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Quando il pignoramento perde efficacia: tutti i casi

Quando il pignoramento perde efficacia? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Marzo 2024

In questo articolo scopriremo quando il pignoramento perde efficacia (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Che cos’è il pignoramento?

Il pignoramento è una procedura legale attraverso la quale un creditore, dopo aver ottenuto un titolo esecutivo (come una sentenza di condanna al pagamento, un decreto ingiuntivo diventato esecutivo o una cambiale), può richiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria per soddisfare il proprio credito attraverso il sequestro e la vendita di beni appartenenti al debitore.

Ci sono vari tipi di pignoramento (o esecuzioni forzate) che un creditore può avviare a seguito di un debito non pagato:

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Quando il pignoramento perde efficacia?

L’articolo 497 del codice di procedura civile stabilisce che “il pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento sono trascorsi quarantacinque giorni senza che sia stata chiesta l’assegnazione o la vendita.”

In pratica, quando un bene viene pignorato, se passano 45 giorni senza che sia stata avviata la procedura per la sua assegnazione o vendita, il pignoramento perde la sua validità.

Il conteggio dei 45 giorni inizia dal momento in cui l’atto di pignoramento viene notificato al debitore.

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L’articolo 497 del codice di procedura civile.

Quando il pignoramento immobiliare perde efficacia?

Per quanto riguarda il pignoramento immobiliare, valgono le stesse regole esposte prima e cioè il pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento sono trascorsi 45 giorni senza che sia stata chiesta l’assegnazione o la vendita del bene.

Tuttavia, ci sono opinioni divergenti che suggeriscono, nel caso di un pignoramento immobiliare, l’avvio del conteggio dei 45 giorni dalla data di registrazione e non da quella della notifica. Questa distinzione segna due fasi distinte del processo di pignoramento immobiliare: la notifica al debitore e la registrazione ufficiale.

La registrazione serve a garantire che il processo di espropriazione dell’immobile pignorato proceda correttamente, permettendo la vendita del bene per soddisfare i crediti. Se la registrazione viene meno, non è possibile procedere con la vendita dell’immobile.

Annullare la registrazione significa eliminare tutti gli effetti legali della registrazione stessa, indipendentemente dalla legittimità del motivo per cui è stata cancellata. La giurisprudenza conferma che per ripristinare gli effetti di tale registrazione è necessario un nuovo procedimento.

Prima di procedere con la cancellazione della registrazione, il giudice deve consultare tutte le parti coinvolte, come previsto dalla legge. Solo dopo la decisione giudiziaria, il custode dei registri immobiliari può ufficializzare la cancellazione.

Come avviene la notifica del pignoramento

L’obbligo di notifica di un procedimento di pignoramento cambia a seconda che questo sia la conseguenza di un debito tra privati o con l’Agenzia delle Entrate. In particolare, se si tratta di una cartella non pagata, l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di procedere al pignoramento del conto corrente senza la necessità di attendere l’autorizzazione di un giudice.

Come avviene la notifica del pignoramento in caso di debiti tra privati

Quando il procedimento di pignoramento si svolge per un debito tra privati, al di fuori dell’ambito di azione del Fisco, esistono regole più stringenti per la notifica.

Per poter eseguire il pignoramento di un al fine di recuperare un credito in questo contesto, i creditori devono aderire a una procedura ben definita che implica:

Come avviene la notifica del pignoramento in caso di debiti con il Fisco

Nel contesto del recupero crediti tra privati, è necessario aspettare prima la notifica dell’atto di precetto, poi quella dell’atto di pignoramento. Questi passaggi non si applicano ai pignoramenti avviati dal Fisco.

Per i debiti nei confronti del Fisco, il pignoramento può essere eseguito senza la necessità di un’autorizzazione giudiziaria, in quanto la cartella esattoriale funge già da atto esecutivo. Se il pagamento non viene effettuato entro 60 giorni dalla notifica, è possibile procedere con il pignoramento.

FAQ: Domande frequenti sul pignoramento del conto corrente

Posso riattivare il pignoramento del conto corrente se successivamente deposito fondi sul conto?

Se il saldo del conto corrente è vuoto o in negativo, i fondi non vengono bloccati. Tuttavia, eventuali depositi successivi potrebbero essere soggetti a pignoramento, ciò dipende se si è chiuso o meno il procedimento di pignoramento avviato.

Quali sono le alternative al pignoramento del conto corrente vuoto?

Se il conto corrente è vuoto e ci sono in difficoltà finanziarie, è consigliabile cercare assistenza da parte di un consulente finanziario o di un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni. Possono esaminare le opzioni e consigliare sulle alternative al pignoramento, come la negoziazione del debito o l’elaborazione di un piano di rimborso.

Ci sono altre conseguenze se il mio conto corrente è vuoto durante una procedura di pignoramento?

Se il conto corrente è vuoto, non ci saranno conseguenze dirette legate al pignoramento. Tuttavia, è importante affrontare la situazione debitoria e cercare soluzioni per gestire il debito in modo adeguato.

Chi può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente?

Un creditore che ha un credito non soddisfatto nei confronti di un debitore può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente. Questo avviene generalmente attraverso un’azione legale o tramite un avvocato.

Posso impedire il pignoramento del mio conto corrente?

È possibile evitare il pignoramento del conto corrente attraverso diverse opzioni. Ad esempio, il pagamento del debito in modo tempestivo, la negoziazione con il creditore per un piano di pagamento rateale, la ricerca di assistenza da un consulente finanziario o un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni.

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