il fitto di casa, ma con prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato.

Un’altra situazione che comporta l’impossibilità di procedere a uno sfratto, è legata al pagamento dei canoni di locazione pregressi, da parte dell’inquilino. In questo modo, la procedura di sfratto si annulla.

Il locatario può, inoltre, richiedere al giudice che ha sentenziato la procedura di sfratto, 90 giorni di tempo per mettersi in regola. Se la domanda dovesse essere accolta, al termine dei 90 giorni sarà programmata un’altra udienza. Nel caso in cui l’inquilino dovesse mancare all’accordo preso, si procederà allo sfratto.

Quando lo sfratto non può essere eseguito
Quando lo sfratto non può essere eseguito: ecco i casi particolari.

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