Quando rinnovare l’ISEE per il reddito di cittadinanza

Quando rinnovare l’ISEE per il reddito di cittadinanza: ecco tutto quello che devi sapere per non sbagliare.

6' di lettura

In questa guida andremo a capire nel dettaglio come e quando rinnovare l’ISEE per il reddito di cittadinanza (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice:

Quando rinnovare l’ISEE per il reddito di cittadinanza: i requisiti

Prima di capire quando rinnovare l’ISEE per il reddito di cittadinanza capiamo qualcosa in più sull’utilità del documento e perché è così importante per il Rdc.

Il reddito di cittadinanza è una misura economica di contrasto alla povertà che è stata introdotta nel 2019 per volontà del Movimento Cinque Stelle. Questo sussidio viene corrisposto unicamente ai cittadini che rispettano determinati requisiti. Vediamo insieme quali.

  • Il primo requisito in assoluto è quello della cittadinanza: il Rdc potrà essere corrisposto unicamente a cittadini italiani, europei o non appartenenti a Paesi dell’unione europea, ma con un valido permesso di soggiorno;
  • il secondo requisito, invece, è quello relativo alla residenza nel territorio nazionale per almeno 10 anni, di cui, gli ultimi due in via continuativa;
  • passiamo, poi, ai due patrimoni: quello immobiliare e quello finanziario. Il primo non dovrà superare i 30 mila euro, esclusa naturalmente la prima casa di abitazione, mentre il secondo dovrà risultare nel limite di 6 mila euro, anche se potrà essere incrementato a seconda del numero dei componenti del nucleo stesso;
  • arriviamo al reddito familiare, che non dovrà sfiorare anch’esso i 6 mila euro. C’è, però, un’eccezione e riguarda i cittadini che abitano in affitto: per loro questo limite è elevato a 9.360 euro;
  • concludiamo questa parte relativa ai requisiti per avere il reddito di cittadinanza, parlando proprio di lui: l’ISEE, l’indicatore della situazione economica equivalente, che dovrà essere di massimo 9.360 euro.

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Ora che abbiamo visto perché è così importante l’ISEE per i percettori del reddito di cittadinanza, andiamo a rispondere nel dettaglio alla domanda che ci siamo posti in precedenza: Quando rinnovare l’ISEE per il reddito di cittadinanza, partendo dalla distinzione tra l’ISEE e la DSU.

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Quando rinnovare l’ISEE per il reddito di cittadinanza: cos’è la DSU

L’ISEE è strettamente collegato alla DSU, acronimo che sta ad indicare un altro importante documento: la dichiarazione sostitutiva unica. Sai già di cosa si tratta? Te lo spiego subito! La DSU non è altro che un documento che attesta tutti i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali della famiglia in questione, che sono indispensabili per poter ottenere l’ISEE. Ora che abbiamo capito cos’è la DSU vediamo qual è la funzione specifica dell’ISEE.

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Questo documento è rappresentato da un numero, espresso in euro, che mostra la situazione economica del nucleo familiare. È molto importante per ottenere le agevolazioni, come il reddito di cittadinanza o l’assegno unico, ma anche per ottenere rate agevolate per i contributi universitari ecc.

Leggi quali sono le somme previste con l’Rdc, i limiti di prelievo in contanti e le spese vietate con i contributi economici, i motivi che causano la sospensione del reddito di cittadinanza e i reati che fanno perdere l’Rdc.

Tale condizione economica e patrimoniale, però, può variare notevolmente da un anno ad un altro a causa di molteplici fattori. Proprio per questo motivo è indispensabile rinnovare l’ISEE annualmente, poiché la sua validità termina il 31 dicembre di ciascun anno.

Insomma, quando rinnovare l’ISEE per il reddito di cittadinanza? Semplice, ogni inizio anno, con l’obbligo dei diretti interessati di presentare una nuova DSU all’Inps.

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Molte volte le famiglie, terminato l’anno, si dimenticano di presentare il nuovo ISEE entro la fine del primo mese dell’anno nuovo e, per questo motivo, Inps sospende il pagamento della misura di contrasto alla povertà. Non temete, poiché si tratta di una sospensione momentanea; gli accrediti si sbloccheranno quando rinnovare l’ISEE per il reddito di cittadinanza relativo al 2023, consegnandolo all’Istituto.

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Quando rinnovare l’ISEE per il reddito di cittadinanza: l’ISEE corrente

Ricordiamo che esistono due tipologie di ISEE: quello ordinario, che è quello che abbiamo visto nel paragrafo precedente, e quello corrente. Il primo è un quadro economico-patrimoniale della famiglia che si riferisce a due anni prima, mentre il secondo ai sei mesi precedenti, dunque, offre una visione più recente.

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Attenzione, però, perché non tutti possono richiederlo. Per averlo occorre che si sia verificata una delle seguenti situazioni:

  • variazione dell’attività lavorativa;
  • variazione di trattamenti assistenziali, previdenziali o indennitari;
  • variazione del reddito complessivo della famiglia di almeno il 25%;
  • una diminuzione del patrimonio mobiliare o immobiliare della famiglia almeno del 20% tra quanto posseduto il 31 dicembre e quanto indicato nell’ISEE ordinario.

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Le scadenze da rispettare, invece, sono le seguenti:

In caso di perdita di lavoro o reddito l’ISEE corrente può essere presentato dal 1° gennaio di ciascun anno dopo la DSU ordinaria. Questo avrà un valore semestrale dalla data stessa in cui è stato sottoscritto.

Nel caso di altre variazioni come quelle relative ai trattamenti previdenziali o all’attività lavorativa servirà presentare il nuovo ISEE corrente entro due mensilità dalla variazione.

Se, invece, la famiglia ha una variazione inerente alla perdita del patrimonio, potrà essere richiesto l’ISEE corrente dal 1° aprile, con una scadenza fissata al 31 dicembre dell’anno in questione.

Ecco, dunque, quando rinnovare l’ISEE per il reddito di cittadinanza se questo è corrente. I documenti che serviranno sono i seguenti:

  • l’ISEE ordinario;
  • il certificato in cui si attesti la variazione della condizione lavorativa, dunque una lettera di licenziamento o la chiusura della partita iva, oppure la variazione del trattamento stesso, in cui sia indicata la data e la tipologia di variazione;
  • l’indicazione di ciò che è stato percepito nei dodici mesi antecedenti la presentazione dell’ISEE corrente;
  • infine, la perdita del proprio patrimonio in riferimento al 31 dicembre dell’anno antecedente (per i conti correnti sarà necessario presentare la giacenza media).

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