Sale scommesse: oggi incontro decisivo per riaprire. Ecco date sul tavolo e numeri della crisi

Si attende il confronto fra Stato e Regione alle 13. L'analisi che racconta le perdite di questi mesi e i lavoratori impegnati



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Quando riapriranno le sale scommesse? Oggi (9 giugno 2020) può essere un giorno decisivo. Alle 13, infatti, è prevista la conferenza fra Stato e Regioni, dalla quale devono venire fuori le linee guida per regolare la riapertura delle attività come sale slot e bingo.

Perché si aspetta il 15 giugno?

Gli operatori si augurano che il 15 giugno del 2020 le sale scommesse possano ripartire. Quella è la scadenza per molte restrizioni indicate nel Decreto del 17 maggio 2020 firmato da Conte. Al momento, comunque, non c’è ancora certezza.

Alla luce delle medie nazionali dei contagi da Coronavirus, sembra però difficile che le chiusure possano essere prorogate fino a inizio luglio come si temeva fino a qualche settimana fa.

Come si sono mosse le regioni?

Nessuna regione ha realizzato ordinanze per accelerare l’apertura delle sale scommesse, in Campania in Veneto, però, i governatori Zaia e De Luca hanno dato certezze sul quindici giugno: “Riapriremo tutto”.

La questione è anche affrontata nell’ultima ordinanza regionale campana. Dove si dice che è stato dato mandato all’Unità di Crisi per stilare linee guida, proprio entro metà giugno, che regolino l’attività delle sale scommesse e di imprese affini.

Che perdite hanno avuto il settore delle scommesse

Come chiarito dall’agenzia Agipronews, specializzata nel settore del gioco pubblico, in questi primi quattro mesi del 2020, c’è stato un crollo del 35% degli introiti, rispetto allo stesso periodo del 2019. Si parla di oltre 1800 milioni andati in fumo, sui quali pesano le sospensioni imposte dal lockdown.

Quanti sono i lavoratori impegnati nel settore?

Spesso, complice la disinformazione, si associa il settore del gioco esclusivamente alla ludopatia o all’azzardo. E ci si dimentica del tessuto produttivo che rappresenta per l’Italia.

Come si legge in un approfondimento di Jamma Tv, in Italia sono 10600 le imprese impegnate in un settore che ingloba ricevitorie del Lotto, Superenalotto, giochi a pronostico, sale giochi e bingo, oltre ai quattro casinò che ci sono in Italia. Nel numero non rientrano bar e tabacchi che curano il gioco come attività secondaria.

Un totale di 45.600 dipendenti impegnati, per lo più, in aziende medio piccole. Numeri ai quali vanno aggiunti tutti i lavoratori che si interfacciano indirettamente con i servizi di gioco come la vendita dei tagliandi per la lotteria.

Ma quali sono le Regioni più legate al settore delle scommesse?

I dati, aggiornati al 2019, ci dicono che la Lombardia guida questa classifica, seguita dal Lazio e della Campania. Anche se, per le tre realtà, è differente la composizione delle aziende. Più grandi nel Lazio, più piccole ed eterogenee in Lombardia. Nello specifico:

  • In Lombardia 1734 imprese e 8577 lavoratori
  • Il Lazio 998 attività a 7273 lavoratori
  • La Campania con 1544 imprese e 5333 lavoratori

Come sta andando il gioco online?

La chiusura dei luoghi fisici per scommettere, ha inevitabilmente fatto incrementare le scommesse online. Il calcio continua a fare da padrone.

Come ricorda Settimanasport.it, le giocate sul pallone rappresentano il 75% dei guadagni del settore, ma il blocco di alcuni fra i maggiori campionati europei ha fatto virare gli scommettitori sul tennis tavolo, le freccette e gli e-sport. Senza considerare tutti quelli che hanno iniziato a puntare sui campionati minori, dove il governo non ha imposto chiusure, per esempio Nicaragua e Bielorussia.

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