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Quando potrò andare in pensione? Come calcolarlo

Quando potrò andare in pensione: opzioni, requisiti anagrafici e contributivi. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

di Carmine Roca

Febbraio 2022

Milioni di lavoratori italiani si chiedono: quando potrò andare in pensione? (Scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito)

Alla luce delle novità introdotte nel sistema pensionistico, andiamo a vedere quali sono le opzioni ancora vigenti e i requisiti da soddisfare per accedere alla pensione.

Se sei interessato/a all’argomento e vuoi saperne di più, continua a leggere l’articolo.

Quando potrò andare in pensione: pensione di vecchiaia

Iniziamo col parlare della pensione di vecchiaia, dal 2019 fissata a 67 anni per tutte le categorie di lavoratori (dipendenti pubblici o privati e autonomi) e a prescindere dal sesso. L’attuale requisito anagrafico rimarrà in vigore almeno fino al 31 dicembre 2022.

Per accedere alla pensione di vecchiaia è necessario soddisfare anche il requisito contributivo di 20 anni, soglia che può essere raggiunta non solo con i contributi versati lavorando, ma anche con la contribuzione figurativa legata alla Naspi, con i contributi per maternità, con il riscatto degli anni di laurea e con gli accrediti gratuiti del servizio militare.

È possibile cumulare i contributi versati in tutte le gestioni INPS e nelle casse professionali, a patto che i periodi non coincidano tra loro.

Attualmente è possibile usufruire di deroghe previste dal decreto Amato del 1992, che prevedono la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi versati, mentre è prevista anche una pensione di vecchiaia contributiva con soli 5 anni di contributi versati, non precedenti il 1996: nel 2022 si può usufruirne a 71 anni, a prescindere dal sesso del lavoratore.

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Quando potrò andare in pensione: pensione anticipata e APE Sociale

È possibile, poi, accedere alla pensione anticipata ordinaria, a prescindere dall’età anagrafica, per i lavoratori iscritti alle gestioni INPS con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi versati (uomini) o 41 anni e 10 mesi di contributi versati (donne), sia prima che dopo il 1995 (sistema di calcolo contributivo o misto).

L’opzione pensionistica dovrebbe rimanere in vigore fino al 2026, con una finestra mobile (il periodo di tempo che trascorre dalla maturazione del requisito al primo assegno percepito) di 3 mesi.

Una forma di pensione anticipata è l’APE Sociale, riservata alle cosiddette categorie deboli che includono i caregiver che assistono parenti di primo o secondo grado con gravi disabilità, i disabili con almeno il 74% di invalidità civile riconosciuta, gli addetti a mansioni gravose e i disoccupati. È stata confermata fino al 31 dicembre 2022.

Per accedervi bisogna aver compiuto almeno 63 anni e aver maturato dai 30 ai 36 anni di contributi, in base alla categoria di lavoratori. L’APE Sociale prevede l’erogazione di un’indennità pari al massimo a 3 volte l’assegno sociale fino a quando non maturano i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia.

Quando potrò andare in pensione: lavoratori precoci e isopensione

Per quanto riguarda il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci, questo è possibile a chi ha versato almeno un anno di contributi prima del compimento dei 19 anni di età. Si accede a qualsiasi età, ma con almeno 41 anni di contributi versati.

Bisogna anche soddisfare almeno uno di questi requisiti:

L’isopensione, invece, può essere sfruttata dalle aziende con più di 15 dipendenti, che vogliono anticipare la pensione a una parte dei lavoratori che soddisfano i requisiti per la pensione di vecchiaia entro i successivi 7 anni.

L’opzione è stata confermata fino al 2023, ma è necessario che ci sia un accordo di esodo con le organizzazioni sindacali. Inoltre, l’opzione è particolarmente costosa per i datori di lavoro, chiamati a versare l’assegno pensionistico e i contributi fino a quando il lavoratore non raggiunge i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia.

Quando potrò andare in pensione: mansioni gravose

Spostiamo, ora, l’attenzione sul pensionamento anticipato per i lavoratori che svolgono mansioni gravose.

In caso di mansioni usuranti per almeno 78 giorni o notti in un anno, i lavoratori dipendenti possono accedere alla pensione con un’età minima di 61 anni e 7 mesi, sfruttando quota 97,6. I lavoratori autonomi o quelli che hanno contributi versati in entrambe le gestioni possono accedervi con un’età minima di 62 anni e 7 mesi (quota 98,6). In entrambi i casi servono almeno 35 anni di contributi versati.

Per i lavoratori che svolgono lavoro notturno dai 72 ai 77 giorni all’anno, è prevista l’uscita anticipata con un’età minima di 62 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi versati (lavoratori dipendenti, quota 98,6) e con un’età minima di 63 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi versati per i lavoratori autonomi o con versamenti in entrambe le gestioni (quota 99,6).

Infine, i lavoratori notturni a turno impegnati dai 64 ai 71 giorni all’anno, possono accedere alla pensione anticipata con un’età minima di 63 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi versati (lavoratori dipendenti, quota 99,6) e con un’età minima di 64 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi versati per i lavoratori autonomi o per chi ha contributi versati in entrambe le gestioni (quota 100,6).

Quando potrò andare in pensione: Opzione Donna e Quota 102

Concludiamo il nostro approfondimento con le ultime due opzioni di pensione anticipata: Opzione Donna e Quota 102.

L’Opzione Donna è riservata soltanto alle lavoratrici, prorogata almeno fino alla fine del 2022. Per usufruirne occorrono almeno 35 anni di contributi versati: le donne lavoratrici dipendenti possono accedervi con 58 anni di età, le autonome con 59 anni di età.

La finestra di accesso varia dai 12 mesi per le lavoratrici dipendenti ai 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Quando potrò andare in pensione
Quando potrò andare in pensione: opzioni, requisiti anagrafici e contributivi.

Quota 102, invece, ha sostituito Quota 100, uscita di scena il 31 dicembre 2021. Questa opzione prevede l’uscita dal mondo del lavoro con 64 anni di età e 38 anni di contributi versati.

Possono usufruirne i lavoratori pubblici e privati iscritti alle gestioni INPS. La finestra mobile è di 3 mesi per i dipendenti privati e 6 mesi per i dipendenti pubblici.

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