Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Bonus fiscali » Edilizia / Bonus facciate 2023: quando scade e per cosa usarlo ancora

Bonus facciate 2023: quando scade e per cosa usarlo ancora

Quando scade il Bonus facciate 2023. Cos'è cambiato quest'anno rispetto al 2022 e al 2021? Quando scade il Bonus facciate? Quali sono i requisiti per riceverlo? Tutti i dettagli nell'articolo.

di Imma Duni

Agosto 2023

Quando scade il Bonus facciate 2023. Cos’è cambiato rispetto agli anni scorsi? Quali sono i requisiti per riceverlo? Tutti i dettagli nell’articolo (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quando scade il Bonus facciate 2023?

Il Bonus facciate 2023 non è stato prorogato. È scaduto il 31 dicembre del 2022.

Il beneficio introdotto dalla legge di bilancio 2020 è stato esteso fino al 31 dicembre 2022, con una riduzione dell’aliquota fiscale. Per il 2023 non è stato rinnovato.

Fino al 31 dicembre 2021, la detrazione fiscale per questo incentivo era del 90%. Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022, la detrazione è stata ridotta al 60%.

Di conseguenza, per usufruire dell’agevolazione fiscale, era necessario sostenere tutte le spese entro il 31 dicembre 2022, indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori. In questo caso si può ottenere la detrazione fiscale nel 2023, in quote uguali per 10 anni.

E lo sconto in fattura e la cessione del credito? Dal 17 febbraio 2023 non sono più richiedibili per alcun Bonus edilizio, a meno che i lavori (esclusivamente di edilizia libera) non siano stati avviati prima del 17 febbraio 2023.

Se i lavori sulle facciate sono fatti in edilizia libera e sono iniziati prima del 17 febbraio 2023, si può richiedere lo sconto in fattura o la cessione del credito per il Bonus facciate.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Quando scade il Bonus facciate 2023: quali sono le alternative?

Le alternative al Bonus facciate sono: il Bonus ristrutturazione e l’Ecobonus.

Per quanto riguarda il Bonus ristrutturazione, è possibile ottenere una detrazione fiscale del 50% anche per interventi sulle facciate degli edifici.

In questo caso, il limite di spesa consentito è di 96.000 euro per ogni edificio.

L’Ecobonus, invece, permette di effettuare interventi sulle facciate degli edifici volti al miglioramento dell’efficienza energetica, come l’installazione di un cappotto termico. La detrazione è fino al 75%.

Quando scade il Bonus facciate 2023
Quando scade il Bonus facciate 2023. In foto un operaio che lavora alle facciate di un palazzo.

Quando scade il Bonus facciate 2023: il Bonus ristrutturazione

Il bonus ristrutturazione 2023 è un beneficio economico che consiste nella detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute per ristrutturare un edificio.

Il tetto massimo della spesa è 96 mila euro. Questo tipo di Bonus si può avere anche con lo sconto in fattura.

Con la Legge di Bilancio 2023, il Governo Meloni ha deciso di prorogare questo sussidio fino a fine 2024, con le stesse identiche regole degli anni passati.

La somma detraibile è il 50% dei costi sostenuti per la ristrutturazione fino ad un massimo di 96 mila euro.

Coloro che ne usufruiscono possono ottenere un rimborso IRPEF, fino al 31 dicembre del 2024, portando in detrazione, nella dichiarazione dei redditi, i costi sostenuti per i lavori di edilizia, manutenzione ordinaria e straordinaria.

Quando è stato legiferato, questo Bonus consisteva nel 36% delle spese portate in detrazione e il limite di spesa era 48 mila euro.

Quali sono i lavori di ristrutturazione ammessi per avere diritto all’agevolazione?

La detrazione del 50% per il Bonus ristrutturazione 2023, riguarda i seguenti lavori:

I lavori di manutenzione ordinaria che danno diritto al Bonus ristrutturazione 2023 sono:

Oltre alla detrazione fiscale, i contribuenti possono scegliere la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Quando scade il Bonus facciate 2023: l’Ecobonus

L’Ecobonus è stato ideato per rilanciare il settore dell’edilizia, per rendere le abitazioni più efficienti e per impattare meno sull’ambiente e sulle tasche degli italiani.

Tra gli interventi che si possono effettuare su prime e seconde case ci sono:

Il risparmio si ottiene grazie alla detrazione fiscale del 75% delle spese sulla Dichiarazione dei redditi. Questo avverrà per un numero di anni sufficienti a coprire in maniera totale o parziale l’importo dei lavori.

Possono accedere al Bonus ristrutturazione 2023 tutti i contribuenti che rispettano i requisiti previsti, cioè tutte le persone fisiche che pagano le imposte in Italia, anche se non sono residenti.

Non bisogna necessariamente essere proprietari dell’edificio, l’importante è sostenere le spese per i lavori e avere un titolo idoneo alla detrazione fiscale.

Ecco l’elenco di coloro che possono godere del Bonus ristrutturazione:

Tali soggetti devono rispettare le seguenti condizioni:

Le spese di ristrutturazione dovranno essere pagate attraverso bonifico, il quale dovrà riportare questa dicitura: “bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986” e poi questi elementi:

Quando si accede al Bonus ristrutturazione, si ha diritto automaticamente anche al Bonus mobili ed elettrodomestici. 

FAQ sui Bonus edilizi

Cosa posso fare adesso che è scaduto il Bonus facciate 2023?

Esistono valide alternative al Bonus facciate. Tra queste, il Bonus ristrutturazione e l’Ecobonus. Il Bonus ristrutturazione ti permette di ottenere una detrazione fiscale del 50% anche per i lavori sulle facciate degli edifici, fino a un limite di spesa di 96.000 euro. L’Ecobonus, invece, ti offre la possibilità di effettuare lavori sulle facciate degli edifici per migliorare l’efficienza energetica, con una detrazione fino al 75%.

Come funziona il Bonus ristrutturazione 2023?

Il Bonus ristrutturazione 2023 è un beneficio che consiste nella detrazione fiscale del 50% delle spese fatte per ristrutturare un edificio, fino a un limite di 96 mila euro. Questo Bonus si può ottenere anche con lo sconto in fattura. Il Governo Meloni ha deciso di prorogare questo sussidio fino alla fine del 2024, con le stesse regole degli anni passati. Il rimborso IRPEF può essere ottenuto fino al 31 dicembre 2024, portando in detrazione, nella dichiarazione dei redditi, i costi sostenuti per i lavori di edilizia.

Il bonus ristrutturazione 2023 è cumulabile con la detrazione per risparmio energetico?

No, la detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalla detrazione per risparmio energetico. Se gli interventi realizzati rientrano in entrambe le categorie, il contribuente può fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio.

Il bonus ristrutturazione 2023 prevede detrazioni per interventi antisismici?

Sì, il bonus ristrutturazioni 2023 include una detrazione del 50% per spese sostenute per interventi antisismici su edifici in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3. Questa agevolazione è da calcolare su un importo complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e è fruibile in 5 rate annuali di pari importo. La detrazione può salire al 70% o 80% in caso di riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’edilizia e sulle agevolazioni sulla casa:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp