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Quando può andare in pensione un lavoratore agricolo: esempi

Quando può andare in pensione un lavoratore agricolo? Ecco tutte le soluzioni possibili e come si calcolano i contributi.

di Carmine Roca

Dicembre 2022

Quando può andare in pensione un lavoratore agricolo? Ecco alcuni pratici esempi (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Quando può andare in pensione un lavoratore agricolo? Tutte le possibilità

Quando può andare in pensione un lavoratore agricolo? Possiamo subito rispondere alla domanda che anche a questa categoria di lavoratori è possibile accedere non solo alla pensione di vecchiaia, ma anche alle altre misure previdenziali previste dal nostro ordinamento (Quota 102, Quota 103, Opzione Donna, l’Ape Sociale, Quota 41 per lavoratori precoci e la pensione anticipata per lavoratori usuranti).

Quindi un lavoratore agricolo può andare in pensione a 67 anni, con 20 anni di contributi versati (pensione di vecchiaia) o può accedere alle varie formule anticipate, a partire da quella ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne).

Proseguendo con Quota 103 a partire dal 1° gennaio 2023 (62 anni e 41 di contributi), Quota 102 per chi matura i requisiti entro fine 2022 (64 anni e 38 di contributi), con l’Ape Sociale (63 anni e 36 di contributi per lavoratori gravosi), con Quota 41 (41 anni di contributi, uno versato prima dei 19 anni di età, se appartenenti a determinate categorie come disoccupati, caregiver, lavoratori invalidi o impiegati in mansioni gravose) e con la pensione per lavoratori usuranti (un minimo di 61 anni e 7 mesi di età con 35 di contributi versati).

Se il lavoratore agricolo è invalido all’80% può accedere alla pensione di vecchiaia per invalidi civili, al compimento di 55 anni di età (donne) o 60 anni di età (uomini) con un minimo di 20 anni di contributi versati.

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Per i lavoratori agricoli non vedenti è prevista la pensione di vecchiaia qualora siano in condizioni di cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi. Per loro la pensione è fissata a 50 anni (donne) o 55 anni di età (uomini), con almeno 10 anni di contributi versati.

Inoltre, per chi ha un’anzianità contributiva precedente al 1993, ha maturato almeno 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1992 e al 31 dicembre 1992 risultano ammessi alla prosecuzione volontaria anche se non hanno effettuato versamenti prima di quella data, si può andare in pensione con la Legge Amato.

Infine, per chi ha versato almeno 5 anni di contributi soltanto a partire dal 1° gennaio 1996, con 71 anni di età si può accedere alla pensione di vecchiaia contributiva.

Per quanto riguarda la pensione di anzianità, questa è accessibile con 6.681 contributi giornalieri per gli uomini e con 6.525 contributi giornalieri per le donne.

Quando può andare in pensione un lavoratore agricolo? Chi ha versato 20 anni di contributi tutti dopo il 1996, può accedere alla pensione anticipata contributiva al compimento dei 64 anni, a patto che l’assegno maturato sia pari almeno a 2,8 volte l’assegno sociale (nel 2022 non meno di 1.310,68 euro al mese).

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Quando può andare in pensione un lavoratore agricolo: calcolo contributi

Quando può andare in pensione un lavoratore agricolo? A differenziare i lavoratori agricoli da quasi tutte le altre professioni è il calcolo della pensione: per loro è definito in giornate lavorate.

I contributi versati dai lavoratori dipendenti del settore agricolo sono rapportati alla retribuzione erogata, tenendo conto del minimale giornaliero fissato, nel 2022, in 49,91 euro, ovvero il 9,5% dell’importo del trattamento minimo mensile delle pensioni del F.P.L.D. (525,38 euro).

Invece, per i piccoli coloni agricoli e per i compartecipanti familiari la retribuzione di riferimento per il calcolo dei contributi è quella relativa ai salari medi convenzionali che ogni anno, ciascuna provincia italiana, determina.

Per il personale agricolo non impiegatizio, l’aliquota contributiva destinata al fondo pensioni è del 29,70%, l’8,84% è a carico del lavoratore. Per il 2022, se la retribuzione è superiore a 48.279 euro l’anno (4.023 euro lordi al mese), è prevista un’aliquota più alta di 1 punto, sempre a carico del dipendente.

Questa maggiorazione non serve ai fini del diritto alla pensione, ma è semplicemente di natura solidaristica.

Per chi, invece, è privo di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e risulta iscritto dal 1° gennaio 1996 a forme pensionistiche obbligatorie, lo Stato prevede un massimale annuo della base contributiva e pensionabile di 105.014 euro, nel 2022. Non si versano contributi oltre questo limite reddituale.

Quando può andare in pensione un lavoratore agricolo
Quando può andare in pensione un lavoratore agricolo? Nella foto un agricoltore a lavoro.

Quando può andare in pensione un lavoratore agricolo: calcolo pensione

Dopo aver visto quando può andare in pensione un lavoratore agricolo, vediamo insieme come si calcola la pensione dei braccianti agricoli.

Anche per loro la pensione si calcola con i tre sistemi previsti per le altre tipologie di lavoratori:

Per i lavoratori agricoli un anno di contributi versati equivale a 270 giornate di contribuzione effettiva, volontaria o figurativa; oppure in 156 giornate di contribuzione in caso di pensione anticipata, al netto delle giornate di disoccupazione o di malattia.

Nel caso dei contributi figurativi è necessario tenere conto di 6 giornate per ogni settimana.

Con più di 270 giornate lavorate in un anno, le eccedenti vanno ad aggiungersi a quelle maturate l’anno successivo, sempre se nell’anno non siano presenti almeno 30 giornate contributive effettive.

Ma quanto prende di pensione un lavoratore agricolo? Secondo le ultime stime, sono quasi il 90% i lavoratori agricoli che percepiscono un assegno inferiore a 600 euro al mese, con una media di 400 euro al mese e punte minime inferiori a 280 euro al mese.

Questo vale per i lavoratori agricoli che hanno più di 71 anni di età: per loro non è previsto l’obbligo di maturare un assegno di importo pari a 1,5 volte l’assegno sociale (per le pensioni di vecchiaia) o a 2,8 volte per la pensione anticipata contributiva.

In ogni caso gli assegni sono piuttosto bassi: ad esempio, chi matura contributi nel sistema contributivo prenderà una pensione pari a circa il 60% dell’ultima retribuzione percepita. Quindi, con uno stipendio di 1.000 euro al mese, l’assegno previdenziale si aggira intorno ai 600 euro al mese.

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